lunedì 17 gennaio 2011

Lo stress è donna

" Fare l’insegnante stressa, soprattutto se si è donna
A rischiare di ammalarsi di più sono le ultra cinquantenni, secondo uno studio di Vittorio Lodolo D’Oria, uno dei massimi studiosi di rischi alla salute dei docenti, medico ematologo, autore di diversi studi sul bornout e tra i massimi studiosi di patologie psichiatriche e di prevenzione di rischi alla salute degli insegnanti.
Il medico ha raccolto i pareri, tramite questionari, di 5.264 incontrati negli ultimi due anni durante oltre 50 seminari svolti in 13 regioni.
Dei 5264 interpellati, il 73% ha ammesso di sentire il ‘peso’ della cattedra, anche per la difficile gestione di genitori e colleghi. La bassa autostima si rivela nella convinzione di non poter incidere sull'educazione.
Questa indagine sui docenti ha dato un responso in antitesi rispetto a quello stereotipato dei lavoratori fortunati e con tre mesi di ferie l’anno.
Il 73% dei docenti interpellati si sente stressato per motivi propriamente lavorativi: Lodolo D’Oria ha constatato che a causare questo malessere sono, nell’ordine, gli studenti -26%-; i loro genitori -20%-; i colleghi -20%-; il dirigente scolastico -2%-. Quasi un terzo del campione , il 28% del totale, dichiara di aver avuto a che fare col mobbing; il 22% ritiene di averlo subito in passato; il 5% crede di essere stato verosimilmente “mobbizzato”; l’1% si considera attualmente vittima di mobbing.
Si tratta di percentuali importanti: se infatti si allargassero ai grandi numeri del personale che opera in Italia, oltre 800.000 insegnanti, ne coinvolgerebbe almeno mezzo milione. Considerando che il personale insegnante della scuola italiana è di gran lunga composto da donne -oltre l’80%, con la punta massima all’infanzia dove il sesso maschile è composto solo dallo 0,5% di maestri, la cui età media è attorno ai 50 anni, il medico desume che tra le docenti i rischi di incorrere in malattie depressive o neoplastiche -in particolare il tumore mammario- sia molto più alto rispetto ad altri generi di professioni. Tanto che, secondo Lodolo D’Oria, il Governo italiano farebbe bene a ritornare sui proprio passi a proposito della decisione di equiparare a 65 anni, dal gennaio 2012, l’età di accesso alla pensione di vecchiaia delle donne a quella degli uomini.
Ma i primi a non rendersi conto dei rischi sarebbero proprio i diretti interessati. "Se nello studio il 56% dei docenti riconosceva che la menopausa accresce la predisposizione della donna alla depressione, solo il 41% conosce l’entità del rischio che quintuplica rispetto all’età fertile. E dall’indagine risulta che solo il 60% delle donne in età esegue regolarmente gli screening oncologici".
Ad aggravare la situazione vi è anche il cambio dei rapporti sociali. Mentre, infatti, una volta la famiglia faceva da ‘cuscinetto’ per compensare le tensioni accumulate al lavoro, oggi questa funzione non è più ottemperata allo stesso modo: " la famiglia, quale punto di riferimento per la società e per lo stesso insegnante, diviene sempre più debole: se ne formano di meno, con pochi figli e sempre più instabili. Anche questa circostanza concorre verosimilmente a indurre un atteggiamento fortemente improntato all’ansia in oltre metà dei docenti".
La famiglia, quella dei propri studenti, diventa però determinante nel vanificare il proprio lavoro: sempre dallo studio risulta, infatti, che per gli stessi prof intervistati la scuola è all’ultimo posto come fattore incidente sull’educazione e la personalità dei giovani. Hanno decisamente più appeal i genitori -84%-. Seguono, a debita distanza, le influenze delle tecnologie -12%- e delle amicizie -3%-. Solo all’ultimo posto la scuola -1%-. "Se la graduatoria risulta lusinghiera per la famiglia, che invero attraversa tempi difficili, è deprimente per la scuola, ove gli stessi docenti si considerano scavalcati, come impatto e forza educativa nei confronti dei giovani, relegandosi all’ultimo posto in graduatoria. Interpretato come livello di autostima del corpo docente, il dato percentuale osservato non può essere certamente definito incoraggiante". (articolo de La tecnica della scuola riassunto da erica )

martedì 11 gennaio 2011

Bullismo digitale

" Il bullismo digitale? Una pericolosa tendenza, ‘figlia’ delle nuove tecnologie, di cui devono stare attente soprattutto le ragazze. Se due adolescenti su tre ne sono ormai vittime, tra queste le ragazze risultano essere il doppio dei ragazzi. A sostenerlo sono due sondaggi norvegesi condotti negli ultimi anni dall’istituto ‘TNS Gallup’, che si occupa di ricerche di mercato, e dalla compagnia telefonica Telenor.
In cosa consiste il bullismo digitale? Nella maggiora parte di casi si traduce in foto e testi pubblicati senza il proprio permesso, spesso anche in sms vessatori. Non tutti i tipi di bullismo digitale sono però uguali. "Quando si parla di cyber-bullismo – ha detto il ricercatore Tove Flack del Centro di Ricerca Comportamentale dell'Università di Stavanger, specializzato in bullismo digitale - è importante distinguere tra coloro che vengono vessati spesso e coloro che sperimentano le molestie solo occasionalmente".
Non solo. Per molte giovani ‘vittime’ il cyber-bullismo è solo uno dei molti modi in cui vengono molestate: a scuola vengono emarginati o insultati e quando tornano a casa ricevono vessazioni sul telefono cellulare e sul pc. “E questo – ha detto l’esperto in materia - può significare che non si sentono mai protetti ".
Fondamentale diventa, quindi, il comportamento dei genitori. Una convinzione sostenuta anche per dagli addetti ai lavori: "I genitori possono fare molto per essere presenti – ha spiegato Arne Olav Nygard, che ha partecipato alla ricerca -. Un modo potrebbe essere quello di mettere il computer in una stanza al centro della casa, e devono insegnare ai bambini a usare nome e cognome per le interazioni in rete. Possono fare amicizia con i propri figli su Facebook. E, soprattutto, devono imparare la logica del mondo digitale: in questo modo sarà difficile per i ragazzi avere una vita digitale segreta". Quelli che non ce la fanno da soli, ad avere un minimo di dimestichezza con computer ed internet, possono sempre chiedere aiuto alla scuola. "
Ho trovato questo articolo molto interessante. Da anni si parla di bullismo e negli ultimi anni si è evidenziato un fenomeno molto preoccupante anche a livello di bullismo al femminile, cioò di ragazze bulle che fanno altrettanti danni dei loro compagni maschi, nella scuola ma anche altrove. Nella ricerca svolta in Norvegia invece viene messo in evidenza il fenomeno del bullismo in internet e sui cellulari di cui sono vittime in prevalenza le ragazze
Sarebbe molto importante che simili sondaggi fossero fatti anche qui da noi per conoscere i livelli di cyber bullismo nella nostra società e in quali fasce di età è più " di moda" !!!

Liceo musicale ad Omegna ? forse ...

A dicembre il Consiglio di Istituto della Scuola Media di Omegna ha rilanciato la proposta di chiedere alle autorità competenti a livello politico la creazione di un Liceo Musicale del VCO, collegato ai Licei Scientifico e Artistico di Omegna. La scuola media Beltrami ha ormai da molti anni  due corsi interi di musicale a Crusinallo e altri due corsi ad Omegna , con grandi richieste a frequentarli.
Nell’ultimo Consiglio comunale di Omegna  del 2010, il 21 dicembre, il consiglio comunale per intero ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal Sindaco per chiedere all’amministrazione provinciale di istituire ad Omegna un liceo musicale, “perché   nelle scuole medie del territorio si svolgono numerosi corsi di musica e molte insegnanti chiedono che i ragazzi possano proseguire con queste attività. Ad oggi  l’unico liceo della musica si trova a Novara. Per questo vorremmo chiedere all’amministrazione provinciale di poter istituire ad Omegna, e quindi nel VCO, questo istituto per poter ampliare l’offerta formativa nel nostro territorio.”
Il Presidente della provincia del VCO  e l’Assessore all’Istruzione hanno a loro volta  ripreso la richiesta avanzata  dall'amministrazione di Omegna presso la Regione di costituire ad Omegna il liceo della musica. La giunta della provincia del VCO ha deliberato di richiedere al Ministero dell’Istruzione ed alla Regione Piemonte l’istituzione di un liceo musicale presso l’Istituto Superiore ‘Gobetti’ di Omegna.
 “E’ un obiettivo in cui crediamo, perché va data ai nostri giovani la possibilità di coltivare il loro talento. Per i nostri ragazzi con la passione per la musica intraprendere un percorso di studi riconosciuto da attestati ufficiali vuol dire farsi carico di trasferte almeno fino a Novara, presso il conservatorio. E’ encomiabile il lavoro fatto dalle bande e corpi musicali della zona, ma chi vuole andare oltre a una pratica amatoriale e fare della musica una professione ha bisogno di un curriculum più completo, al quale un contributo importante può essere dato da un indirizzo liceale di questa natura”.ha commentato l’Assessore Cottini
“Abbiamo fatto nostra l’istanza della Scuola Media Beltrami e devo dire che  assistendo al saggio dei suoi alunni di qualche giorno fa, sono ancora più convinto che la nostra Provincia possa ambire a questo riconoscimento. La ripartizione a livello regionale del numero di indirizzi di liceo musicale risponde a una programmazione di competenza ministeriale e così subito dopo la pausa natalizia incontreremo il Ministro Gelmini, con la quale affronteremo anche la questione di un’adeguata dotazione di personale per le scuole di montagna dopo che la Regione ha approvato il nostro dimensionamento delle rete scolastica che le mantiene inalterate nel numero” ha dichiarato il Presidente Nobili.  
Speriamo che questi buoni propositi natalizi dei Politici locali siano portati a buon fine e che riescano ad ottenere ciò che noi insegnanti con i nostri alunni "musici" chiediamo da diverso tempo. Con i tempi che corrono e con le finanziarie taglia cultura e taglia fondi per le scuole, visto che in parlamento c'è chi è convinto che la cultura non serve !, la speranza è un po' troppo spesso l'unica cosa che ci resta ...

sabato 1 gennaio 2011

2011


Una bellissima foto di un'Omegna del passato
 per augurare un nuovo anno 
di pace salute lavoro e serenità
erica

giovedì 23 dicembre 2010

lunedì 13 dicembre 2010

... cercando la stella

Ieri pomeriggio alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Gaudenzio a Crusinallo ho assistito ad un originalissimo concerto " ... cercando la stella" con l'organista ticinese Giovanni Galfetti, Carlo Bava il suonatore di ciaramella e M.Cristina Pasquali la voce narrante

 L'ingresso era libero e le offerte saranno donate all' A.I.S.M ( associazione italiana sclerosi multipla) di Gravellona Toce
Le musiche suonate erano celebri canti di Natale rivisti ed adattati alla tradizione locale delle valli ossolane ed una di loro, quella più bella ed originale, è una creazione dell'organista intitolata L'arbol, e dedicata al castagno, l'albero per eccellenza delle nostre montagne, che per tanti anni fu una importante fonte di cibo per i valligiani delle terre montane e lacustri
La ciaramella è uno strumento molto antico costruito in due pezzi che si uniscono, ad ancia doppia, per dare un suono bellissimo che penetra nel più profondo dell'anima umana e che dà sensazioni bellissime
Le ciaramelle di solito accompagnavano le zampogne ma il dottor Bava riesce ad estrarre dal suo strumento suoni veramente meravigliosi

martedì 7 dicembre 2010

La Thyssen Krupp 3 anni dopo

Non ho mai dimenticato la morte orribile dei sette operai  arsi vivi  in quel maledetto incendio scoppiato alle acciaierie della Thyssen Krupp di corso Regina Margherita a Torino tre anni fa mentre stavano svolgendo il loro turno di notte. Una tragedia resa ancora più atroce e crudele dalla morte lenta  a causa delle ustioni . Si  spensero l’uno dopo l’altro Giuseppe De Masi fu l’ultimo, ventiquattro giorni dopo il rogo, ed una lunga agonia a soli 26 anni,  come Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò.
In questi giorni di ricordi e di dolore a Torino è in corso  il  processo Thyssen che ha dato nuove regole per le morti bianche ed è una vera novità per l'ambiente giuridico italiano
Infatti è stato accusato di omicidio volontario Harald Espenhanh, l' amministratore delegato della ThyssenKrupp di Terni Questa ipotesi di reato non era mai stata imputata a un alto dirigente di azienda per un infortunio sul lavoro.
La requisitoria dei pubblici ministeri Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso  si sta concludendo e, nei prossimi giorni, la parola passerà alle parti civili, compresi i sindacati di Fiom , Fim e Uilm come rappresentanti dei lavoratori. Non intendono infatti solo tutelare i colleghi  morti, ma anche quelli  che lavoravano nelle stesse condizioni e che avrebbero potuto trovarsi al posto dei sette operai bruciati vivi. Le condizioni in cui versava lo stabilimento in fase di chiusura - sporcizia, imperizia, abbandono, mancata osservanza delle norme e dei dispositivi antincendio - furono, secondo l’accusa, la causa dell’incendio. La ThyssenKrupp lo sapeva ma dirottò i soldi destinati alla sicurezza verso lo stabilimento di Terni visto che quello di corso Regina  era in dismissione.
I sindacati hanno firmato una lettera con la quale s’impegnano ad utilizzare i soldi dell’eventuale risarcimento danni per dare vita e finanziare progetti formativi destinati a lavoratori e rappresentanze sindacali affinché la  tragedia  dei caduti della Thyssen serva a migliorare la conoscenza e le condizioni lavorative dei loro colleghi ancora oggi in attività.  Il ricordo i sette operai della ThyssenKrupp  non deve far dimenticare   chi è rimasto, come i trenta lavoratori ancora in forza alla ThyssenKrupp di Torino. I sindacati sono ancora in attesa di un incontro richiesto a fine novembre agli assessori al Lavoro di Comune, Provincia e Regione in quanto il 31 dicembre scadrà  la loro cassintegrazione e , se non si troveranno altre soluzioni, per loro  resterà solo  la mobilità. E si dovranno aggiungere a tanti altri lavoratori piemontesi che in questo periodo così infelice sono senza un lavoro purtroppo

Daniel Baremboin

Giovedì sera della scorsa settimana sono andata a Milano al teatro alla  Scala per un bellissimo concerto strordinario di Daniel Baremboin al pianoforte con  quattro prime parti dell'orchestra del teatro scaligero, il flautista Davide Formisano, il clarinettista Fabrizio Meloni, Fabien Thouand all'oboe, e Gabriele Screpis al fagotto.
E' stata un'ora o poco più veramente indimenticabile perchè la bravura del maestro e dei 4 solisti ha reso unici i pezzi suonati
Domenica il Maestro, pianista e direttore d’orchestra di fama mondiale, dal 2006  Maestro Scaligero del Teatro alla Scala e direttore a vita dell’Orchestra Staatskapelle di Berlino,  è stato a Che tempo che fa e nel corso dell’intervista rilasciata a Fabio Fazio si è soffermato sull’importanza della cultura, tema di grande attualità in un momento in cui le proteste contro i tagli al settore culturale e dello spettacolo sono al centro delle cronache : “La discussione sui teatri musicali, sulle loro sovvenzioni, è molto importante. Forse è vero, come ha detto qualcuno, che con la cultura non si mangia, ma la cultura è quello che dà all’essere umano la sua qualità umana. La cultura non è soltanto estetica, ma anche etica. La cultura è dovere”
Oggi pomeriggio ho visto iniziare su Rai 5 La Valchiria di Richard Wagner che inaugurava la stagione lirica della Scala ed ho ascoltato con grande emozione il  discorso iniziale di Barenboim,  che a nome del teatro, prima dell’inno nazionale, è uscito dalla buca e con un microfono in mano, in platea,  ha detto poche parole e soprattutto ha voluto leggere l’articolo 9 della Costituzione italiana : «Sono molto felice di dirigere ancora una volta alla Scala. Sono onorato di essere stato dichiarato maestro scaligero Per tale titolo e anche ai nomi dei colleghi che cantano, ballano e lavorano non solo qui ma in tutti i teatri, sono qui per dirvi a quale punto siamo profondamente preoccupati per il futuro della cultura nel paese e in Italia»...«La Repubblica  promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione»
Daniel Barenboim è nato a Buenos Aires nel 1942 ma nel 1952 si è trasferito con la sua famiglia in Israele. Ha iniziato  le sue prime lezioni di pianoforte con la madre a cinque anni , per poi proseguire gli studi musicali col padre  E' stato pianista e direttore d'orchestra nei più grandi teatri del mondo ma mi piace ricordarlo per un suo impegno molto particolare
Nel 1999 infatti con l’intellettuale palestinese Edward Said, scrittore e professore di letteratura comparata, ha fondato il workshop “West-Eastern Divan”, che ogni estate invita giovani musicisti d’Israele e dei Paesi Arabi a lavorare insieme in orchestra. Attraverso la comune esperienza musicale, il Workshop vuole creare un dialogo tra le diverse culture del vicino Oriente. Dagli inizi, hanno collaborato al Progetto, in qualità di insegnanti, anche i musicisti della Staatskapelle di Berlino. Nell’estate 2005 la West-Eastern Divan Orchestra ha tenuto a Ramallah (Palestina) un concerto di significato storico, trasmesso dalla televisione e registrato su DVD. Da qualche tempo Barenboim ha avviato anche un progetto per l’educazione musicale nei territori palestinesi, che comprende la fondazione di un asilo musicale e l’istituzione di un’orchestra giovanile palestinese. Nel 2002 Barenboim e Said sono stati premiati a Oviedo (Spagna) con il prestigioso “Príncipe de Asturias”, a riconoscimento del loro impegno per la pace.