martedì 2 giugno 2020

Musica Musica Musica

Stavo cercando due canzoni da inserire nelle piattaforme dei miei alunni perché a fine anno, di solito l'ultimo giorno di scuola, faccio ascoltare la musica e faccio cantare canzoni famose
Ne ho trovate alcune veramente belle che spesso mi hanno accompagnato  quando ero giovane ma anche recentemente e i video di Youtube le rendono ancora più belle
Quale vi piace di più ?
Le conoscevate già ?

lunedì 4 maggio 2020

Mangiare ai tempi del coronavirus

Oggi 4 Maggio siamo passati nella fase 2 della pandemia. È  finita la quarantena obbligatoria con l'obbligo  di  stare tutti a casa. I metalmeccanici sono tornati a lavorare. Si può  uscire ed andare fuori dalla propria  città. Con le mascherine ancora, ma la vita  dovrebbe  a poco a poco tornare ad una parvenza di normalità.  Per me nulla è  cambiato.  Ho usato il computer per inserire i compiti della settimana  nelle piattaforme  delle mie classi. Ho registrato un video per le mie due terze con l'argomento  di civiltà,  gli USA. E poi ho preparato  da mangiare.
Mia mamma non vuole mangiare nulla di macinato o di frullato. Le preparo tutto a piccoli pezzi, cotto a lungo, e successivamente schiacciato bene  con una forchetta perché  mangia ancora da sola e non deve ingoiare cibo che può  soffocarla. 
Oggi ho preparato  la minestra di verdura, con carote, patate, porro e due foglie di verza. Di solito aggiungo anche dei pezzetti di zucca ed una manciata di lenticchie o di piselli. Ma erano finiti ed ho aggiunto un pezzetto di petto di pollo. Quando è  stato  tutto  ben cotto, ho schiacciato i pezzetti di pollo prima e le verdure poi ed ho aggiunto una bella manciata di formaggio  grana


E dopo ho messo insieme  la macedonia di ieri, con pera banana pesca e fragole, con il gelato rimasto al fiordilatte.

Un pranzo veloce ma gustoso. Dopo mia mamma  è  andata  in poltrona  a dormire, sazia e felice
Nelle scorse settimane ho preparato  anche la marmellata con le fragole fresche, prima, e con i lamponi e i mirtilli. 
Ho sterilizzato bene dei vasetti di vetro con l'acqua  bollente. Poi ho tagliato a pezzetti le fragole lavate e pulite, le ho messe in una pentola larga e bassa con dello zucchero  di canna, qualche goccia di limone ed un pizzico d'acqua . Ho fatto cuocere il tutto a fuoco basso. Quando si è  rappreso, ho messo nel  vaso, ho chiuso ermeticamente ed ho lasciato raffreddare. Al termine ho ritirato in frigo



Un' altra prelibatezza che mia mamma mangia tutti i giorni è  il budino. Alla vaniglia, al crème caramel, al cioccolato. Da mischiare per merenda con la composta di mele, che ho fatto cuocere con un pizzico di cannella e zucchero di canna e tanta acqua. Acqua che si consuma a poco a poco sul fuoco moderato fino a consumarsi tutta. Così  le mele si disfano da sole e diventano una composta perfetta.


lunedì 27 aprile 2020

Regalo un Libro

Stamattina  ho risistemato una cassetta  della frutta che avevo dipinto ed appeso alcuni anni fa sotto il portico. Le ho messo sopra un cellophane antipioggia ed un cartello dentro
Con scritto : TI REGALO UN LIBRO quando lo hai letto REGALALO anche tu
Ho appeso il tutto al cancello con dentro uno dei miei libri 
Un'ora  dopo era già  stato preso dalla ragazza che mi porta la spesa a casa..
Era un libro di Carlo Lucarelli, la donna del martedì  

Venerdì  1^ Maggio : la mia idea di regalare un libro a chi passa davanti al mio cancello ha avuto successo.  I miei libri se ne sono andati tutti, alcuni in mani conosciute che mi hanno ringraziata, altri in mani anonime che li hanno tolti dalla cassetta entro la serata.
E stamattina  ho trovato una sorpresa. Invece della cassetta vuota a cui aggiungere nuovi libri, la cassetta ne conteneva altri due, lasciati da una mano sconosciuta che ha scritto un delizioso bigliettino " Bellissima  idea. Grazie! 😊" 

 Grazie a te, che hai preso e a tua volta hai regalato. Leggere è  da sempre una mia grande  passione e nei libri ho sempre trovato il mondo affascinante di chi sa scrivere, raccontare, inventare, costruire storie amori avventure  e personaggi indimenticabili, che per un pochino  ti allontanano dal mondo reale, dalla stanchezza  di una giornata noiosa o  difficile, da tutto ciò  che è  il quotidiano tran tran .... 

giovedì 23 aprile 2020

25 aprile Resistenza

Sabato è il 25 Aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. Tutte le celebrazioni saranno on line quest'anno. La Casa della Resistenza di Fondotoce ha organizzato, online,un vasto programma
Basta cliccare qui per leggere l'articolo con tutto il programma.
Sono passati 75 anni da quel giorno  ma mia mamma, che spesso ormai dimentica tante cose e in certi momenti chiede chi sei, perché a 96 anni la memoria è ballerina, ancora spesso parla della guerra
Una guerra per lei dolorosa perché hs vissuto in prima persona tanti orrori che anche qui sono accaduti, purtroppo.
Lavorava alla Cobianchi, la ferriera che ora non c'è più, era impiegata e negli uffici doveva convivere con i fascisti che avevano lì il presidio.
C'era anche un ufficiale SS tedesco, un altoatesino giovanissimo di cui aveva un sacro terrore perché disumano, come lo definisce lei.
E poi di notte andava in ospedale, il vecchio ospedale di Omegna, usato attualmente per la sanità e per uffici, con le suore nelle cantine a curare i partigiani feriti. Aveva frequentato dei corsi a Novara ed aveva un diploma, rosicchiato anni dopo dai topi che in solaio erano entrati silenziosi ed affamati.
Un rischio grave per lei e per le suore perché sopra erano ricoverati i fascisti feriti.
Per anni quando incontravamo il Dario Cola, lui ricordava sempre l'aiuto prezioso dell'amica Ada. E il Bortolo Consoli veniva spesso a casa a trovarla. Io posseggo ancora alcuni libri che mi ha regalato pochi anni prima di morire, un dono prezioso per me che nel corso degli anni ho creato una vasta collezione  di libri sulla guerra e soprattutto  sui sopravvissuti e le loro esperienze nei campi di concentramento  e di sterminio 
Dopo la sanguinosa battaglia di Gravellona, è salita a Chesio in Valle Strona con la sua amica Luisanna, di Gravellona, ed altre donne mandate da don Annichini, a curare i feriti partigiani. Un massacro di sangue che non ha mai dimenticato. Ne parlava spesso fino a pochi anni fa. Lei è tornata a casa il giorno dopo, con la macchina della volante rossa ed il dottor Balconi, perché non voleva che ci fossero rappresaglie sui genitori, in particolare su mio nonno Filippo, che era il responsabile della manutenzione dei forni della Cobianchi e parlava il tedesco, essendo stato a lavorare in Germania prima della prima guerra mondiale, e che , quando c'erano guasti in fabbrica o problemi ai forni, doveva restare anche con il coprifuoco per poi essere riaccompagnato a casa da due anziani soldati tedeschi della Werchmat, di servizio in fabbrica. Quando rientrava a notte fonda mia nonna Maria, rimasta ore in apprensione, li sentiva fin da quando erano nella futura via Bariselli / nome dato alla via di Crusinallo dopo la guerra a ricordo dei partigiani fratelli Bariselli assassinati dai fascisti/ perché cantavano tutti e tre in tedesco....
La sua amica Luisanna che lavorava anche lei alla Cobianchi,  rimase invece a Chesio ed accompagnò i partigiani sopravvissuti in Ossola attraverso le montagne e poi in Svizzera e rientrò a casa solo nel maggio 45.
Un altro ricordo molto doloroso per mia mamma fu l'episodio della fucilazione dei tre partigiani sul Largo Cobianchi perché quando li portarono in obitorio in ospedale lei era lì con una delle suore e riconobbe subito uno dei tre, un suo coetaneo compagno di scuola. Ha sempre detto che per lei era ancora vivo mentre la suora ha continuato a dirle che era già deceduto, ma che erano i nervi che lo facevano sussultare, visto la sua giovane età 
E ancora adesso ogni tanto si sveglia di notte urlando per una pistola. La pistola che un giovane fascista ubriaco le ha puntato adosso vicino al ponte sullo Strona, mentre andava al lavoro un mattino d'inverno, perché aveva ai piedi degli scarponcini robusti e comodi. Il fascista ha continuato a puntarle addosso la pistola dicendole che era di sicuro amica dei partigiani con quegli scarponcini lì... in effetti era nevicato tanto quell'inverno e mio nonno le aveva procurato scarpe solide per andare al lavoro a piedi !
Sono stati anni molto difficili quelli della guerra anche qui e sono morti tanti giovani che hanno dato la vita per la libertà su in montagna.  Ed altri sono rimasti feriti conservando su di sé ed in sé ferite profonde
Come l'amico d'infanzia di mia mamma, che per anni è vissuto qui vicino a noi, l'Ivano, ed è mancato un paio di anni fa anziano e con ancora una pallottola fascista a pochi millimetri dal cuore, a ricordargli per sempre la battaglia fatta in Valle Strona, quando furono attaccati dalle truppe fasciste ed SS, provenienti dalla Val Sesia. Feroci e ben equipaggiati e preposti all'assassinio dei giovani partigiani italiani.
Mia mamma ha sempre parlato della guerra in casa e per anni siamo andate a Crusinallo il mattino del 25 Aprile al cimitero di Crusinallo ad ascoltare la messa, ma non è mai entrata in politica e mai nessuno è venuto a chiederle un ricordo....
Hanno pubblicato recentemente libri  di chi ha fatto il partigiano ... andando in Svizzera il prima possibile
Quando le ho acquistato quel libro e lo ha letto, si è infuriata tremendamente perché quel signore aveva scritto che le donne che erano salite a Chesio erano " scappate" via ed erano tornate subito a Omegna !!!
Se lo avesse avuto sottomano sicuramente avrebbe passato un gran brutto quarto d'ora perché per giorni ha conrinuato a borbottare che lei aveva rischiato la pelle e i miei nonni avevano rischiato di farsi bruciare la casa per essere andata a curare i partigiani per due anni e passa e guarda un po'" quell'asino" cosa era andato a scrivere. Era tra l'altro rimasta solo lei di quelle donne perché né la Luna né la Teresita né le altre quattro o cinque, più anziane, erano morte, come non c'era  più  neppure la signora Pina Rizzoni di Cireggio, che sapeva tutto di loro.
Ed era già morto anche mio papà che lei aveva sposato nel 1951.
Mio papà era un IMI , un internato militare italuano, uno schiavo di Hitler, uno dei soldati che dopo l'otto settembre  1943, fu preso dai nazisti e mandato in campo di concentramento. Si è sempre rifiutato di firmare e di ritornare in Italia nelle milizie fasciste. Anche se con tanti anni di ritardo e anche quando molti di loro erano ormai morti, sono stati riconosciuti finalmente come resistenti al Fascismo.
Di lui mi restano le medaglie e l'attestato ricevuto dal Presidente Pertini e dal ministro Spadolini per essersi opposto al Fascismo ed aver patito tutti gli orrori dei campi di concentramento nazisti, dalla Polonia delle miniere di Bialistock, Buslau e Breslau, a Gorlitz in Germania, a Torgau, dove di là  dai reticolato vedeva altri uomini mal ridotti peggio di lui con delle lercie casacche a righe,  e ad un lungo percorso di campi e sotto campi negli ultimi mesi della guerra, quando i nazisti si ritiravano, fino alla liberazione da parte di un contingente canadese vicino al mare del nord nel maggio 45.
È ritornato a casa in Val di Susa nel settembre 45 quando ormai sua mamma e le sue due sorelle disperavano di rivederlo vivo.
Ha conservato per tutta la vita le cicatrici delle schegge prese durante un bombardamento ad un campo da parte degli alleati e i segni dei morsi di un cane, usato dai nazisti per recuperare i prigionieri scappati dalle baracche di legno durante un altro bombardamento, sul polso sinistro. Incubi che ha cercato di seppellire in una vita normale e teanquilla divisa tra il lavoro la famiglia e la passione per lo sci, ma che ogni tanto riaffioravano, in particolare nell'ultimo periodo in cui ammalato e grave è tornato a ricordare orrori che aveva sepolto nella mente per anni.
Chi è  vissuto con queste persone sopravissute a tante brutalità, mia mamma, mio papa,  mia nonna, che quando al giovedì  andava al mercato fu più  volte rastrellata dai fascisti e portata alle scuole do Omegna, dove io ho passato buona parte della mia vita lavorativa, in ostaggio, non può  che festeggiare sempre e comunque il 25 aprile. E sabato alle 15, come ha chiesto l' Anpi, canterò insieme con lei Bella Ciao, che spesso cantiamo anche la sera prima di addormentarci. Per non dimenticare che la nostra libertà è  nata grazie ai sacrifici di tutti loro.

mercoledì 22 aprile 2020

Dance and gym

Stamattina  sono  uscita molto velocemente  per andare in banca poi ho trascorso ore seduta al computer con ... bsmart classroom , la piattaforma deascuola
Questa sera mi verrebbe voglia di ballare saltare fare ginnastica. ..
Visto che non posso perché  mia mamma  era stanca e quindi dorme già,  mi sono vista un video dei Peanuts molto divertente
Cliccate anche voi sulla parola video e....
E se vedete invece questo altro video esilarante vi divertirete ancora di più
Chi ha la mia età  o qualche hanno in più  lo ha sicuramente  ballato da giovane e si è  divertito tantissimo perché  allora non avevamo mal di schiena e neppure un coronavirus da incubo che ci pesa addosso come un macigno per la paura di prenderlo ogni volta che usciamo ...
Io che viaggiavo sempre in autobus e a piedi ed ero abituata a parlare con tante persone  conosciute, devo restare in casa o al massimo  sul balcone e in giardino 
Passano pochissime persone, spesso sconosciute,  che hanno un cane al guinzaglio di solito, o sono in coppia ma non vicine, tutte di fretta, tutte silenziose....
Un mondo nuovo, triste in fondo,  che spero finisca al più  presto 
Perché voglio tornare ad uscire, libera di fermarmi a scambiare due parole, a guardare le vetrine dei negozi, ad andare a fare un giro in centro, a mangiare un gelato in riva al lago, ad andare a. ..Orta con il battello che parte da Omegna e viaggia in mezzo al lago, con un panorama  meraviglioso  intorno
E poi a Orta, girare per le stradine antiche di questo  borgo bellissimo ed unico, e andare sull'isola di San Giulio, magica e silenziosa quando non ci sono troppi  turisti, e suonare al convento delle suore di clausura per fare qualche acquisto dei loro prodotti o dei loro libri
Tornare alla normalità  è soprattutto questo, sono le cose quotidiane che si facevano fino a febbraio 
Stringere la mano ad una persona amica, baciare chi incontravi come facevamo da sempre noi italiani, viaggiare per strada senza pensare che chi stavamo sfiorando  poteva essere ammalato, o positivo, o pericoloso perché portatore asintomatico di un maledetto infinitesimale virus anacronistico che se ti attacca ti distrugge 
E se sopravvivi , cosa ti potrà  succedere ancora, visto che non esiste neppure un vaccino, e non si sa chi e quando e dove ci permetterà di provarlo e di vedere se funziona?
Va beh, meglio non pensarci e ... dance with Let'sTwist Again 😄😄😄 😍
Buona notte a tutti
E grazie ad Adriana che mi ha inviato il secondo video
Post scriptum: dopo aver scritto  questo post ho letto come tutte le sere le notizie dei giornali online ed ho trovato questo articolo, veramente interessante ma .... da brivido

sabato 11 aprile 2020

Le Mascherine del Comune

Stamattina  sono passati due volontari  della Protezione Civile e hanno lasciato nelle case di chi ha compiuto  65 anni una mascherina, inserita in una busta bianca, con una lettera del Sindaco di Omegna  Marchioni e dell'assessore  Corbetta 
Io ho compiuto gli anni lunedì,  6 aprile, e quindi sono una novella  sessantacinquenne, avente diritto all'omaggio comunale
Una bella  iniziativa utile e decisamente gradita
Un grazie di cuore 😚💕