sabato 6 maggio 2017

Il COQ in attivo

 Nell’ultima assemblea il Centro ortopedico di quadrante, società mista con maggioranza di capitale, 51% pubblico e il restante 49% in mano a privati, ha approvato il bilancio del 2016 che si basa su un budget di 22.150.000 euro. Ma ad essere particolarmente significativa è la chiusura del bilancio riferito al 2016 che si è chiuso con un utile di 2.385059 euro che ha permesso un dividendo a favore dei soci di 954.024 euro. Non è solo una questione di numeri e di cifre ciò che balza agli occhi al termine dell’assemblea, ma anche altri aspetti di natura sociale che coinvolgono il personale del Coq. 
Ai dipendenti, 200 tra personale medico e infermieristico, dei quali 150 assunti direttamente dal Coq e gli altri 50 dipendenti Asl Vco distaccati al Coq, il Centro ortopedico di quadrante ha assegnato a fine anno un premio di risultato, sino ad un massimo di 641 euro, che ciascuno ha potuto utilizzare in diverse forme; il più diffuso è stato un welfare sociale per cui i dipendenti grazie a questo «bonus» hanno potuto iscrivere i loro figli all’asilo, acquistare testi scolastici, utilizzare trasporti pubblici contando su questo fondo o più direttamente se li sono visti versare in busta paga. A ciò si aggiungono anche una serie di investimenti, per 650 mila euro totali, che la società ha effettuato nell’ambito del programma di sicurezza e antincendio per l’ospedale Madonna del Popolo di Omegna e nell’acquisto di attrezzature mediche.
  da La Stampa vco online
In tempi troppo spesso infelici per tutto ciò che è pubblico, questa è una bella notizia. La scelta di far entrare i privati, non italiani, nel nostro ospedale, è stata positiva e speriamo che in futuro lo sia ancora di più

lunedì 1 maggio 2017

501

Questo è il 501esimo post del blog.
Buon 1° Maggio a tutti nonostante il freddo la pioggia ed il vento ...

sabato 29 aprile 2017

Ultime notizie sul PRONTO SOCCORSO di Omegna

" Sarà il Coq, il Centro ortopedico di quadrante, a gestire dal 1 maggio il Punto di primo soccorso di Omegna. L’accordo tra Asl Vco e Coq rientra nelle sinergie volute dalla Regione. «Questa operazione rafforza la collaborazione tra i nostri enti a favore del territorio - afferma Mauro Carducci direttore del Coq - dando una continuità assistenziale ai cittadini del Cusio con nostro personale medico e infermieristico, nove in tutto, che opererà con le stesse modalità di prima». Pronto soccorso dunque aperto solo di giorno, dalle 8 alle 20 per sette giorni la settimana. Di notte resterà chiuso come adesso. Si evita così il rischio della chiusura diurna del servizio e nello stesso tempo si rafforza il Coq . Le funzioni del Punto di primo intervento resteranno in capo all’Asl per quanto riguarda gli aspetti clinico-organizzativi e procedurali tipici delle emergenze che saranno sempre gestiti dal 118. L’Asl potrà utilizzare il personale, che prima gestiva l’emergenza al Madonna del Popolo, ai due Dea di Verbania e Domodossola che si trovano in carenza, in particolare di medici. L’intero costo dell’operazione è stimato in 550.000 euro che va a incrementare il budget del Coq previsto per quest’anno a 22.150.000 euro.  " da La Stampa Vco online
Buona notizia solo in parte perché se uno ha urgente bisogno del pronto soccorso di sera deve comunque andare a finire al Dea di Verbania o, ancor peggio, essere portato a Domodossola, ancora più lontano
Ma per lo meno questo ci aiuta a sperare che il nostro ospedale possa continuare a restare aperto a lungo, anche se ormai solo e sempre più come Coq

Cozze mangia-inquinamento nel Lago d'Orta

Ieri sfogliando le pagine locali del VCO sul quotidiano La Stampa ho trovato una notizia veramente curiosa che iniziava così :
" Cozze mangia-inquinamento. Così rinasce il Lago d’Orta
Progetto nel Verbano per eliminare i metalli pesanti Si ignorava la loro presenza e, quando furono trovate nell’estate 2014, si riteneva fossero inutili. Ma cosa ci facevano nel Lago d’Orta quelle cozze scoperte dall’ex campione di sci nautico e appassionato sub Mario Savoini? L’interrogativo se l’è posto Nicoletta Riccardi, ricercatrice dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr di Verbania. Della loro presenza nel Lago d’Orta, in realtà, si aveva traccia agli inizi del Novecento... "
Una notizia di fondamentale importanza per l’ecosistema del nostro lago perché  i mitili trovati a Gozzano dai sub dell’associazione Sub Novara laghi durante le loro immersioni, la cui scoperta è stata portata a conoscenza dei ricercatori del Cnr di Pallanza, che hanno cominciato gli studi, appartengono alla specie Unio Elongatulus, che era presente nel lago un secolo fa ed era poi scomparsa, come tanti altri animali, a causa del pesante inquinamento di tutto il lago.
 Il fatto che siano riapparse è sintomo evidente che le acque  sono tornate ad essere pulite. Lo studio delle colonie trovate- per il quale servono fondi che al momento non ci sono ! - permetterebbe di capire la vera situazione delle acque e come intervenire per renderle ulteriormente pulite.
Questa specie di cozza non è commestibile naturalmente ma riesce ad assorbire le sostanze nocive senza subire danni . Veramente fantastica

lunedì 10 aprile 2017

Teatro in inglese

Lunedì 20 marzo gli studenti delle terze e delle seconde della secondaria di primo grado dell'Istituto comprensivo F.M.Beltrami hanno assistito ad una recita in inglese di tre attori madrelingua, che li hanno coinvolti in modo divertente e molto piacevole.
Per le terze lo spettacolo era The treasure's Island con i pirati che raccontavano, cantavano e combattevano. E che, of course!, hanno giocato con i ragazzi






Lo spettacolo per le seconde era Ghostbusters con  i mostri, i fantasmi e gli acchiappafantasmi, in una New York immaginata molto divertente



 
Un'ora piacevole per capire l'inglese in modo non tradizionale. Un'esperienza collaudata negli anni che piace sempre agli studenti ed alle insegnanti

domenica 5 febbraio 2017

Il DEA di Verbania

Martedì pomeriggio mia mamma, 92 anni e 10 mesi, è caduta in camera ed ha picchiato la testa contro un mobile, bello solido e resistente, uno di quei mobili anni 50 che non li fanno più. Purtroppo si è fatta male e abbiamo dovuto chiamare il 118 d'urgenza e poi portarla al DEA dell'ospedale di Verbania.
Un viaggio  abbastanza veloce con l'ambulanza lungo un tragitto trafficato ma con una strada dall'asfalto sconnesso che non ha certo reso piacevole il viaggiare su una barella una persona anziana con problemi alla schiena ed una ferita sopra un occhio, che continuava a sanguinare copiosamente per giunta.
E poi il reparto  emergenze, piccolo e strapieno di persone in attesa. 
Mia mamma è passata subito, le hanno suturato le lacerazioni e le hanno fatto una tac. Risalita è rimasta pochissimo tempo su una barella in corridoio ed è stata quindi sistemata nella stanza medica 2 insieme con altre due pazienti. 
Lei vi è rimasta fino al pomeriggio successivo quando è poi stata spostata all'astanteria, dove è rimasta ancora un altro giorno e mezzo,
Ma in quei tre giorni in cui sono stata con lei ad assisterla io ho visto passare una marea incredibile di persone bisognose di cure ed alcuni di loro sono stati ore ed ore in corridoio per mancanza di posto nelle poche stanze a disposizione o di medici impegnati altrove per emergenze ancora più gravi delle loro. 
L'aver chiuso il pronto soccorso dell'ospedale di Omegna ha sicuramente peggiorato la situazione ma anche l'immobilismo dei politici oltre che della sanità pubblica regionale non ha certo contribuito a risolvere il problema.
Si continua a parlare del nuovo ospedale unico che dovrebbe essere fatto ad Ornavasso, ma quando si farà ? 
Sono trent'anni che si parla di ospedale unico per il VCO e siamo ancora qui ad assistere  all'affollamento di un reparto di pronto soccorso che accoglie l'utenza di tutto un vasto territorio tra i laghi e le montagne.
Non so come facciano il personale medico ed infermieristico a reggere una situazione simile, così caotica e snervante, con momenti di super affollamento incredibili. 
Io spero di non doverci tornare e che tutto vada per il meglio per mia mamma ma mi auguro che la burocrazia e l'immobilismo di chi ci governa in Regione e in loco abbiano fine in tempi brevi
Presto dovremo anche tornare a votare ad Omegna un nuovo sindaco. Visto i risultati a dir poco negativi di questa giunta con un sindaco donna incapace di ascoltare i suoi concittadini e di fare il meglio per noi tutti, ben venga il ritorno di un sindaco uomo.
Ma uno in gamba. 
Io non andrò questa volta a votare alle primarie del PD, non mi piacciono per nulla i due candidati,  e se non riterrò interessante qualche candidato di altro partito non penso proprio che sprecherò il mio tempo per andare a votare...

Rifugiato ad Omegna

«Talvolta quando chiudo gli occhi penso a Buner, la cittadina pakistana in cui sono nato e da cui sono scappato un anno fa per sfuggire alla minaccia talebana, dopo che erano venuti a cercarmi a casa durante un rastrellamento». Karimullah Karimullah, 40 anni, una laurea con lode in biologia e zoologia e un dottorato di ricerca sull’interazione tra uomini e primati, racconta così l’inizio del suo viaggio che lo ha portato a Omegna, dove è ospite del centro di prima accoglienza per richiedenti asilo «Vittoria». 
«Quel giorno, il 21 gennaio del 2016, gli amici mi hanno avvisato che i talebani erano venuti a cercarmi a casa, io fortunatamente non ero lì e non ci sono più tornato, sono fuggito. Non potevo più sopportare la minaccia della violenza, dopo aver visto morire alcuni amici, studenti e professori universitari sotto il fuoco talebano». 
In quel giorno di gennaio di un anno fa inizia così il lunghissimo viaggio di quasi sei mesi, che attraverso Iran, Turchia, Grecia , Macedonia, Slovenia e Austria porta il 12 giugno dell’anno scorso in Italia Karimullah. «Ho fatto lunghissimi e faticosi pezzi a piedi - ricorda lo studioso pakistano -, non dimenticherò mai il viaggio sull’imbarcazione di fortuna tra Turchia e Grecia con la barca che andava su e giù tra le onde di un mare reso nero dalla notte. Così come l’attraversamento a piedi, sempre di notte, del confine tra Pakistan e Iran». Un viaggio di sei mesi, che non ha tolto a Karimullah la passione per la scienza e la ricerca: grazie ad alcuni amici è entrato nei mesi scorsi in contatto con l’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr di Verbania. E così se altri profughi sono diventati imprenditori, lui ha continuato a fare quello che ama: ricercare. 
Oggi collaboro come volontario - ricorda -. Il 6 dicembre ho potuto presentare il mio lavoro sulla struttura della popolazione e sul comportamento dei primati nella parte Nord della Malesia peninsulare».  
«Sono grato per l’opportunità che mi è stata offerta» prosegue lo studioso pakistano, che ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche. Karimullah ha un forte legame con la Malesia, dove ha ottenuto all’università di Sepang la laurea e il dottorato di ricerca. Ma oltre a lavorare come volontario all’Ise di Verbania, Karimullah cerca di aiutare tenendo corsi di inglese a chi vive con lui nella struttura ricavata nell’ex hotel Vittoria e gestita dalla cooperativa Azzurra. «Ho sempre trovato gentilezza sia da parte di chi gestisce il centro, sia dalla gente di Omegna».  
Il sogno per il futuro: «Poter trovare un lavoro e potermi guadagnare quanto serve per vivere - conclude Karimullah - e riuscire ad aiutare mia madre in Pakistan». Il primo passo verso una vita normale è intanto avvenuto l’altro giorno: al commissariato di Omegna gli è stato consegnato il documento che conferma l’accettazione dello status di rifugiato. Con quel pezzo di carta Karimullah potrà chiedere un permesso di soggiorno, che gli permetterà di lavorare.  da La Stampa VCO
Spesso ci lamentiamo, io per prima, quando veniamo avvicinati, davanti al supermercato o ai negozi del centro, dai giovani di colore che chiedono soldi. Non tutti sono arrivati qui da zone pericolose o di guerra e si sono limitati a fare la questua. Questo giovane uomo pakistano ha continuato a fare il ricercatore e lo scienziato ed ha dimostrato di volere tenacemente la propria indipendenza e la propria autonomia di uomo colto ed intelligente. Come lui ce ne saranno anche altri che porteranno anche qui da noi il loro contributo in idee e progetti utili per la nostra società
 


Giuseppe Moroni

" E’ morto sabato mattina all’età di 80 anni Giuseppe «Popi» Moroni, ex presidente della Lagostina e una delle figure più significative del mondo economico italiano.  Era ricoverato da tempo a Omegna alla casa dell’anziano «Massimo Lagostina», una struttura per la quale la sua famiglia e lui personalmente si erano sempre spesi. Alcuni mesi fa era stato vittima di un incidente domestico dal quale, malgrado le cure e i ricoveri in ospedale, non si è più ripreso. Entrato giovanissimo in fabbrica accanto allo zio Massimo, aveva percorso tutti i gradini della carriera aziendale sino a diventare presidente.  
Notevole il suo impegno nel sociale: era stato presidente dell’Unione industriale del Vco, della Camera di commercio e dell’associazione nazionale ed europea dei produttori di casalinghi. Aveva fondato e presieduto sino alla scorsa estate, per ben 44 anni, l’associazione Centri del Vco che si occupa di bambini diversamente abili. Il funerale si terrà lunedì alle 15,30 a Pettenasco nella chiesa parrocchiale dove domenica alle 18,15 sarà recitato il rosario.  " da LaStampa VCO
Ho conosciuto il signor Moroni tantissimi anni fa come genitore, a scuola. Ed era allora uno dei padroni della ditta di pentole conosciuta in tutto il mondo, dove ha lavorato per una ventina di anni anche mio papà. La sua associazione ha aiutato tantissimi bimbi ed è stata tanto utile a tutti noi che viviamo in questa parte del Piemonte troppo spesso dimenticato da chi è a Torino sia nella sanità sia nella scuola
Le mie condoglianze a Luisa ed alla famiglia Moroni.