giovedì 17 aprile 2014

Addio ad Alberto Peretti

Alcuni anni fa ero andata , durante l'estate, in Germania con il solito gruppo di persone con cui viaggiavo spesso. Volevo vedere Dresda, dove era passato mio papà, prigioniero IMI durante la seconda guerra mondiale, andando da un campo di concentramento nazista ad un altro 
Con me c'era anche Magda Peretti, che voleva  vedere a Berlino i posti dove era stato in prigionia suo papà Alberto
Non fu un viaggio di piacere per noi due  perché quei luoghi erano i luoghi della memoria di un periodo terribile e tragico che aveva visto le sofferenze dei nostri genitori Un periodo che li aveva segnati  profondamente ed aveva distrutto la loro gioventù
Ho riletto proprio nei giorni scorsi nel nuovo  libro di Lino Cerutti dedicato alla resistenza del VCO il racconto fatto da Alberto Peretti e la sua testimonianza di quello che passò nei lager. Come sempre mi sono commossa perché chi ha vissuto con loro non può non commuoversi 
Anche il papà di Magda come il mio papà aveva la passione per lo sci e una volta raggiunta la pensione si era dedicato all'agonismo e  aveva vinto nella categoria Master sei titoli mondiali con gli sci nello slalom gigante e  due volte era arrivato secondo ai mondiali 
Un uomo con una grande forza di volontà e con ancora la voglia di sconfiggere qualsiasi avversità e difficoltà che ha gareggiato e vinto sulle nevi di tutta Italia, ma anche nel resto dell’Europa e negli Stati Uniti
Sino a questa mattina quando ha tagliato l’ultimo traguardo
Il campione novantenne di Forno di Valstrona è spirato all’ospedale Maggiore di Novara, dove era stato ricoverato lunedì a causa delle gravi ferite riportate mentre con il figlio Ambrogio era intento a tagliare una pianta secca in un terreno della valle . Colpito dal tronco, riportando lesioni di una certa entità, era stato subito soccorso da un elicottero del 118 , trasportato a Borgosesia e poi trasferito al Maggiore di Novara  
I funerali si svolgeranno a Forno  
E' un momento molto doloroso per Magda e la sua famiglia e sono loro vicina con commozione e tanta tristezza
Ma il mio pensiero va' anche a quest'uomo coraggioso a cui auguro di poter continuare a volare sui suoi "legni" anche lassù nel cielo  e  a vincere tante altre gare di sci  nel paradiso degli uomini buoni ...

2 commenti:

Magda P ha detto...

Grazie Erica, ricordo tutto, ricordo le tue ricerche che mi passavi, ricordo i siti interbnet che mi indicavi e ...trovavo i riscontri e quella volta siamo stati a Dresda e poi a Berlino e poi attraversato sia l'Elba sia il fiume dove i barconi pieni di sacchi di cemento aspettavano i prigionieri per essere scaricati, anche in inverno e i piedi avvolti nella carta del cemento con sotto un pezzo di legno legato con uno spago, gelavano e non avevo mai capito che Lafel fosse l'Havel e non lo trovavo...quanti ricordi che poi condividevo con lui e mi sentivo quasi in colpa perchè tu non avevi avuto la mia fortuna...Grazie ancora Erica per questo blog e speriamo che serva ai giovani per dire MAI PIU' GUERRE. Ciao Magda

ericablogger ha detto...

cara Magda grazie per le tue preziose parole; purtroppo tanto spesso i giovani non conoscono la storia ed il nostro passato e non sanno nulla di ciò che i nostri padri hanno visto vissuto e sofferto in quegli anni orribili
Mai più guerre è quello che noi auguriamo sempre ai giovani perché abbiamo visto le conseguenze di una guerra nelle vite dei nostri padri
un abbraccio fortissimo erica