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mercoledì 25 novembre 2020

Zona Rossa. Giornate calde

 Dal 6 di novembre siamo di nuovo in zona rossa ma speriamo di passare presto in zona arancione. Io non riesco a lavorare online con i miei alunni, soprattutto con quelli di terza . A scuola sono abituata a lavorare con la LIM , ad avere un contatto visivo con i ragazzi , a comunicare con loro e in videolezione non è proprio la stessa cosa. Spesso ci sono problemi di connessione, microfoni che non funzionano, telecamere che non si aprono.... E i compiti dati online che non sempre si riesce ad aprire o a rispedire. Difficoltà non indifferenti, per loro e per me. Sarò anche tecnologica, come mi dicono le colleghe, ma ogni tanto perdo proprio la pazienza quando mi salta la connessione o non riesco a mettere un incontro su calendar o non si apre il tablet e il portatile si impalla. 

Questa poi è la settimana dei consigli di classe. Tre lunedì e tre venerdì, tre ore davanti al computer. E il verbale da scrivere perchè sono coordinatore di classe, le relazioni da preparare prima del 30, che faccio sempre all'ultimo momento.

Ma fuori splende il sole. Giornate calde per la stagione. Si sta bene all'aperto . 

Oggi non avevo tempo ma sono rimasta seduta in poltrona con la finestra aperta a prendere il sole per più di mezz'ora dopo pranzo. E appena posso mi troverò un altro pomeriggio per una passeggiata come si deve. Settimana scorsa sono andata con la mia amica d'infanzia e con sua sorella a santa Rita e a San Fermo. Erano anni che non salivo piu fin lassù, da dove si vede tutta la città ed il lago e le montagne intorno. È bello vivere qui . Con o senza mascherina anti coronavirus !

Nisa

Lunedì mattina ero a casa perchè avevo due video lezioni con i ragazzi di seconda e terza e nessuna ora in classe a scuola. Ma dovevo fare delle commissioni veloci e sono uscita. Sono andata ad Omegna a piedi. La mask sul viso, perchè non voglio prendermi quell'accidente di virus che imperversa ancora, e una bella camminata, che fa bene alla salute. Andava tutto bene, c'era il sole e in un quarto d'ora ero in centro.

Ma quando sono arrivata al semaforo ed ho guardato, come faccio sempre, le carte di chi è morto mi è venuto un accidente.

 Nisa, che conoscevo dai tempi dell'università, quando lei andava a Milano ed io a Torino, e viaggiavamo in treno, divertendoci un sacco, perchè eravamo giovani, allegre e comunicative e ci piaceva tanto chiacchierare. Nisa, che come me insegnava inglese, io alle medie e lei alle superiori, al corso sulla moda, e piaceva tanto alle mie ex alunne perchè le capiva e le seguiva come tanto spesso le avevo seguite io. Nisa, con cui per anni sono andata in gita insieme a Lino, a Martina ed agli amici dell'università della terza età. E anche se ormai non eravamo più giovani ci divertivamo sempre

Nisa se ne è andata anche lei. A 68 anni. All'improvviso.

Con il covid e il lungo lockdown e con mia mamma con cui ho passato una lunga bellissima estate senza quasi mai lasciarla, non ci eravamo più viste, ma mai avrei immaginato che se ne andasse così presto

La vita riserva delle sorprese spesso , alcune molto piacevoli, altre molto brutte, purtroppo. Spero che Nisa continui anche in cielo a ridere, a sorridere, a divertirsi, con la sua lunga treccia bionda ed il suo humor vivace e contagioso. Ciao amica di tanti anni. 


Ellebori

 

Due settimane fa sono passata dal fiorista ed ho acquistato i primi ellebori di stagione. Sono dei fiori invernali bellissimi. E mi sono sempre piaciuti, anche se il loro rizoma è velenoso e bisogna fare attenzione quando si trapiantano.
Ma questo novembre così caldo ed anomalo ha già fatto fiorire anche quelli che sono in giardino. Sono in mezzo all'erba ancora folta dell'estate ma appena troverò il tempo andrò a  ripulire tutto e saranno loro i protagonisti del Natale

lunedì 27 aprile 2020

Regalo un Libro

Stamattina  ho risistemato una cassetta  della frutta che avevo dipinto ed appeso alcuni anni fa sotto il portico. Le ho messo sopra un cellophane antipioggia ed un cartello dentro
Con scritto : TI REGALO UN LIBRO quando lo hai letto REGALALO anche tu
Ho appeso il tutto al cancello con dentro uno dei miei libri 
Un'ora  dopo era già  stato preso dalla ragazza che mi porta la spesa a casa..
Era un libro di Carlo Lucarelli, la donna del martedì  

Venerdì  1^ Maggio : la mia idea di regalare un libro a chi passa davanti al mio cancello ha avuto successo.  I miei libri se ne sono andati tutti, alcuni in mani conosciute che mi hanno ringraziata, altri in mani anonime che li hanno tolti dalla cassetta entro la serata.
E stamattina  ho trovato una sorpresa. Invece della cassetta vuota a cui aggiungere nuovi libri, la cassetta ne conteneva altri due, lasciati da una mano sconosciuta che ha scritto un delizioso bigliettino " Bellissima  idea. Grazie! 😊" 

 Grazie a te, che hai preso e a tua volta hai regalato. Leggere è  da sempre una mia grande  passione e nei libri ho sempre trovato il mondo affascinante di chi sa scrivere, raccontare, inventare, costruire storie amori avventure  e personaggi indimenticabili, che per un pochino  ti allontanano dal mondo reale, dalla stanchezza  di una giornata noiosa o  difficile, da tutto ciò  che è  il quotidiano tran tran .... 

giovedì 23 aprile 2020

25 aprile Resistenza

Sabato è il 25 Aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. Tutte le celebrazioni saranno on line quest'anno. La Casa della Resistenza di Fondotoce ha organizzato, online,un vasto programma
Basta cliccare qui per leggere l'articolo con tutto il programma.
Sono passati 75 anni da quel giorno  ma mia mamma, che spesso ormai dimentica tante cose e in certi momenti chiede chi sei, perché a 96 anni la memoria è ballerina, ancora spesso parla della guerra
Una guerra per lei dolorosa perché hs vissuto in prima persona tanti orrori che anche qui sono accaduti, purtroppo.
Lavorava alla Cobianchi, la ferriera che ora non c'è più, era impiegata e negli uffici doveva convivere con i fascisti che avevano lì il presidio.
C'era anche un ufficiale SS tedesco, un altoatesino giovanissimo di cui aveva un sacro terrore perché disumano, come lo definisce lei.
E poi di notte andava in ospedale, il vecchio ospedale di Omegna, usato attualmente per la sanità e per uffici, con le suore nelle cantine a curare i partigiani feriti. Aveva frequentato dei corsi a Novara ed aveva un diploma, rosicchiato anni dopo dai topi che in solaio erano entrati silenziosi ed affamati.
Un rischio grave per lei e per le suore perché sopra erano ricoverati i fascisti feriti.
Per anni quando incontravamo il Dario Cola, lui ricordava sempre l'aiuto prezioso dell'amica Ada. E il Bortolo Consoli veniva spesso a casa a trovarla. Io posseggo ancora alcuni libri che mi ha regalato pochi anni prima di morire, un dono prezioso per me che nel corso degli anni ho creato una vasta collezione  di libri sulla guerra e soprattutto  sui sopravvissuti e le loro esperienze nei campi di concentramento  e di sterminio 
Dopo la sanguinosa battaglia di Gravellona, è salita a Chesio in Valle Strona con la sua amica Luisanna, di Gravellona, ed altre donne mandate da don Annichini, a curare i feriti partigiani. Un massacro di sangue che non ha mai dimenticato. Ne parlava spesso fino a pochi anni fa. Lei è tornata a casa il giorno dopo, con la macchina della volante rossa ed il dottor Balconi, perché non voleva che ci fossero rappresaglie sui genitori, in particolare su mio nonno Filippo, che era il responsabile della manutenzione dei forni della Cobianchi e parlava il tedesco, essendo stato a lavorare in Germania prima della prima guerra mondiale, e che , quando c'erano guasti in fabbrica o problemi ai forni, doveva restare anche con il coprifuoco per poi essere riaccompagnato a casa da due anziani soldati tedeschi della Werchmat, di servizio in fabbrica. Quando rientrava a notte fonda mia nonna Maria, rimasta ore in apprensione, li sentiva fin da quando erano nella futura via Bariselli / nome dato alla via di Crusinallo dopo la guerra a ricordo dei partigiani fratelli Bariselli assassinati dai fascisti/ perché cantavano tutti e tre in tedesco....
La sua amica Luisanna che lavorava anche lei alla Cobianchi,  rimase invece a Chesio ed accompagnò i partigiani sopravvissuti in Ossola attraverso le montagne e poi in Svizzera e rientrò a casa solo nel maggio 45.
Un altro ricordo molto doloroso per mia mamma fu l'episodio della fucilazione dei tre partigiani sul Largo Cobianchi perché quando li portarono in obitorio in ospedale lei era lì con una delle suore e riconobbe subito uno dei tre, un suo coetaneo compagno di scuola. Ha sempre detto che per lei era ancora vivo mentre la suora ha continuato a dirle che era già deceduto, ma che erano i nervi che lo facevano sussultare, visto la sua giovane età 
E ancora adesso ogni tanto si sveglia di notte urlando per una pistola. La pistola che un giovane fascista ubriaco le ha puntato adosso vicino al ponte sullo Strona, mentre andava al lavoro un mattino d'inverno, perché aveva ai piedi degli scarponcini robusti e comodi. Il fascista ha continuato a puntarle addosso la pistola dicendole che era di sicuro amica dei partigiani con quegli scarponcini lì... in effetti era nevicato tanto quell'inverno e mio nonno le aveva procurato scarpe solide per andare al lavoro a piedi !
Sono stati anni molto difficili quelli della guerra anche qui e sono morti tanti giovani che hanno dato la vita per la libertà su in montagna.  Ed altri sono rimasti feriti conservando su di sé ed in sé ferite profonde
Come l'amico d'infanzia di mia mamma, che per anni è vissuto qui vicino a noi, l'Ivano, ed è mancato un paio di anni fa anziano e con ancora una pallottola fascista a pochi millimetri dal cuore, a ricordargli per sempre la battaglia fatta in Valle Strona, quando furono attaccati dalle truppe fasciste ed SS, provenienti dalla Val Sesia. Feroci e ben equipaggiati e preposti all'assassinio dei giovani partigiani italiani.
Mia mamma ha sempre parlato della guerra in casa e per anni siamo andate a Crusinallo il mattino del 25 Aprile al cimitero di Crusinallo ad ascoltare la messa, ma non è mai entrata in politica e mai nessuno è venuto a chiederle un ricordo....
Hanno pubblicato recentemente libri  di chi ha fatto il partigiano ... andando in Svizzera il prima possibile
Quando le ho acquistato quel libro e lo ha letto, si è infuriata tremendamente perché quel signore aveva scritto che le donne che erano salite a Chesio erano " scappate" via ed erano tornate subito a Omegna !!!
Se lo avesse avuto sottomano sicuramente avrebbe passato un gran brutto quarto d'ora perché per giorni ha conrinuato a borbottare che lei aveva rischiato la pelle e i miei nonni avevano rischiato di farsi bruciare la casa per essere andata a curare i partigiani per due anni e passa e guarda un po'" quell'asino" cosa era andato a scrivere. Era tra l'altro rimasta solo lei di quelle donne perché né la Luna né la Teresita né le altre quattro o cinque, più anziane, erano morte, come non c'era  più  neppure la signora Pina Rizzoni di Cireggio, che sapeva tutto di loro.
Ed era già morto anche mio papà che lei aveva sposato nel 1951.
Mio papà era un IMI , un internato militare italuano, uno schiavo di Hitler, uno dei soldati che dopo l'otto settembre  1943, fu preso dai nazisti e mandato in campo di concentramento. Si è sempre rifiutato di firmare e di ritornare in Italia nelle milizie fasciste. Anche se con tanti anni di ritardo e anche quando molti di loro erano ormai morti, sono stati riconosciuti finalmente come resistenti al Fascismo.
Di lui mi restano le medaglie e l'attestato ricevuto dal Presidente Pertini e dal ministro Spadolini per essersi opposto al Fascismo ed aver patito tutti gli orrori dei campi di concentramento nazisti, dalla Polonia delle miniere di Bialistock, Buslau e Breslau, a Gorlitz in Germania, a Torgau, dove di là  dai reticolato vedeva altri uomini mal ridotti peggio di lui con delle lercie casacche a righe,  e ad un lungo percorso di campi e sotto campi negli ultimi mesi della guerra, quando i nazisti si ritiravano, fino alla liberazione da parte di un contingente canadese vicino al mare del nord nel maggio 45.
È ritornato a casa in Val di Susa nel settembre 45 quando ormai sua mamma e le sue due sorelle disperavano di rivederlo vivo.
Ha conservato per tutta la vita le cicatrici delle schegge prese durante un bombardamento ad un campo da parte degli alleati e i segni dei morsi di un cane, usato dai nazisti per recuperare i prigionieri scappati dalle baracche di legno durante un altro bombardamento, sul polso sinistro. Incubi che ha cercato di seppellire in una vita normale e teanquilla divisa tra il lavoro la famiglia e la passione per lo sci, ma che ogni tanto riaffioravano, in particolare nell'ultimo periodo in cui ammalato e grave è tornato a ricordare orrori che aveva sepolto nella mente per anni.
Chi è  vissuto con queste persone sopravissute a tante brutalità, mia mamma, mio papa,  mia nonna, che quando al giovedì  andava al mercato fu più  volte rastrellata dai fascisti e portata alle scuole do Omegna, dove io ho passato buona parte della mia vita lavorativa, in ostaggio, non può  che festeggiare sempre e comunque il 25 aprile. E sabato alle 15, come ha chiesto l' Anpi, canterò insieme con lei Bella Ciao, che spesso cantiamo anche la sera prima di addormentarci. Per non dimenticare che la nostra libertà è  nata grazie ai sacrifici di tutti loro.

domenica 5 aprile 2020

Contenimento e restrizioni

Ieri mattina se si apriva il motore di ricerca Google Chrome in alto si trovava un delizioso didle, con la parola google e i disegnini delle note musicali ed altro, Se si cliccava sopra si apriva la pagina con tutte le notizie sulla situazione italiana e mondiale del coronavirus. Indicazioni igieniche e link a video in inglese, bellissimi ma agghiaccianti, su ciò che il covid 19 fa ai nostri polmoni
Ieri sera invece sul quotidiano  online Lastampa ho letto che le morti degli Italiani sono diminuite ma che purtroppo i positivi al virus sono aumentati rispetto al 31 marzo . Gli Italiani ancora in giro sono troppi. Bisogna stare a casa. Ma, notizia dell'ultima ora di oggi Domenica delle Palme, si sono registrati numerosi avvistamenti sulle autostrade di auto lombarde e piemontesi dirette al mare...
Da domani invece si dovrà uscire obbligatoriamente  con le mascherine e si dovrà  proteggere il viso. 
Secondo la mia opinione personale,  ora che le mascherine si trovano in vendita un po' ovunque, dalla farmacia alla rivendita dei giornali di Barbara, in piazza Beltrami, sarebbe veramente  opportuno  e necessario che tutti si mettessero una mascherina  e dei guanti quando vanno al supermercato 
Mercoledì mattina, dopo tre settimane, sono andata a Omegna. Da Crusinallo passando per la zona industriale, deserta, delle fabbriche conosciute nel mondo intero, Lagostina, Alessi logistica, Ruffoni ed ex Faro giocattoli, ed attraversando il ponte sullo Strona, sono arrivata a piedi in centro in fretta. Di solito questo percorso lo facevo giornalmente in autobus per andare al lavoro a scuola, ma ora, anche se gli autobus viaggiano comunque, pur con gli orari festivi, preferisco non rischiare. 
Al supermercato  Coop c'era la coda: tutti in fila con i carrelli in mano e tutti ammucchiati uno dietro all'altro... Io ho mantenuto le debite distanze da una signora davanti a me senza guanti e senza maschera e la signora dietro a me, pure lei con la mascherina sul viso, è  stata un bel po' lontana da me, oltre il metro consigliato.
Ci faceva entrare una guardia del servizio d'ordine, ma pure lui aveva solo mascherina e niente guanti, ho notato. Io mi sono pure presa i guanti trasparenti all'entrata anche se avevo già i miei verdi, all'aloe, perché sono allergica a quelli bianchi che si adoperano di solito. Secondo me quel giorno all' interno vi erano troppe persone a fare la spesa e non mi è  piaciuto. ..Ho invece saputo che quello stesso giorno chi si è  recato a Crusinallo al supermercato  Tigros ha trovato all'entrata  un incaricato che obbligava tutti quanti a farsi provare la febbre. Molto meglio quello che il rischio di un contagio da un positivo che magari non sa di esserlo e che ti regala un sars-covid 19 di cui ne faresti decisamente  a meno!!!!
A tal proposito,  ho letto su LaStampa vco e su Azzurranews, online, delle polemiche nate tra la maggioranza  è la minoranza politica del Comune di Omegna per il fatto che è  stato permesso giovedì di fare il mercato in riva al lago con solo dodici banchi di alimentari. 
Beh, la gente è  stata poca, ma secondo me, è  meglio andare a fare la spesa al mercato all'aperto che in un supermercato troppo affollato dove le distanze sono un optional....
E non mi meraviglio del fatto che in facebook, in Sei di Omegna se..., si sono scritti insulti di ogni genere alla Giunta comunale per tale decisione. Io non ho mai voluto iscrivermi  in facebook e mai mi iscriverei per nessun motivo, ma so, perché  mi è  stato riferito da più  parti,  e non solo da alcune colleghe, che in Sei di Omegna se..., sono state scritte  cose pesanti anche sulla scuola media e su noi insegnanti, all'inizio della chiusura delle scuole, dopo le vacanze di carnevale... Non so chi sia l'amministratore di tale pagina ma forse dovrebbe in qualche caso moderare ed intervenire quando chi scrive esagera o arriva al punto di rischiare ...una bella denuncia per diffamazione, visto i contenuti dei commenti .... !!!
Io preferirei mille volte di più  essere in classe a lavorare a tu per tu con i miei ragazzi e ragazze perché  da casa ho un contatto  freddo e troppo a distanza. E tra videochiamate con i colleghi e tentativi nuovi e non sempre abbastanza efficaci di preparare i compiti e le lezioni per sei classi di inglese, io resto al computer o al tablet per ore ed ore. Per non parlare del cellulare e di Whatsapp, dove i messaggi dei docenti in sei consigli di classe, dell'animatore digitale o del dirigente e della segreteria sono sempre numerosi....in qualche caso anche troppi.
Il tempo che prima avevo da dedicare a mia mamma, 96 anni vispi ed impegnativi perché non più  autonoma, si sono ridotti al lumicino in questi ultimi giorni. Ma come per ogni weekend da tre anni a questa parte, ho staccato da tutto e mi sono preoccupata solo di lei...che ha tutti i diritti  di reclamare la mia presenza quando ha fame o sete ed io sono ancora alle prese con bsmart,  con screencast-o-matic, con le foto da convertire in pdf, con Edmodo o con Argo, con questo o con quello... Che fatica !
Good Sunday all you. Buona domenica  delle Palme, anche se le messe saranno solo in streaming in TV. 


venerdì 27 marzo 2020

Anziani

Ieri sera come sempre ho spento il cellulare con Internet e Whatsapp. Stamattina appena riacceso, sono stata sommersa da una marea di messaggi, dei consigli di classe e di colleghe con cui comunico in privato. Tutti i messaggi annunciavano la morte della mamma del nostro dirigente scolastico.
Era una signora molto anziana, anche lei, che io ho conosciuto quando ero piccola, perché qui ai tempi non eravamo così tanti e ci si conosceva tutti, chi per un motivo chi per un altro.
Anche a lei questa sera, quando mia mamma ed io, come è abitudine, diremo le preghiere, manderemo un saluto ed un pensiero. Perché ogni sera noi due diciamo la preghiera per tutte le persone che abbiamo conosciuto e che ora sono lassù, in cielo...  
Con la speranza che siano felici e serene e che si siano ritrovate per stare insieme e farsi compagnia
E' un periodo particolare e molto triste in Italia per tante, troppe persone, che vedono i loro cari andarsene nel silenzio e nella solitudine di una stanza di ospedale senza poterli abbracciare e dare loro un conforto, solo con una video chiamata e forse neppure quella.
Ma penso sia  ugualmente triste per i familiari di chi è anziano e se ne è andato nel proprio letto con il conforto di figli e nipoti perché non si possono celebrare i funerali e non li si può accompagnare al cimitero per un ultimo viaggio insieme...
Oggi invece per me è una giornata molto speciale. La mia mamma compie 96 anni. In salute e consapevole di aver raggiunto un'età invidiabile. L'altro giorno le ho ricordato che eravamo vicinissime ad un altro compleanno e quando le ho chiesto se era contenta, mi ha risposto di sì ma che erano...troppi gli anni. 
Stamattina con gli auguri di Esperanza le sono arrivati anche dei fiori bellissimi e, via whatsapp ed email, gli auguri di mio cugino, della mia amica, di un mio alunno di seconda media, ed un pensiero bellissimo di Debora, la mia collega : la canzone di Claudio Villa Un amore così grande.
Quest'anno la pasticceria è obbligatoriamente chiusa, ma avremo comunque una torta per festeggiare. Semplice e casalinga ma altrettanto buona...spero!
Adesso si è addormentata in poltrona come tutte le mattine ma io ringrazio il cielo di averla ancora qui con me. Ho preso mille precauzioni ed ho evitato il più possibile di uscire per evitare di portare a casa virus o microbi vari e continuerò a farlo a lungo.

Buona giornata a tutti e tutte voi 
Mamma cantata da Andrea Bocelli

lunedì 16 marzo 2020

Buona settimana

È iniziata un'altra settimana chiusa in casa.  Stamattina il WiFi ed i server di Edmodo ed Argo erano lenti e probabilmente  sovraccarichi: eravamo tutti connessi per consegnare  le attività  della  settimana ai nostri alunni!....
Oggi  pomeriggio  scendo a sistemare della legna in giardino perché non riesco più  a stare rinchiusa. Il mio senso civico, a differenza  di quello di altri che nel week end  sono passati  qui sotto alle finestre in gruppetti, senza cani, anche schiamazzando, giovani ma non solo, mi obbliga ad andare a fare le commissioni solo una volta alla settimana. 
Ma ho anche più tempo per cucinare, vedere la TV, leggere e comunicare via Whatsapp. E naturalmente  stare con mia mamma  che non capisce del tutto questa vacanza forzata e ogni tanto mi chiede se è  natale o pasqua, visto che non esco tutte le mattine alle sette e venticinque....
Buona settimana  a tutti e a tutte !

domenica 5 febbraio 2017

Il DEA di Verbania

Martedì pomeriggio mia mamma, 92 anni e 10 mesi, è caduta in camera ed ha picchiato la testa contro un mobile, bello solido e resistente, uno di quei mobili anni 50 che non li fanno più. Purtroppo si è fatta male e abbiamo dovuto chiamare il 118 d'urgenza e poi portarla al DEA dell'ospedale di Verbania.
Un viaggio  abbastanza veloce con l'ambulanza lungo un tragitto trafficato ma con una strada dall'asfalto sconnesso che non ha certo reso piacevole il viaggiare su una barella una persona anziana con problemi alla schiena ed una ferita sopra un occhio, che continuava a sanguinare copiosamente per giunta.
E poi il reparto  emergenze, piccolo e strapieno di persone in attesa. 
Mia mamma è passata subito, le hanno suturato le lacerazioni e le hanno fatto una tac. Risalita è rimasta pochissimo tempo su una barella in corridoio ed è stata quindi sistemata nella stanza medica 2 insieme con altre due pazienti. 
Lei vi è rimasta fino al pomeriggio successivo quando è poi stata spostata all'astanteria, dove è rimasta ancora un altro giorno e mezzo,
Ma in quei tre giorni in cui sono stata con lei ad assisterla io ho visto passare una marea incredibile di persone bisognose di cure ed alcuni di loro sono stati ore ed ore in corridoio per mancanza di posto nelle poche stanze a disposizione o di medici impegnati altrove per emergenze ancora più gravi delle loro. 
L'aver chiuso il pronto soccorso dell'ospedale di Omegna ha sicuramente peggiorato la situazione ma anche l'immobilismo dei politici oltre che della sanità pubblica regionale non ha certo contribuito a risolvere il problema.
Si continua a parlare del nuovo ospedale unico che dovrebbe essere fatto ad Ornavasso, ma quando si farà ? 
Sono trent'anni che si parla di ospedale unico per il VCO e siamo ancora qui ad assistere  all'affollamento di un reparto di pronto soccorso che accoglie l'utenza di tutto un vasto territorio tra i laghi e le montagne.
Non so come facciano il personale medico ed infermieristico a reggere una situazione simile, così caotica e snervante, con momenti di super affollamento incredibili. 
Io spero di non doverci tornare e che tutto vada per il meglio per mia mamma ma mi auguro che la burocrazia e l'immobilismo di chi ci governa in Regione e in loco abbiano fine in tempi brevi
Presto dovremo anche tornare a votare ad Omegna un nuovo sindaco. Visto i risultati a dir poco negativi di questa giunta con un sindaco donna incapace di ascoltare i suoi concittadini e di fare il meglio per noi tutti, ben venga il ritorno di un sindaco uomo.
Ma uno in gamba. 
Io non andrò questa volta a votare alle primarie del PD, non mi piacciono per nulla i due candidati,  e se non riterrò interessante qualche candidato di altro partito non penso proprio che sprecherò il mio tempo per andare a votare...

sabato 4 giugno 2016

veneto banca, la fregatura !!!

da La StampaVCO :
"Non ha risparmiato nessuno, ne hanno fatto le spese tutti: dalla casalinga al pensionato, dall’artigiano all’industriale, dall’avvocato al medico. Un signore di Stresa ha perso 2 milioni di euro, una società di Baveno 500 mila euro, un professionista verbanese altri 700 mila e poi è tutto un triste elenco di qualche migliaia di euro, più spesso decine, che per le famiglie normali vogliono dire davvero i risparmi di una vita.  
Alla faccia dei profili di rischio, della consapevolezza dell’investimento e di tutto quello che porta con sé la direttiva europea Mifid.
 I soci «bidonati» nella provincia del Verbano Cusio Ossola, dove la Banca popolare di Intra (inglobata nell’istituto di Montebelluna) era la «banca di casa», sono 6.620 su 160 mila abitanti. Con la decisione di lunedì del nuovo cda di Veneto Banca di fissare la forchetta di prezzo, in vista della quotazione in Borsa, tra dieci e cinquanta centesimi tutti hanno avuto conferma di aver buttato al vento i loro soldi. La notizia non ha colto di sorpresa: rabbia, frustrazione, preoccupazione accompagnavano almeno da dicembre, quando il valore era crollato. 
«Io come altri tre anni fa sono stato contattato da funzionari della banca che mi invitavano ad acquistare azioni in associazione a obbligazioni, con un tasso favorevole del 3,5-4%; le obbligazioni le ho poi cedute, mi sono rimaste azioni per un valore di 40 mila che ho perso. 
La gente davvero non si aspettava che venisse infranto un rapporto di fiducia» dice Marco Preioni, avvocato ed ex senatore ossolano. Lui per tentare la strada della rivendicazione delle proprie ragioni ha aderito all’associazione «Piccoli azionisti di Veneto Banca», che punta a far partire azioni di responsabilità. «Visto quanto è precipitato il valore, una falla nel sistema di controllo deve esserci stato».  Già presidente dell’Unione consumatori ossolana, Militello la sua causa la segue da sé. «Anch’io rientro in quelli che hanno preso la fregatura: qualche migliaio di euro investiti in obbligazioni vendute come remunerative e poi, con una clausola prevista con l’emissione, senza consenso dei risparmiatori trasformate in azioni interne. Io sto analizzando i bilanci della banca per trovare il punto debole su cui fondare un’azione penale. A chi mi chiede cosa fare, consiglio di rivolgersi a un legale. Veneto Banca pare propensa ad accettare mediazioni per evitare le penali che determinerebbe il giudice» aggiunge Militello. Per Angelo Sacco, professionista cusiano, in gioco ci sono 50 mila euro di «tesoretto» lasciato dai genitori per i momenti difficili. «E io mi sono trovata a dover comprare azioni per 12 mila euro quando ho chiesto il mutuo per lo studio» commenta l’avvocato Loredana Brizio, che nell’elenco è insieme a parecchi colleghi.  "
Sono tornata a rileggere la mail con la lettera ai soci inviataci ad aprile.Tante belle parole che sono finite come abbiamo visto nei giorni scorsi
Ieri ho parlato con due bidonati come me e tanti altri Uno ha tolto i soldi dal conto corrente, l'altro si è rassegnato e aspetta, tanto ha già perso così tanto che....
Che fare ?  Io vorrei sapere come si fa a contattare l'associazione Piccoli azionisti di Veneto Banca e non pensare al peggio Per esempio ai soldi che sono sul bancomat e che potrebbero sparire pure quelli, come hanno già pensato altri prima di me !!!!

domenica 14 febbraio 2016

L'omino coi baffi

VINCENZO AMATO
OMEGNA  da La Stampa VCO
Estroso, intelligente, spiritoso e creativo. Renato Bialetti era un genio. Fino alla sua morte, si divideva tra la casa ad Ascona e la splendida villa a Pallanza. Sino a pochi anni fa era normale vederlo al volante della sua Bentley approdare al Gigi bar a Stresa per l’aperitivo con gli amici. Del «signor Renato» come lo chiamavano i dipendenti un tempo, o «signor Bialetti» come era noto tra la gente, resta il ricordo di un imprenditore che ha trasformato una piccola azienda in uno dei simboli dell’Italia nel mondo. La Bialetti era arrivata ad avere 400 dipendenti producendo milioni di caffettiere. 
Partito da zero si era imposto sino a far diventare il suo nome e quella del suo prodotto, la Moka, sinonimo di caffettiera. «E’ difficile parlare e ricordare Renato - racconta Giuseppe Moroni, della Lagostina - era una figura straordinaria come uomo e imprenditore. Aveva saputo trasformare una piccola invenzione in un prodotto di largo consumo. Era partito da un piccolo laboratorio in cui si fondeva l’alluminio e in poco tempo aveva realizzato una delle fabbriche più moderne che esistevano in Italia. Quasi completamente automatizzata». L’altra sua grande intuizione fu quella di credere nella pubblicità e in un mezzo che nel dopoguerra pochi conoscevano: la televisione. L’«omino coi baffi» era la sua caricatura.  
Con Giuseppe Moroni ci fu anche un rapporto di grande reciproca amicizia: «Era orgoglioso della sua origine e estrazione sociale. Ripeteva con orgoglio “sono nato a Montebuglio” anche se molti non sapevano nemmeno dove fosse (oggi è frazione di Casale Corte Cerro, ndr). Poi aveva la passione per le auto. Ricordo che quando decise di comprare una Rolls Royce mi invitò al bar e insieme sfogliammo riviste specializzate per scegliere il modello». Imprenditore intelligente lo ricorda anche Franco Tettamanti, ex segretario della Fiom e oggi studioso della storia industriale del Vco. «Personalmente non ho mai trattato con lui, ma i “vecchi” del sindacato me lo hanno sempre descritto come uno degli ultimi industriali con i quali si parlava guardandosi negli occhi. Teneva agli operai perché era stato operaio lui stesso. Chiedeva, ma sapeva dare. Ai dipendenti come al territorio. Aveva un vero e proprio culto per i lavoro, che per lui era un valore». 
Martedì a Montebuglio ci sarà il funerale di Renato Bialetti Era nato nel 1922 ed era coscritto di mio papà Io me lo ricordo quando passava per Crusinallo con una delle sue Rolls e ne sentivo parlare da mio papà che andava alle cene dei coscritti Un pezzo di storia importante per la nostra città se ne va con lui

Ubriachezze notturne

da La Stampa VCO
Erano le 4 di stanotte quando due ragazzi sono entrati nella rimessa degli autobus di linea di Vco Trasporti a Omegna, in frazione Crusinallo. Lì sono saliti su un pullman e si sono dati alla fuga. Tra una sbandata e l’altra, la loro «bravata» però è durata poco, visto che dopo neanche un chilometro sono rimasti bloccati in una strettoia in via San Fermo. A quel punto prima hanno distrutto una delle portiere dell’autobus, poi hanno provato ad andare avanti ancora venti metri, sfasciando due auto che erano posteggiate. Non riuscendo più a muoversi, hanno abbandonato il mezzo che avevano rubato e si sono dati alla fuga.  Un caos nella quiete notturna che subito ha messo in allerta gli abitanti della frazione di Omegna, che hanno chiamato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Verbania. Dopo circa mezz’ora hanno trovato uno dei due ragazzi - ancora nelle vie a poca distanza dal bus abbandonato - in evidente stato di ebbrezza. Secondo i militari sarebbe stato lui, 24 anni di Gravellona Toce, uno dei responsabili della bravata: è quindi stato denunciato per furto, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. Continuano le indagini dell’Arma per chiarire i contorni di questa vicenda e risalire all’altro ragazzo. 
Questa è una delle notizie di oggi de La Stampa VCO 
Non certo una bella notizia per noi che viviamo a due passi dal deposito degli autobus e che cominciamo seriamente a preoccuparci perchè il nostro quartiere, una volta tranquillo, ora non lo è più


domenica 18 ottobre 2015

Il progetto Pedibus ad Omegna

" E' partito, lunedì 12 ottobre, il progetto “Pedibus” che vede coinvolti i bambini dell'Istituto Comprensivo di via De Amicis. Il progetto, voluto dal Quartiere Omegna Centro e reso possibile grazie all'intervento dell'Amministrazione Comunale e al coinvolgimento di diversi volontari, della Polizia Municipale e ai ragazzi della Cooperativa Azzurra Onlus, ha preso il via da due diversi punti della città: i Giardini Pubblici di Omegna  e la Piazza Nobili de Toma (Piazzale della Coop)  
I due “Pedibus” sono partiti scortati dalla Polizia Municipale e dai volontari, tra cui anche alcuni ragazzi ospitati nei due centri di prima accoglienza per persone richiedenti asilo, in perfetto orario e, poco prima che suonasse la campanella d'inizio delle lezioni scolastiche, sono giunti a destinazione.
Lungo il tragitto la Polizia Municipale ha spiegato ai bambini alcuni fondamenti di educazione stradale e i bambini, tenuti insieme da una corda, hanno ascoltato con vivo interesse la lezione all'aperto.
A dare il benvenuto al “pedibus” partito dai giardini pubblici anche il Sindaco di Omegna, Maria Adelaide Mellano, che commenta in maniera positiva l'iniziativa: “Siamo di fronte ad un progetto lodevole che presenta parecchi positivi. Innanzitutto i bambini conquistano una certa autonomia indipendenza”. “C'è da sottolineare, poi, il fatto che i bambini si riappropriano anche del territorio andando a conoscere strade e vie della nostra città. E, non ultimo, potrebbe essere un modo per limitare il traffico che si crea davanti alle scuole”.
Commenti positivi anche dal presidente del quartiere Omegna Centro, Alessandra Cuoretti, e dall'Assessore all'istruzione, Cristian Scatamacchia.
“Mi auguro, ha spiegato Alessandra Cuoretti, che con il passare dei giorni si aggiungano altri bambini. Oggi i bambini, ma anche le famiglie, hanno risposto in maniera positiva”.
“Iniziative come queste, ha aggiunto Cristian Scatamacchia, vanno incentivate e sono senza ombra di dubbio positive. L'attenzione verso la scuola, e i bambini, resta sempre alta e siamo felici che sia partito anche questo progetto”. da vcoazzurratv.it
Ai miei tempi, all'inizio degli anni sessanta, quando il traffico era limitato a poche auto ed i miei genitori lavoravano entrambi, andavo regolarmente a scuola, alle elementari di Crusinallo ( le stesse che ora ospitano i giovani extracomunitari arrivati principalmente da alcuni paesi africani ), a piedi
E come me tutti i miei compagni e compagni di scuola andavano e tornavano a piedi
Un'abitudine, allora, comune e per nulla insolita che non richiedeva alcun progetto 
Bei tempi !

lunedì 15 dicembre 2014

Le origini cusiane di Giuseppe Verdi

Sabato ho letto con curiosità ed interesse questo curioso articolo de La Stampa VCO
" Negli archivi parrocchiali scoperto che il bisnonno del compositore era nato a Crusinallo
Scorreva sangue cusiano nelle vene di Giuseppe Verdi. Il grande compositore era, per parte materna, originario di Crusinallo, essendo suo bisnonno, Fermo Lorenzo Uttini, nato in quel paese nel 1708. Uttini si trasferì poi nel Piacentino dove una sua figlia, Luigia, sposò Carlo Verdi, padre di Giuseppe. Una studiosa americana, Mary Jane Phillips-Metz, nel 1996 pubblicò una biografia del musicista avanzando per prima l’ipotesi che la famiglia di Verdi era originaria del lago d’Orta.   
La prova arriva oggi grazie a un’attenta ricerca negli archivi parrocchiali svolta dal ricercatore Alessio Iannotta: su proposta del sindaco di Omegna Adelaide Mellano e del parroco don Gianmario Lanfranchini ha ritrovato anche l’atto di battesimo di Fermo Lorenzo Uttini, nato il 12 agosto a Cranna Superiore, oggi San Fermo, frazione di Crusinallo. «E’ una storia affascinante - osserva Iannotta -, è bello pensare che la vena artistica e musicale di Giuseppe Verdi gli viene dal Dna da parte materna. Gli Uttini di Crusinallo, per oltre un secolo, si coprirono di gloria musicale in tutta Europa: Elisabetta cantò a Venezia nel 1721, Francesco Uttini, altro parente, fu eletto accademico ad honorem della Filarmonica di Bologna e un altro Francesco Uttini, musicista, fu maestro di cappella e direttore dell’opera italiana a Stoccolma, considerato il fondatore dell’Opera nazionale svedese».  
E' bello scoprire che la chiesa parrocchiale  dove sono stata battezzata e cresimata è la stessa chiesa dove due secoli e mezzo prima fu battezzato anche il bisnonno materno del grande compositore italiano 
Una famiglia notevole, tra l'altro, sia  gli uomini che le donne !

mercoledì 12 novembre 2014

Torrenti in piena

Piove a dirotto da domenica sera e stamattina, quando sono uscita alle 7 e 25 per andare al lavoro in autobus , attraversando il cortile di una delle case popolari, mi sono ritrovata a passare vicino ad una cascata d'acqua 
I due torrenti che scendono dalla montagna e passano tra le case a pochi passi dalla mia erano straripati inondando la strada ma anche il cortile dell'altra casa di fronte, da cui poi l'acqua fuoriusciva a forte velocità, attraverso il muro Era quella la bellissima cascata che aveva allagato completamente il cortile del palazzo
Stasera, al ritorno a casa dopo le cinque, ho fotografato la cascata Era già buio ma era comunque uno spettacolo bellissimo 





Poi sono andata dal lato opposto della strada dove c'è l'altro torrente, che scendeva impetuoso per finire nelle griglie che lo imbrigliano e lo fanno entrare nei tubi che si immettono nelle fogne
Era anch'esso uno spettacolo affascinante con la massa d'acqua bianca e spumosa




Purtroppo le previsioni annunciano una tregua solo per domani.  La situazione è grave perché tutto il centro di  Omegna è allagato per la fuoriuscita del Lago d'Orta e il Nigoglia, il suo emissario, sta crescendo a vista d'occhio 
Nei dintorni sono cadute frane che hanno obbligato la protezione civile ad evacuare case e persone Il lago è uscito anche a Orta e lungo la strada statale 
La Valle Strona è in allarme rosso con l'ennesima chiusura delle scuole
E domani a Omegna non ci sarà neppure il mercato del giovedì 

mercoledì 10 settembre 2014

Incidente mortale a Crusinallo

Questa sera verso le 18 stavo lavando e preparando della frutta per farla cuocere e fare la marmellata quando ho sentito le sirene delle ambulanze passare in via Bariselli, a due passi da casa. Poi è arrivato anche l'elicottero giallo del 118, che è passato bassissimo sopra il tetto, facendo tremare i vetri delle finestre, ha fatto dei giri concentrici sopra le nostre case e si è abbassato ancora di più fino a scendere in via Bariselli, dove c'è la stazione dei volontari del pronto soccorso
Ho pensato subito a qualcosa di grave, ad un incidente, perché per più di un'ora il traffico è stato deviato sulla nostra strada, stretta e a curve, dove le auto strombazzavano ma andavano quasi tutte troppo in fretta col rischio di scontrarsi !
Finito di cenare ho ascoltato le notizie di AzzurraVco e purtroppo ho avuto la conferma di ciò che avevo pensato
Una moto si era scontrata con un'auto che stava uscendo dal cortile della ditta Faiser e nonostante i tentativi dei medici il centauro era morto 
Una brutta notizia purtroppo ma quando interviene l'elicottero è sempre per qualcosa di grave
Di solito passa velocissimo su in alto sopra le nostre case e quando ritorna ed è altrettanto veloce è perché porta i feriti gravi all'ospedale di Novara
Questa sera è stato molto emozionante vederlo così vicino ma quando è ripartito si è alzato lentamente ed è andato piano verso Omegna, dove ha fatto alcuni giri sopra al campo sportivo e poi è scomparso sul Lago 
Non aveva nessuno da portare in ospedale per salvargli la vita, purtroppo, ma chi pilota questi mezzi di soccorso ha tutta la mia ammirazione perché spesso rischia molto quando deve intervenire in montagna in condizioni spesso difficili e pericolose

domenica 15 giugno 2014

2 nuovi sacerdoti a Crusinallo

Nei giorni scorsi non ho potuto scrivere perché non funzionava il modem wifi , purtroppo
" Ieri alle 10, in cattedrale a Novara, il vescovo Franco Giulio Brambilla ha presieduto la concelebrazione per le ordinazioni di cinque nuovi sacerdoti, di cui tre diaconi originari della Diocesi e due frati cappuccini che operano nella comunità di San Nazzaro alla Costa a Novara. " 
Don Marco Borghi e don Gabriele Vitiello, ventiseienni, sono della parrocchia di San Gaudenzio di Crusinallo di Omegna
Auguri ad entrambi  per una scelta di vita importante ed impegnativa ...

domenica 27 aprile 2014

I migranti a Crusinallo

Dopo Domodossola e Verbania, anche Omegna ha ricevuto venerdì intorno alle 22,30 i migranti  africani provenienti  da Lampedusa
Sono 30 giovani, provenienti in maggioranza dal Mali, che sono stati ospitati nelle ex scuole elementari di Crusinallo, attrezzate dal Comune con letti e docce per la prima assistenza. Sono già stati tutti identificati al loro arrivo a Lampedusa anche se le forze dell'ordine locali stanno compiendo alcune verifiche di tipo formale.
il sindaco   Maria Adelaide Mellano ha dichiarato : " Molti hanno già chiesto l'asilo politico altri sinceramente non sappiamo cosa vorranno fare, anche perchè sono giunti in città in condizioni davvero distrastrose. Non abbiamo nemmeno una idea su quanto queste persone potranno restare sul nostro territorio. Nei prossimi giorni vedremo cosa succederà."

Non sono mai stata in Mali ma a Bamako la capitale è vissuta per molti anni una delle cugine francesi di mio padre. E' uno stato grande, nato dalla decolonizzazione francese, povero e sfruttato dalle multinazionali per le ricchezze del sottosuolo, con dei governi corrotti ed instabili. Recentemente è assurto alle cronache internazionali per la guerra civile scoppiata improvvisa quando la parte nord del territorio, compresa la città di Timbuctù, è stata occupata da ribelli tuareg e terroristi legati ad Al Quaeda che hanno imposto la sharia ed la violenza alla popolazione locale
Sono intervenute le truppe francesi ma la situazione è ancora non regolarizzata e pericolosa
E l'Europa ha lasciato  l' Italia completamente sola a risolvere il grave problema dei profughi africani che sopraggiungono in massa dalla Libia mentre la Svizzera impedisce a queste persone che vogliono andare nei paesi del nord Europa con regolari permessi identificativi di passare sul suo territorio
E' successo ai migranti ospitati a Domodossola che sono stati respinti alla frontiera e rimessi su un treno che tornava in Italia !
Una vergogna notevole per un grave problema che dovrà essere risolto  in ogni caso ed al più presto ...


mercoledì 19 febbraio 2014

Immondizie per strada

E' da oltre una settimana che i cestini porta immondizie per le strade di Crusinallo sono in queste condizioni
Questa foto, ripresa da me con lo smartphone a piazza della Pace, è di lunedì mattina, ma anche oggi nulla era cambiato
E anche vicino al posteggio prima della Chiesa ce ne sono altri due in condizioni ancora peggiori
Che fanno i netturbini ? E l'assessore responsabile del Comune ? 
 Non è certo un bello spettacolo da vedere
E adesso fa ancora freddo per fortuna !!!

lunedì 9 dicembre 2013

La FABBRICA per la città e la scuola




 
La scorsa estate gli operai della ditta Alessi, di Crusinallo,  nell'ambito di un progetto unico in Italia, " La fabbrica per la città " Progetto Buon Lavoro , hanno svolto dei lavori socialmente utili ad Omegna
Quello sicuramente più impegnativo è stato quello di ristrutturare il secondo piano dell'Istituto Comprensivo in via De Amicis.
Lasciato a gennaio 2013 dagli studenti dell'artistico in condizioni non certo buone, è stato ristrutturato e ridipinto completamente
Le classi hanno tutte le pareti dello stesso colore ma ognuna avrà in futuro una parete con dei disegni di mille colori scelti e preparati dagli alunni stessi per creare una individualità unica e precisa
Mentre i corridoi sono una piacevole sinfonia di colori vari che sfumano uno dopo l'altro dal più chiaro al più scuro
Sono bellissimi da vedere e creano una allegra  armonia
E' un vero piacere salire lì e lavorare con gli alunni in quegli ambienti puliti freschi  gioiosi e moderni, con tanti piccoli particolari piacevoli, come gli orologi appesa in ogni classe e nei corridoi  o le tende bianche fini e leggere e delicate che rendono le aule ancora più belle
Per portare a termine l'opera hanno dato la loro disponibilità più di 100 persone  più  gli esperti per ben 2000 ore di lavoro
I colori delle vernici usate , donate dalla Cipir, sono stati  quasi una ventina per un totale di 1600 kg
L'idea avuta da Michele Alessi e dal suo staff è stata veramente innovativa dal punto di vista sociale e culturale perché per la prima volta vi è stato un rapporto collaborativo tra una delle industrie locali , senz'altro all'avanguardia e conosciuta nel mondo per i suoi prodotti bellissimi, e la città e la scuola
Domani sera alle 19 il sindaco di Omegna inaugurerà il nostro Istituto Comprensivo ma io spero che continuerà a lungo il rapporto speciale che si è creato tra il mondo dei ragazzi e quello dell'industria e che in futuro anche altri seguano la via  aperta dagli Alessi e da chi ha donato successivamente uno splendido lampadario, che ora splende all'entrata del piano terra , maestoso, ad illuminare i muri bianchi e puliti ....
Finalmente ! ( dopo tanti anni  di abbandono e di  tristi pareti polverose e sciupate ... )