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mercoledì 25 novembre 2020

Una panchina rossa

 Oggi è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Anche a Omegna sul lungolago da poco tempo c'è una panchina rossa. È stata dipinta dagli studenti delle superiori. Per ricordare tutte le donne uccise. E sono tante purtoppo. Ancora troppe per una società dove la parità dei sessi dovrebbe essere fondamentale


lunedì 27 aprile 2020

Regalo un Libro

Stamattina  ho risistemato una cassetta  della frutta che avevo dipinto ed appeso alcuni anni fa sotto il portico. Le ho messo sopra un cellophane antipioggia ed un cartello dentro
Con scritto : TI REGALO UN LIBRO quando lo hai letto REGALALO anche tu
Ho appeso il tutto al cancello con dentro uno dei miei libri 
Un'ora  dopo era già  stato preso dalla ragazza che mi porta la spesa a casa..
Era un libro di Carlo Lucarelli, la donna del martedì  

Venerdì  1^ Maggio : la mia idea di regalare un libro a chi passa davanti al mio cancello ha avuto successo.  I miei libri se ne sono andati tutti, alcuni in mani conosciute che mi hanno ringraziata, altri in mani anonime che li hanno tolti dalla cassetta entro la serata.
E stamattina  ho trovato una sorpresa. Invece della cassetta vuota a cui aggiungere nuovi libri, la cassetta ne conteneva altri due, lasciati da una mano sconosciuta che ha scritto un delizioso bigliettino " Bellissima  idea. Grazie! 😊" 

 Grazie a te, che hai preso e a tua volta hai regalato. Leggere è  da sempre una mia grande  passione e nei libri ho sempre trovato il mondo affascinante di chi sa scrivere, raccontare, inventare, costruire storie amori avventure  e personaggi indimenticabili, che per un pochino  ti allontanano dal mondo reale, dalla stanchezza  di una giornata noiosa o  difficile, da tutto ciò  che è  il quotidiano tran tran .... 

giovedì 20 novembre 2014

PREMIO LETTERARIO DELLA RESISTENZA

Cerimonia pubblica di assegnazione del PREMIO LETTERARIO  della  RESISTENZA Città' di  OMEGNA 2014    sabato  29 NOVEMBRE, presso il  Teatro Sociale , ore 15.00 
 La Giuria, composta da Alba Andreini, Michele Beltrami, Giovanni Cerutti. Laura Pariani (Presidente) e Oresta Pivetta, premia:
 Giuseppe Catozzella, per il libro Non dirmi che hai paura, edito Feltrinelli. 

 La Giuria composta dagli alunni delle Scuole Superiori di Omegna premia:
 Vittorio Buffa per il Libro Io ho visto, edito Nutrimenti.
 (saranno presenti gli autori)

 h. 21.00   una proiezione speciale del film “IO STO CON LA SPOSA”  (ingresso libero)

venerdì 27 dicembre 2013

Unici - Roberto Bolle

Ieri sera alle 21.10 su Rai2 è andata in onda una nuova puntata di “Unici”, un programma scritto e diretto da Giorgio Verdelli, dedicata alla star mondiale della danza Roberto Bolle che   ha raccontato la sua storia e il suo percorso artistico di ballerino di danza classica, étoile dei due mondi, alternando le parole dello stesso ballerino raccolte a New York e i filmati di sue celebri performance al Teatro alla Scala di Milano e alle Terme di Caracalla a Roma a quelle di  tanti volti noti nazionali e internazionali : Fiorello, Raffaella Carrà, Stefano Accorsi, Massimo Bernardini, Fabio Capello, Andrea Bocelli, Michael Stipe, fondatore e cantante dei REM, e i registi Baz Luhrman e Bob Wilson.
Roberto Bolle è nato a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria , il 26 marzo 1975 ed è entrato a soli dodici anni alla scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, dove fu notato da Rudolf Nureyev , che lo volle nel ruolo di Tadzio nell’opera Morte a Venezia. 
"Ballo da sempre, tutto qui. A 4 anni, il sabato sera, c’era Fantastico e io ballavo davanti al televisore. A 7, ho visto quello che stava imparando una compagna a scuola di danza, e ho chiesto di essere iscritto anche io. Il primo impatto non mi è piaciuto – ero abituato a muovermi liberamente e invece lì erano regole e schematismi – ma pian piano mi sono innamorato dei movimenti, della forma mentale. Oggi, nell’era dei talent, la danza va di moda anche tra i maschi, all’epoca ero solo, ma non ci sono stati con gli amici momenti di imbarazzo alla Billy Elliot, perché quello era un momento della mia giornata che non si intersecava con gli altri: andavo a scuola, andavo ai boy scout, andavo a ballare. "
Dal 1999 è  "Ambasciatore di buona volontà" per l'UNICEF per la quale partecipa a una serie numerosa e significativa di iniziative, fino ad arrivare, nell'estate 2006, all'importante viaggio nel Sud del Sudan per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni del luogo. 
Dal 2007, inoltre,  collabora con il FAI - Fondo Ambiente Italiano e nel marzo 2009 è stato nominato "Young Global Leader 2009" dal World Economic Forum di Davos. Dopo tanti successi colti nei teatri di tutto il mondo,  nel 2012 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i meriti acquisiti verso il Paese in campo culturale.
Dal 1996 si è intensificata anche la sua carriera internazionale. 
Ha danzato con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell'Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, Il Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, l'8° e il 9° Festival Internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l'Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Firenze.
Nel giugno 2002, in occasione del Giubileo, ha danzato a Buckingham Palace al cospetto della Regina d'Inghilterra: l'evento è stato ripreso in diretta dalla BBC e trasmesso in tutti i paesi del Commonwealth.
Il 1° Aprile 2004 ha ballato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, in occasione della giornata della Gioventù.
Nel 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala "Roberto Bolle and Friends" in luoghi finora mai toccati dalla danza: il sagrato del Duomo di Milano e piazza Plebiscito di Napoli. 
Nel 2010 il Gala Roberto Bolle and Friends è arrivato in Piazza San Marco a Venezia e nel 2012  all'Arena di Verona, riunendo un pubblico di quasi 10 mila persone.
Roberto Bolle ha anche realizzato spettacoli eccezionali nella magica cornice del Colosseo di Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, nello spazio antistante il suggestivo Tempio della Concordia ed anche nella Certosa di Capri.
Dopo il clamoroso successo di pubblico e critica riscosso al suo esordio al Met di New York nel 2007, nel 2009 è entrato ufficialmente nella stagione del Metropolitan Opera House, dove si è esibito come Principal dell'ABT - American Ballet Theatre - interpretando i balletti: Il Lago dei Cigni, Sylvia, Romeo e Giulietta e Giselle. 
Una carriera eccezionale ed unica per un ballerino di danza classica italiano Molto interessante anche come persona, semplice, umile, riservato e gentile Ecco alcuni stralci di una sua intervista al settimanale Vanity Fair . it :
«Quando ho dato le dimissioni ( dal Teatro alla Scala di Milano dove era diventato primo ballerino a soli 21 anni ), tutti – familiari, amici – mi dicevano: “Ma sei sicuro? Dopo appena due anni da Primo ballerino, non te la puoi godere un attimo?”. Poteva andare male: niente copertura degli infortuni, niente tredicesima, sei solo tu e ogni volta devi dimostrare di essere all’altezza, perché a New York ti invitano oggi e magari domani non più. Tutte le aspettative su di te, la pressione emotiva pesantissima.
«Capisco Phelps quando dice: “Smetto di nuotare, voglio una vita normale”. Conosco la frustrazione di avere così poco tempo per le altre cose che ami – il cinema, una serata con gli amici –, di doverti allenare tutti i giorni della vita, perché a certi livelli di atletismo bastano due giorni di stop per accorgerti che hai perso terreno, e allora io un po’ di esercizi quotidiani li devo fare anche nell’unica pausa che mi prendo d’estate, altrimenti so già quanto sarà doloroso il rientro».
«Fuori dal palcoscenico, quando il teatro si svuota, inizia un’altra parte della mia vita, che non desidero mettere in mostra. È uno spazio esiguo ma vitale, perché è la sorgente da cui attingo energie preziose, indispensabili. All’artista e all’uomo».
La danza mi ha migliorato anche come persona. Ho sempre ballato meglio in scena che durante le prove perché il contatto con il pubblico e la “corazza” del personaggio mi permettono di lasciarmi andare, di vivere e comunicare emozioni, di non essere trattenuto e timido come per natura sono. È stato terapeutico, mi ha dato la possibilità di esprimere cose che ancora fatico a tirare fuori, ed è un lavoro in corso. Perché mi pesa dire di no o fare una critica, ho paura di ferire, e troppo spesso subisco in silenzio le situazioni a cui dovrei ribellarmi. E poi, in famiglia siamo abituati a un certo riserbo nel comunicare i sentimenti. L’affetto c’è ed è sincero, ma a volte le cose bisogna anche dirle. Fatico a dire ai miei “ti voglio bene”, so che lo sanno ma dirlo è importante. Voglio imparare a dirlo di più».
Io ho avuto la possibilità di vederlo danzare alla Scala alcuni anni fa: lo ricordo molto alto, con quel fisico scolpito e molto bravo Anche se mi erano piaciuti  molto anche i giovani étoile della Scala che erano sul palcoscenico in altre parti nelle stesse sue serate...
Il suo sito ufficiale è qui 

mercoledì 4 dicembre 2013

Premio Letterario Resistenza

Il Premio  Letterario “della  RESISTENZA” Città di Omegna  2013 è stato assegnato ad  Anna Bravo per il libro La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato, edito Laterza
Il Premio Omegna GIOVANI  è stato assegnato a  Marco Boschini per il libro  Viaggio nell’Italia della Buona politica, edito Einaudi
 
Venerdì 13 dicembre  al  Teatro sociale, via Carducci  alle  h. 10.30  Dialogo con Anna Bravo, Marco Boschini e gli studenti delle Scuole Superiori
Gli Istituti d’Istruzione Superiore di Omegna “Adottano una Storia”, progetto per il 70° anniversario della Lotta di Liberazione
 h. 21.00 Proiezione del film “Violeta Parra Went to Heaven”
 Sabato 14 dicembre - Forum, Parco P. Maulini h. 15.00 Cerimonia di premiazione

 Tra i 27 libri in gara la giuria, formata da Alba Andreini, Michele Beltrami, Giovanni Cerutti, Laura Pariani, Oreste Pivetta e Maria Grazia Rabiolo, ha scelto Anna Bravo, docente di  Storia  sociale all'Università di Torino e scrittrice, che ha tra l'altro pubblicato i libri "Intervista a Primo Levi, ex deportato",  " La Resistenza taciuta. Dodici vite di partigiane piemontesi " ,  " In guerra senza armi. Storie di donne (1940-1945) " e " La Vita Offesa - Storia E Memoria Dei Lager Nazisti Nei Racconti Di Duecento Sopravvissuti " con Daniele Jalla (1986)

 " La nonviolenza non è fatta per le anime belle – Anna Bravo
  Fonte: la Stampa, 31 maggio 2013....  Si scrive molto di guerre, eccidi e violenze. È il racconto del sangue versato.Ma c’è anche chi ha lavorato per risparmiare il sangue. Come quei soldati della Grande guerra che concordavano tregue fra le trincee opposte. O quei danesi che nel loro Paese occupato dai nazisti misero in salvo i concittadini ebrei. O quegli italiani che, dopo l’8 settembre 1943, nascosero e protessero migliaia di militari sbandati e di prigionieri di guerra alleati. Senza dimenticare che non sempre le diplomazie e i governi tramano la guerra, in qualche caso possono anche tramare la pace. A queste e altre vicende è dedicato un libro della storica Anna Bravo in uscita per Laterza, titolo La conta dei salvati, sottotitolo Dalla Grande Guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato (pp. 256, € 16). Anticipiamo qui uno stralcio dal primo capitolo, «Violenza, nonviolenza, storia».
La nonviolenza ha una storia complessa, vari filoni, radici eterogenee, dal cristianesimo delle origini al buddismo, dall’induismo al pensiero mistico. Nella modernità ha una parentela con i socialisti detti utopisti, e capostipiti come Thoreau e Tolstoj. Non la si può identificare con il pacifismo, che ne è piuttosto un’espressione, e che a sua volta copre realtà diverse. Nell’Ottocento e nel primo Novecento ha lavorato per il disarmo e l’arbitrato internazionale. Durante la guerra fredda ha lottato contro la logica dei blocchi e il nucleare, anche se spesso inmodo sbilanciato (per esempio, no a nuove basi americane in Europa occidentale, silenzio o quasi su quelle sovietiche nell’Europa orientale).
Piuttosto che un pacifista, il nonviolento è un «facitore di pace». Sembra semplice. Ma a dispetto dei chiarimenti teorici e dei database, sulla nonviolenza si addensano gli equivoci. Il primo è la sfiducia: non può durare, non può vincere; l’ultimo è la pretesa del «tutto e subito»: dove ha avuto successo (a questo punto l’esempio d’obbligo è il Sudafrica) non è riuscita a risolvere le questioni di fondo – come se ogni nuovo corso non si trovasse di fronte al medesimo problema.
Fra scetticismo e aspettative palingenetiche, c’è una catena così fitta di stereotipi che forse la nonviolenza si capisce meglio precisando quello che non è e non fa.
Non si limita a rigettare le armi proprie e improprie, sa rifiutare l’odio e cerca di trasmettere al nemico questo talento.
Non rinuncia ai conflitti, li apre, ma prova a affrontarli in modo evoluto, con soluzioni in cui nessuno sia danneggiato, umiliato, battuto, soluzioni «winwin», come insegna la teoria dei giochi.
Non vive negli interstizi lasciati liberi dal potere: lo sfida. Non dipende dalla sua benevolenza, lo costringe semmai a essere più benevolo.Molti pensano che Gandhi potesse agire perché il governo britannico glielo consentiva; certo la Gran Bretagna non è ilTerzo Reich,ma se approda a una certa tolleranza è perché il movimento non le lascia scelta fra il massacro e la trattativa.
Non è solo una pratica politica: è un modello per le relazioni fra gruppi e fra singoli. Non è equidistante di fronte alle disparità sociali. Gandhi avversava il sistema delle caste, e se caldeggiava l’adozione di un unico tipo di abito per gli indiani, lo faceva sia per boicottare i tessuti inglesi sia per testimoniare l’uguaglianza di tutti. A Memphis, dove viene ucciso nel ’68, Martin Luther King era andato a sostenere la lotta degli spazzini per salari migliori e per i diritti sindacali, e a promuovere la Poor People Campaign.
Non è un dogma: visto che qualsiasi attività umana comporta una sia pur minima distruzione di vita, l’obiettivo, constata Gandhi, è limitare quanto più possibile la violenza nel mondo; lo stesso principio del non uccidere prevede delle eccezioni se uccidere è l’unico modo di salvare gli indifesi da un pericolo mortale.
Non è pavidità né remissività: richiede pazienza, mitezza, e coraggio davanti alla ferocia altrui – esiste una combattività nonviolenta molto temuta da chi è al potere. Non è spontaneismo ingenuo: inventa tattiche nuove.
Non è una pratica per anime belle, capeggiata da esotici visionari, riservata a realtà con tasso minimo di tensioni interne. L’India era un paese gremito di contraddizioni, e Gandhi un leader sperimentato, abile nel negoziare e nell’organizzare grandi scene di teatro politico da esporre agli occhi del mondo. Quanto alla tipologia degli Stati, si dà vita a lotte nonviolente persino nell’Europa sotto dominio nazista.
Non è un’esclusiva delle fedi religiose, anche se può trarne una forza straordinaria.
Non è «cosa da donne», è universale, anzi ridefinisce i modelli di genere, valorizzando la compassione negli uomini, e nelle donne la fiducia in se stesse. Ma è vero che tra nonviolenza e femminismo c’è un’affinità: tutte e due riscrivono la storia, implicano una rivoluzione interiore, valorizzano le mediazioni, si richiamano alla pazienza, al senso del limite, alla sobrietà, alla cura delle cose piccole e gracili, che il prometeismo maschile-militartecnonologico si è diligentemente impegnato a distruggere. E per le donne i risultati più duraturi sono storicamente legati al tempo di pace, o quantomeno a forme di lotta poco militarizzate. Peccato che per anni nonviolenza e femminismo si siano frequentati poco.
Il pensiero nonviolento non ha in genere riconosciuto nella disparità uomodonna la prima radice dell’oppressione. Il neofemminismo si è misurato con Hegel, Marx, Nietzsche, Freud, Lacan, gli strutturalisti, gli studi post-coloniali, molto meno con la nonviolenza. In compenso ha messo a fuoco la radice maschile dei meccanismi che ratificano la guerra, le sue leggi, i suoi simboli; e ha teorizzato la differenza tra il conflitto, una forma delle relazioni con l’Altro, e la guerra che lo vuole annientare. "


 

domenica 10 novembre 2013

Convegno di studi Luca Beltrami

 L'Associazione Culturale Cusius, nell'ambito delle iniziative volte allo studio dei personaggi che hanno illustrato il Cusio in vari settori culturali, dedica un convegno  di studi, Sabato 16 Novembre alle ore 9,45 presso la Sala Polifunzionale del centro parrocchiale di Cireggio,  all' architetto Luca Beltrami ( 1854-1933) in occasione dell'ottantesimo anniversario della morte,  "Luca Beltrami architetto nel borgo familiare Cireggio  "
I relatori sono Lino Cerutti, direttore della Rivista Le Rive, Sergio Monferrini, ricercatore di storia locale, Edoardo Villata, docente di Storia dell'arte Università Cattolica di Milano, e  Amedeo Bellini, architetto e storico dell'architettura Politecnico di Milano
Nel pomeriggio si svolgerà la visita alla casa Beltrami e alla Cappella gentilizia
 
L'architetto Luca Beltrami "cambiò il volto di Milano" per i suoi interventi progettuali ed i raffinati restauri Personalità eclettica, dominò il suo tempo per arte e fantasia. Uomo di vastissima cultura, fu scrittore, giornalista, e critico d'arte, amministratore della città, parlamentare e Senatore del regno. Fu anche nominato da Papa Pio XI architetto della fabbrica di San Pietro.
Pur impegnato in intense attività di pensiero e di azione non allentò mai lo stretto legame che l'univa alla dimora di famiglia a Cireggio, che frequentò assiduamente, considerandola sempre la sua piccola patria. Nel cimitero locale costruì la cappella funeraria dove riposò fino al 1985, quando fu inumato nel famedio del cimitero Monumentale di Milano. A Cireggio riposano ancora i genitori e altri famigliari, tra cui il cugino Eugenio Griffini Bey ( 1878- 1925), bibliotecario del re d'Egitto, e il nipote Filippo Maria Beltrami (1908-1945), il Capitano eroe della Resistenza
 
/ dall'invito al convegno, di cui ringrazio Lino Cerutti per l' invio via email /
Sulla Rivista Le Rive n 1-2 2013 si ricorda Luca Beltrami ed alcuni suoi progetti a Cireggio, in particolare il recupero dell'oratorio della Verzella e l'istituzione dell'Asilo Elisa, intitolato al nome di sua madre

venerdì 8 novembre 2013

Felipe Rose

Lo scorso anno ho visto il musical Priscilla e in una scena ormai famosa i protagonisti della storia cantavano imitando i Village People. Per curiosità ho fatto una breve ricerca ed ho scoperto che i cantanti del famoso gruppo americano sono ancora vivi , nonostante la " leggenda metropolitana" che fossero tutti morti di Aids.
 E quello di loro che mi ha maggiormente interessato per la sua storia personale è stato Felipe Rose, l'indiano , che mi era  sempre piaciuto di più anche come cantante
Felipe Ortiz Rose, nato il 12 gennaio 1954, è stato uno dei membri fondatori dei  Village People , in cui  era il nativo americano. Sua madre è  portoricana e suo padre è un nativo americano, Lakota Sioux .
Rose  è nato a New York ed è  cresciuto a Brooklyn, dove  fin dall'infanzia ha mostrato un vivo interesse per le arti . Sua madre è stata la sua principale fonte di ispirazione perché   era stata una ballerina di Copacabana tra gli anni  40 e  50. Nel 1970, quando Rose ha 16 anni, vince una borsa di studio per studiare danza con il Ballet de Puerto Rico sotto la guida di Pascual Guzman . 
Ben presto, Rose  inizia ad avventurarsi sulle scene dei  nightclub  ma nello stesso tempo sua zia lo introduce in ben  altre influenze della danza,  raccomandandogli  di onorare anche  il patrimonio culturale di suo padre, di cui  porterà le  insegne tribali  nel suo abbigliamento  indiano.  
Rose sta  lavorando come ballerino e barista nel club gay  New York Go-Go , vestito come un indiano, quando viene scoperto dal produttore francese  Jacques Morali e dal produttore esecutivo Henri Belolo e  diventa  la prima recluta per i Village People, un gruppo di cantanti in cui ogni individuo  indossava un costume diverso ed una particolare identità.
Mentre i produttori sono occupati a reclutare e a preparare gli altri membri del gruppo, Rose è  inviato a Parigi, dove coreografa  un numero  di danza pellerossa per il Crazy Horse Saloon . Quando torna negli  Stati Uniti,   suggerisce che gli altri membri del gruppo indossino uniformi che rappresentino diverse occupazioni da " macho"  nel Greenwich Village, il famoso quartiere di New York
Nel 1977, i Village People hanno   il loro primo successo con "San Francisco",  nel Regno Unito però . Poi, nel 1978 hanno  i loro primi successi anche negli Stati Uniti con " Macho Man "e " YMCA ". 
Nel 1980, Rose  canta  e balla  per il maestro di musica latina Tito Puente e  recita anche in una produzione teatrale regionale di West Side Story . Nel 1996, Rose dà inizio al Gruppo Tomahawk, un a  casa discografica societaria che gestisce i Village People. le loro canzoni e i molti impegni del gruppo, ma in seguito  Rose sarà anche  il produttore di vari altri artisti.
Nel 2000, Rose  inizia  a lavorare da solista.
 Il suo singolo "Tracce dei Tears" è stato nominato a 3 Awards NAMMY ( Native American Music Awards ) per la miglior registrazione storica, per la canzone dell'anno e per il miglior produttore.
Nel 2002, Rose  apre il 5 ° Annual Native American Music Awards  nell'Anfiteatro Marcus di Milwaukee, Wisconsin . Nello stesso anno vince il premio  NAMMY per la registrazione storica.
Nell'agosto  2002, Rose si trasferisce a Richmond, in Virginia, e il 12 gennaio 2005  dona  il disco d'oro per la hit "YMCA" al Museo Nazionale degli Indiani Americani di Washington, DC .
Rose è apparso anche  in alcuni film,  come Non Stop the Music (1980), The Best of Village People (1993), e Piume e pelli: la storia dei Village People (1999), e in  documentari sui Village People e in  The E! True Hollywood Story
Rose e i Village People hanno raccolto milioni di dollari per molti enti di beneficenza, tra cui  il Fondo Native American College e vari altri  per l' AIDS.
Rose è un membro del Consiglio di Amministrazione del Consiglio consultivo del Native American Music Association , della   Laras- Latin Grammy , e del  Winter Music Conference
Attualmente vive a Asbury Park , nel New Jersey
Il suo bellissimo sito http://www.feliperose.com/  merita di essere visitato almeno una volta
In particolare mi è piaciuta tantissimo la pagina con le sue opere artistiche http://www.feliperose.com/Art.html 

venerdì 4 ottobre 2013

I Blog delle Riviste

Nei ritagli di tempo tra il lavoro a scuola e quello a casa e in giardino e nell'orto, ricamo o cucio o faccio lavori di restauro. Spesso creo seguendo la mia fantasia ma mi piace anche guardare le riviste e poi adattare i loro lavori  alle mie idee
Una delle riviste che mi piaceva  tantissimo era la Bacchetta Magica, che ha pubblicato alcuni dei  pupazzi e delle bambole che ho cucito interamente a mano alcuni anni fa. Era la  rivista mensile italiana dedicata alle bambole e alle miniature
Purtroppo a causa della crisi è rimasta solo online ma ha un bellissimo blog molto interessante con dei tutorial, bambole e teddy bears ed interviste ad esperte
 
Un'altra rivista a cui sono abbonata è Mani di Fata, che conosco da sempre perché già la leggeva mia mamma quando io ero piccola. Ha un sito molto utile ed interessante e proprio in questi giorni è nato il suo blog , che sicuramente seguirò con estrema attenzione
Creative si nasce perché è un dono di madre natura ma per diventare veramente brave bisogna avere passione e pazienza e seguire regolarmente le riviste ed i libri degli esperti con consigli trucchi  innovazioni e novità
Grazie ad internet tutto è diventato più facile ed i blog sono spesso un validissimo aiuto e danno la possibilità di comunicare con tante altre persone che hanno i nostri stessi interessi !

/ L'immagine della bambola è di proprietà del sito Pupazzi e Pensieri e non può essere usata senza il permesso di erica/
 

lunedì 23 settembre 2013

I thriller di Kathy Reichs

In queste ultime settimane ho letto nelle edizioni BUR della Rizzoli  i  romanzi più recenti di Kathy Reichs , l' antropologa forense statunitense famosa per i thriller con protagonista Temperance Brennan. 
Nata a Chicago,  Kathleen Joan "Kathy" Reichs svolge la sua professione tra gli Stati Uniti ed il Canada. È docente di antropologia all'Università del North Carolina, a Charlotte. Divide il suo tempo tra il lavoro presso l'Ufficio di Antropologia Legale dello stato del Nord Carolina e  il Laboratorio di Scienze Giudiziarie e di Medicina Legale della provincia del Québec. Esattamente come Tempe Brennan, le cui storie ed avventure nascono dai casi portati a termine dalla scrittrice docente
Fra il 1972 ed il 1975 Kathy ha ottenuto diversi diplomi e lauree in antropologia e antropologia medica presso diverse università degli Stati Uniti ed è una dei cinquanta antropologi forensi riconosciuti dall'American Board of Forensic Anthopology e del Board of Directors dell'Accademia Americana di Scienze Forensi. La sua attività la porta a tenere conferenze in molte parti del mondo.
Le sue conoscenze in campo antropologico  si sono riflesse nella sua attività di scrittrice
La sua carriera di antropologa forense l'ha portata in Ruanda a testimoniare al tribunale delle Nazioni Unite sugli episodi di genocidio compiuti in quella nazione, e in Guatemala per la esumazione di cadaveri nell'area del lago Atitlan, sull'altopiano sudoccidentale del paese. La sua esperienza in Guatemala è servita come spunto per l'ambientazione del suo romanzo Grave Secrets , del 2002,  pubblicato in Italia con il titolo Il villaggio degli innocenti
Per la sua attività professionale si è occupata anche, quale membro del DMORT (Disaster Mortuary Operational Teams), speciale organismo chiamato ad esaminare le risultanze di eventi catastrofici ,  dell'alluvione che ha colpito nel 2005 il delta del Mississippi e delle indagini sull'attentato alle torri gemelle di New York.
Nel 2007 ha vinto nella sezione internazionale il Premio Piemonte Grinzane Noir.
Ma se le storie di Tempe Brennan sono interessanti e avvincenti, la nuova serie  iniziata nel 2010   con Virals, che ha per protagonista la pronipote dell'antropologa forense Temperance Brennan, Victoria, soprannominata Tory, ed i suoi 3 amici Ben , Hiram e Shelton con   il  lupo Cooper, è fantastica. Le storie un po' fantasy ma soprattutto  poliziesche dei giovanissimi detective in erba sono scritte benissimo e si leggono con estremo piacere
 Saranno sicuramente apprezzate dai lettori giovani ma anche agli adulti che amano la scrittrice americana, che si dimostra molto più ricca di verve e fantasia
 In Italia per ora si possono leggere solo Virals e Segreti , ma ci sono già altri due nuovi romanzi in inglese, che spero proprio usciranno prestissimo anche in italiano per continuare a seguire le avventure rocambolesche e divertenti di Tory e dei suoi 3 super amici dai magici poteri
 
Per saperne di più e per scoprire i titoli dei numerosi libri delle serie di Tempe Brennan basta  entrare qui

sabato 29 giugno 2013

Rush

 
Tutte le sere alle 20 e 25, dal lunedì al venerdì,  su rai Movie guardo le repliche delle prime tre stagioni di Rush, serial tv poliziesco, un grande successo Fox International Channels  venduto in tutto il mondo Il telefilm è andato in onda sul canale australiano Network Ten dal settembre 2008 al novembre 2011, ed è composto da 70 episodi (quattro stagioni)   Le storie raccontate sono imperniate sugli interventi e sulle vite degli uomini dell’unità speciale del Police Tactical Response Team della citta’ di Melbourne, Australia (che si basa sulla vita reale del Victoria Police Critical Incident Response Team , un'unità altamente mobile che colma il divario tra il generale operativo della polizia doveri e gli SWAT ), impegnati nel fronteggiare il crimine violento di strada. In ogni episodio si assiste all'intrecciarsi delle dinamiche personali e di quelle lavorative dei protagonisti in un avvincente gioco di riflessi e di connessioni ; i sei poliziotti , tre per tre su due macchine, sono impegnati ad affrontare complicate storie urbane come incidenti violenti , furti d'auto, suicidi ed assalti armati


 Mi piace seguire la vita professionale e privata dei poliziotti e quella dei loro capi, in particolare del sergente anziano Lawson Blake (Rodger Corser, ex cantante famoso ), dei sergenti  Brendan 'Josh' Joshua ( Callan Mulvey ),  Dominic “Dom Wales” (Josef Ber), dei  Senior Constable Stella Dagostino ( Nicole da Silva ) e Michael Sandrelli ( Ashley Zukerman) , dell’ispettrice capo dell'amministrazione TR Kerry Vincent (Catherine McClements) e del   loro ufficiale dell'intelligence, Leon Broznic (Samuel Johnson )  .
 
Il sergente   "Dom" Wales doveva all'inizio essere assassinato nella prima stagione, ma durante la produzione Claire van der Boom ottenne il permesso di soggiorno negli Stati Uniti e dovette trasferirsi lì: di conseguenza, fu eliminata la poliziotta Grace, che è stata sostituita da  Jolene Anderson, il Sergente  Senior Constable   Shannon Henry  per la seconda stagione, dal 16 luglio 2009.
Callan  Mulvey è nato in Nuova Zelanda, ed è per metà  Maori e  per metà di origine europea.   La sua famiglia si trasferì a Sydney , in Australia, quando aveva otto anni. E'   conosciuto soprattutto per i suoi ruoli di Mark Moran nella serie drammatica   australiana Underbelly  e di Drazic Bogdan 'Draz' in Heartbreak High . Mulvey ha frequentato la  Beacon Hill High School di New South Wales, insieme ad altri 2 membri del cast  di Heartbreak, Jon Pollard e Alle Brunning .
Mulvey è stato ferito in un grave incidente d'auto nel 2003, in una collisione frontale a 100 km / h. E' rimasto intrappolato nel veicolo per quasi un'ora fino a che non è stato liberato dai rottami delle auto. Ha subito gravi ferite al viso a alla testa e gli  sono state  inserite 17 piastre di titanio per riparare le fratture al volto e alla mascella. Il suo ginocchio sinistro e la caviglia sono stati gravemente fratturati e ha perso la vista di un occhio. Ecco perché anche in Rush il suo personaggio ha una brutta e vistosa cicatrice sul viso, ma resta comunque un affascinante e un po' tenebroso poliziotto
A metà degli anni novanta, è stato un  membro  sponsorizzato da Blades Manly del pattinaggio in linea. Questo tipo di  pattinaggio è stato descritto ampiamente nel telefim  Heartbreak High, dove aveva come compagno di cast l'amico Jon Pollard
Anche Mulvey ha recitato nella famosa serie Le sorelle McLeod nel corso del 2007 e in Sea Patrol , sempre nel 2007
Nel luglio 2010  si è fidanzato con Rachel Thomas, che ha poi sposato nel dicembre dello stesso anno
Rodger Corser ha avuto il ruolo di Peter Johnson ne Le sorelle McLeod  dal 2001 al 2004. Ha svolto il ruolo principale di Alex nel film australiano "Let Me Not" nel 2005.
http://rodgercorser.net/
Nicole da Silva (nata il 18 settembre 1981) è un'attrice australiana di cinema e teatro molto conosciuta

giovedì 27 giugno 2013

Beauty and the beast

E' iniziata a maggio una nuova serie di telefilm molto avvincenti al mercoledì sera su Rai 2,  Beauty and the Beast, la serie tv di The Cw (  remake del telefilm della Cbs andata in onda dal 1987 al 1990, che aveva come protagonista Linda Hamilton ) in cui una detective competente bella e intelligente della omicidi di New York, Catherine Chandler ( Kristin Kreuk ), salvata molti anni prima da una creatura misteriosa,  dopo aver assistito  all'omicidio di sua madre da parte di due uomini armati, che avrebbero ucciso anche lei, se non fosse intervenuto quella creatura dei boschi, lavora con la sua partner poliziotta, Tess  (Nina Lisandrello)  e si fa aiutare dal medico legale Evan (Max Brown) .
Quando inizia ad indagare su un omicidio recente, s’imbatte in un file sul dottor Vincent Keller (Jay Ryan) , un soldato che apparentemente è stato ucciso mentre prestava servizio in Afghanistan nel 2002.  Invece  Vincent  non è morto, ma vive nascosto a New York, aiutato dall’amico J.T. (Austin Basis)  ed è lo stesso uomo che le salvò la vita in passato. Cavia come altri commilitoni della sua unità di un esperimento genetico per creare il prototipo del super soldato, con effetti collaterali devastanti, nei momenti di stress  è vittima  dell'adrenalina che innesca una trasformazione a livello fisico, facendogli aumentare a dismisura forza e sensi e trasformandolo in una bestia furiosa, incapace di gestire la sua rabbia .
Quando la multinazionale a capo degli esperimenti capì di aver creato delle macchine assassine inarrestabili e incontrollabili, decise di eliminarli tutti. Vincent, scampato per pura fortuna al massacro, si è nascosto per 10 anni.
Dopo averlo incontrato, e sentito la sua storia, Catherine fa un patto: lei manterrà il suo segreto se lui l'aiuterà a scoprire chi furono i mandanti dell'omicidio di sua madre, un medico i cui lavori potrebbero interessare persone poco raccomandabili.   La loro collaborazione continua a crescere e si trovano attratti l'uno dall'altra.
In ogni puntata i casi  polizieschi che coinvolgono Catherine servono per raccontare le nuove storie e le vicissitudini personali  dei protagonisti, fatte di tormenti e speranze . Entrambi fuggono dalla società,  per necessità o per paura, e nonostante il pericolo a cui vanno incontro, decidono di aiutarsi a vicenda. La serie tv diventa curiosa ed intrigante quando si inizia a sapere qualcosa di più del passato dei protagonisti, e del mistero su chi potrebbe dare loro la caccia. “Beauty and the Beast” diventa così un crime  adatto ad un pubblico in cerca di una bella storia d’amore impossibile 
The Cw ha già rinnovato la serie per una seconda stagione di “Beauty and the Beast” Speriamo che la Rai l'acquisti ancora e la proponga di nuovo in prima serata
La protagonista Kristin Laura Kreuk (Vancouver, 30 dicembre 1982) è un'attrice canadese, conosciuta maggiormente per la sua partecipazione dal 2001 al 2008 alla serie televisiva Smallville dove interpretava Lana Lang. Il bel Vincent dall'affascinante cicatrice è Jay Ryan, all'anagrafe Jay Bunyan (Auckland, 29 agosto 1981),  un attore neozelandese che dal 2007 al 2009 ha interpretato il ruolo di Billy "Spider" Webb nella serie televisiva australiana Sea Patrol, trasmessa anche in Italia al sabato pomeriggio, e ha recitato in Terra Nova di Steven Spielberg ( https://twitter.com/JayRyan )
Per saperne di più e conoscere tutte le puntate della serie o rivedere quelle già trasmesse c' è il sito ufficiale  http://www.cwtv.com/shows/beauty-and-the-beast
 

lunedì 10 giugno 2013

La Torta in Cielo

Sabato mattina in centro a Omegna c'erano i mercatini dell'antiquariato e in riva al lago i banchetti enogastronomici Uno di questi era quello della pasticceria Zanardi che recentemente ha creato la Torta in Cielo, dall'omonima torta di uno dei libri di Gianni Rodari.  Ne ho acquistata una, piccola, deliziosa e carina, con la sua glassa bianca, il cioccolato scuro e una ciliegina rossa sulla sommità 

 

 

Gianni Rodari, La torta in cielo
Lo scaffale d'oro, Einaudi Ragazzi (1995)
112 p., ill., 
 " E' una bellissima riflessione sulla semplicità e sull'ottimismo dei bambini, sulla loro voglia di vivere in gioia e di soprassedere a tutti quei problemi che i grandi  hanno.
 Una mattina d’aprile verso le sei un misterioso oggetto sorvola una grande città. Una città tentacolare, frazionata in mille località distinte, che gli abitanti chiamano "borgate". La borgata del Trullo si trova nella periferia sud-ovest, in prossimità della valle del Tevere Sud, in un fondo valle dove scorre il Fosso di Affogalasino, tra due alture: il Monte Cucco e il Monte delle Capre.
 È il luogo che, nel ‘39, l’Istituto Autonomo delle case Popolari, ha scelto per la costruzione del quartiere che tuttora costeggia la via del Trullo. Ne è sorta una borgata popolare, progettata secondo la tendenza razionalistica, che si frappone tra quella popolare di Monte Cucco e l’altra, prevalentemente abusiva, del Monte delle Capre.
È questo lo scenario in cui Gianni Rodari ambienta La torta in cielo (1964), «nata nelle scuole elementari Collodi, borgata del Trullo, Roma, tra gli scolari della Signorina Maria Luisa Bigiaretti», pubblicata per la prima volta a puntate sul «Corriere dei Piccoli» a partire dal 1964 e nel 1966 anche in libreria. Una storia concepita per affascinare bambini di tutte le condizioni sociali. Una favola moderna, una storia per ragazzi intessuta di argomenti che stimolano i genitori ad affrontare con i figli argomenti di attualità, impegnativi ma reali.
E' tempo di Guerra Fredda e Bomba H, la terrificante bomba all’idrogeno.  
 Una  mattina uno strano oggetto rotondo, molto grande, immenso, inizia ad oscurare il cielo sopra la  città. UFO? Certamente  Le autorità, dopo un primo momento in cui credevano di essere prese in giro si organizzano e lo definiscono  un oggetto volante non identificato. E, come sempre, è il "non identificato" che fa paura ai grandi...
Alieni che vogliono conquistare la terra? Oppure che vogliono distruggere? Allora che fare, attaccare per primi? Aspettare? Mentre le autorità misurano, controllano, pensano e si scervellano, due bambini stanno guardando intensamente l'oggetto. Infatti un pezzo dell'oggetto è caduto sulla loro terrazza e, cosa assai strana quanto piacevole, è un grosso pezzo di cioccolato squisitissimo.
"E' una torta" , proprio  una torta gigante, immensa, piena di pistacchio, crema, gelato, torrone, cioccolato e tutte le leccornie possibili e immaginabili.  Saranno proprio i due bambini ad accorgersene, intrufolandosi oltre il controllo militare ed entrando nella torta.  Conosceranno l'inventore della torta: uno scienziato che parla un linguaggio strano, ma che conosce l'italiano. Uno scienziato a cui era stato chiesto di creare una bomba atomica con fungo radioattivo riutilizzabile più volte  Ma un pasticcino, caduto nella bomba prima dell'inaugurazione, ha creato un pasticcio, anzi, una torta... Proprio quella torta.
Fra varie vicissitudini i due bambini riescono ad avvertire amici e parenti, ed un esercito di bambini si precipita sulla torta, indifferente ai richiami dei soldati e delle mamme. Basta poco perché lo strano oggetto volante - strano sì, ma tanto buono - venga distrutto, lasciando solo qualche briciola qua e là. "

lunedì 6 maggio 2013

Fragole

E' la stagione delle fragole, un frutto noto fin dai tempi dei Greci e dei Romani, che ne esaltavano le doti diuretiche e rinfrescanti, mentre secoli prima le donne egizie facevano massaggi al viso con il succo freschissimo di fragola, unito ad altre essenze di fiori sconosciute, per mantenere inalterata nel tempo la giovinezza della pelle. Il grande naturalista Lineo  asseriva che le fragole erano efficaci nella cura della gotta; in effetti questo frutto contiene in dosi notevoli acido salicilico e chinino, utili ai gottosi, agli uremici e agli artritici. Le fragole contengono anche molta vitamina C, calcio, potassio, fosforo e ferro, acidi organici elevati, il 0,93%, ed un tasso di calorie basso, 40 circa su 100 gr di polpa. E sono deliziose ...
Sono tante le ricette dove le fragole sono protagoniste; tra le molte ne ho scelte alcune insolite e le ho pubblicate nel mio sito, proprio qui
 Quelle più semplici e facili da fare, ma che a me piacciono molto, sono le Brioche alle fragole  e il Milk shake
Brioche alle fragole Se avanzano delle brioche ed il giorno dopo sono indurite, tagliarle a fettine spesse 1 cm e metterle in una teglia da forno a bordo basso, unta leggermente di burro, dopo averle immerse per 10 minuti in una crema all'uovo. / In una terrina si uniscono 2 tuorli d'uovo con 3 cucchiai di zucchero, che si lavorano fino a quando si ottiene una crema bianca spumosa, a cui si aggiungono poi 30 cc di panna e 100 cc di latte. Si amalgama dolcemente, si profuma con 1 cucchiaino di Rhum e si mescola / Coprire con delle fragole intere, lavate e pulite in precedenza. Far cuocere in forno per circa 12 minuti, fino a che la superficie del dolce diventa di un bel colore ambrato  
Milk shake alle fragole Lavare e pulire le fragole, 150 gr a persona, metterle in un recipiente con coperchio ben sigillato e farle raffreddare in frigo. Quando sono gelate, metterle nel mixer con 150 cc di latte ed un cucchiaio di zucchero, sempre a persona, e frullare. Quando la crema è densa e omogenea, versarla nel bicchiere e servire

sabato 16 febbraio 2013

Flash mob a Sanremo con la Littizzetto

Dopo tantissimi anni ho rivisto il festival di Sanremo, quello con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto 
Ieri sera ho riascoltato le canzoni del passato con le voci dei cantanti in gara quest'anno e mi sono commossa a sentire Ciao amore ciao del grande Luigi Tenco, una delle voci che ho amato di più, come quella di Herbert Pagani, che mi mette sempre i brividi quando la risento e di cui amo tutte le sue canzoni

E non ho potuto non apprezzare il flash mob nella terza serata con il successivo monologo anti-violenza dell'attrice torinese ( finalmente una presentatrice normale, una non bellona tutta truccata ed appariscente e semisvestita, una che parla e dice cose sensate, anche se ogni tanto ci infila qualche parolaccia, come suo solito ! )
Ho risentito la registrazione intera qui ma i punti salienti del suo discorso  sono senz'altro questi :
" San Valentino «è la festa dell’amore, declinato in tutte le sue forme. L’amore delle persone che si amano. Anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini. Ma che ci interessa quello che fanno a letto...L’importante è che le persone si vogliano bene, solo questo conta...Pensa che bello sarebbe vivere in un Paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti. Ma non solo i diritti dei soldi. Quelli dell’anima. Quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d’ospedale senza nessuno che mi cacci via perché non siamo parenti. E poi vorremmo un San Valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle. Dirci che siamo donne con le palle non è un complimento. Non le vogliamo. Abbiamo già le tette. Tra l’altro sono due e sferiche anche quelle. Vogliamo solo rispetto».
....  «In Italia in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, compagna, figlia, amante, sorella, ex. Magari in famiglia. Perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore. La uccide perché la considera una sua proprietà. Perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.. E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore, ma l’amore con la violenza e le botte non c’entrano un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione. Noi a Torino, che risentiamo della nobiltà reale, diciamo che è come passare dal risotto alla merda»....  «Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo nell’hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama MALE. Non è questo l’amore. Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Sempre. E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo. Perché tanto arrivea’ anche il secondo, e poi un terzo e un quarto. L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia...Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via» "
 
Nel 2012 127 donne sono state uccise  in Italia da mariti, fidanzati, ex, padri.  Un orrore ed una vergogna
 
Luciana Littizzetto, nata a Torino il  29 ottobre 1964, dove si è diplomata al conservatorio in pianoforte e  nel 1990 ha conseguito la laurea in lettere all'Università degli Studi a Palazzo Nuovo, è stata per nove anni  insegnante nelle scuole.
Dopo aver vinto nell’agosto 1991   il premio “Ettore Petrolini” al Teatro Romano di Aosta, va al Maurizio Costanzo Show ed inizia la carriera di cabarettista .
 Nel 1992 partecipa al programma di Rai Tre “Avanzi”, condotto da Serena Dandini, poi porta  sui palcoscenici d’Italia il suo spettacolo “Parlami d’amore Manù”.
Un anno dopo Luciana torna in tv nei panni di “Sabrina” a “Cielito Lindo”, il programma di Rai Tre condotto da Claudio Bisio ed Athina Cenci.
Nel 1997  passa a Mediaset, ospite delle trasmissioni “Facciamo Cabaret” e “Ciro, figlio di Target” e recita  nel film d’esordio di Aldo, Giovanni e Giacomo, “Tre uomini e una gamba”.
Nel 1998 partecipa a “Mai dire gol” e nel 1999  interpreta insieme a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu il film “E allora mambo!”
Nel 2000  torna in Rai  a “Quelli che il calcio..” con Fabio Fazio, ma anche a “Stasera pago io” di Fiorello, “C’è posta per te” di Maria De Filippi, “Mai dire Domenica” fino alla comparsata del Festival di Sanremo 2003, dove bacia in diretta il conduttore Baudo.
Dal 2005 è ospite fissa del programma “Che tempo che fa”, di Fabio Fazio dove  abbandona definitivamente i personaggi che l’hanno resa celebre per dedicarsi a monologhi comici su temi d’attualità.
Il 22 novembre 2007 ha ricevuto dal Presidente Giorgio Napolitano il premio De Sica.
Nel 2010  è stata impegnata sul set della fiction televisiva “Fuoriclasse” e su quello del nuovo film di Giovanni Veronesi, “Genitori & figli - Agitare bene prima dell’uso”. 
Pungente trasgressiva ed istrionica, talvolta un po' eccessiva nel linguaggio  e "antipatica" nel maltrattare il partner, il paziente Fazio, la domenica sera in “Che tempo che fa”, Luciana non ha peli sulla lingua ed è senz'altro unica in TV.  "Una normale, senza trucco o trucchi " come l'hanno definita , una donna che va a fare la spesa vicino alla Gran Madre, a Torino, dove vive con un compagno e due figli, una donna che parla alle altre donne e si preoccupa per loro e per la loro vita Una piccola grande donna !

domenica 10 febbraio 2013

Missing

 

Ieri sera in seconda serata, dopo Hawai-Five-0, ho visto Missing, un nuovo telefilm americano in onda da alcune settimane su Rai2, estremamente avvincente e ricco di suspense e mistero, con un cast importante e tanti attori famosi, da Ashely Judd, la protagonista Rebecca Winstone, una ex agente della CIA con un negozio di fiori ed una socia negli Stati Uniti, che scopre che suo figlio Michael, in soggiorno-studio in Italia, è scomparso e  che  parte quindi per l' Europa, in un viaggio mozzafiato che, da Londra a Roma fino a Praga, la porta  ad affrontare  le persone che si sono messe tra lei e il    ragazzo, a Sean Bean, noto per aver interpretato Boromir nella saga de Il Signore degli Anelli e Ned Stark nella serie Game Of Thrones, che interpreta il marito di Rebecca, agente Cia apparentemente ucciso in un attentato alla sua auto dieci anni prima, da Nick Eversman, il figlio di Rebecca, a Cliff Curtis, l'agente Cia,  e a Keith Carradine, il famoso Detective Lundy in Dexter. Nella parte di un vecchio amico di Rebecca, agente dell'Interpol a Roma, c'è anche l'attore italiano Adriano Giannini,  figlio di due famosi attori, Giancarlo Giannini e  Livia Giampalmo, che ha seguito le orme dei genitori  come attore e doppiatore, tra teatro, tv e cinema, e regista.
Al di là delle vicende narrate, dei colpi di scena, degli inseguimenti e delle sparatorie, quello che mi attira di più di questa serie sono le riprese delle città europee, Roma, Parigi, Londra, Praga, Vienna ...
e ieri sera Istanbul. Ho visitato la Turchia parecchi anni fa ed è stato bellissimo rivedere il Bosforo dall'alto e la meravigliosa Santa Sofia con le sue cupole ed i minareti e il mercato con tutte le viuzze interne coperte ricche di negozi e di merci di tutti i tipi
Un tuffo in ricordi di viaggio e in luoghi visti personalmente che mi hanno riportata indietro nel tempo

lunedì 3 dicembre 2012

Goti Bauer

" Ieri alla Casa della Cultura di  Milano si è svolto un convegno dell´ANED ( associazione nazionale ex deportati  )
Si trattava del 7.mo incontro Figli-Nipoti per la trasmissione della memoria.
C´era, tra gli altri, anche Goti Bauer."

Goti Bauer fu arrestata in provincia di Varese, sul confine svizzero, a causa del tradimento dei “passatori”, il 1°maggio 1944. Deportata a 20 anni ad Auschwitz insieme ai genitori e al fratello, il 16 maggio 1944, fu liberata a Theresienstadt l’8 maggio 1945, unica sopravvissuta della sua famiglia
Nel sito  binario 21  si può leggere la sua toccante testimonianza
Le parole di Goti che io ho trovato più significative sono queste :
"  Il secolo appena concluso, oltre che per le straordinarie conquiste scientifiche e tecnologiche, passerà alla storia per gli efferati crimini che vi si sono commessi.
Dovrà essere ricordato per le deportazioni politiche, per i gulag dell’Unione Sovietica, per le innumerevoli stragi compiute in ogni dove. Ma dovrà essere ricordato soprattutto per la Shoah, lo sterminio degli ebrei d’Europa che, nella sua tragica specificità, non è comparabile agli altri, pur orrendi delitti.
Credo che nessuno meglio di noi superstiti possa comprendere e condividere la sofferenza di chi, privato della propria dignità, è stato sottoposto a umiliazioni e torture, eppure nessuno meglio di noi conosce la tremenda diversità della nostra condizione.
Ho sempre invidiato chi ad Auschwitz è arrivato da solo, spesso in conseguenza di una coraggiosa scelta di vita, chi non ha vissuto lo strazio della perdita dei genitori, dei figli, dei fratelli, e ha potuto sopportare quell’inferno nella certezza di ritrovare, se fosse tornato a casa, il conforto e l’affetto dei suoi cari.
A noi questa speranza non è stata concessa: dopo l’arrivo siamo rimasti soli e da soli abbiamo affrontato, in quella babele di lingue e di miserie, il terrore di ripetute selezioni insieme all’eterna minaccia: “Da qui uscirete solo Durch den Kamin, attraverso il camino”.
Noi sulla rampa di Birkenau abbiamo visto scaricare dai vagoni famiglie intere e non abbiamo potuto soccorrere migliaia di bambini che, con una bambolina o un orsacchiotto in mano, venivano spinti verso la camera a gas. È uno dei tanti dolorosi ricordi che ci accompagneranno per il resto dei nostri giorni. "

" Avevo 14 anni quando nel 1938 la nostra vita che, fino ad allora era stata perfettamente integrata nella società, fu sconvolta dalle leggi razziali. Leggi che ci privarono da un giorno all’altro dei più sacrosanti diritti civili, quelli che consentono ai giovani di frequentare le scuole, ai loro padri di esercitare le loro professioni.
Vivevo a Fiume con i miei genitori e un fratello di 12 anni. Fummo emarginati: solo pochi ci dimostrarono solidarietà mentre la maggioranza della popolazione fu del tutto indifferente al dramma che stavano vivendo. Per opportunismo o per totale insensibilità era più comodo far finta di non vedere, adeguarsi alle disperazioni governative.Nel 1943, quando dopo l’8 settembre i tedeschi invasero l’Italia ed estesero qui da noi le loro leggi antiebraiche, la nostra condizione divenne tragica. Si veniva arrestati per strada, spesso denunciati da ignobili individui che, pur di intascare la squallida taglia che c’era su ogni ebreo, non si ponevano problemi di coscienza. .."

sabato 1 dicembre 2012

DiAhiO'- Progetto Legalità

Anche quest'anno alla scuola media inferiore di Omegna continua il Progetto Legalità con il Sovrintendente Bravin e l'ispettore Lombardi, che porteranno il loro prezioso contributo a tutti gli allievi delle medie inferiori  degli istituti comprensivi di Omegna, Crusinallo-Casale, Gravellona e Cireggio- Valle Strona
Dopo un incontro con i genitori, i Presidi e gli insegnanti al Teatro Sociale ad ottobre, i due poliziotti del Commissariato di Omegna hanno ripreso gli incontri con gli allievi delle terze per portare a termine il percorso iniziato con loro nei due anni scolastici precedenti
Ma hanno fatto anche un bellissimo regalo a tutte le classi: DiAhiò, un diario giunto alla quinta edizione
Dihaiò, dal nome di una esortazione in lingua sarda, è nato in Sardegna, da un Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato di Nuoro, che lo ha pensato  e lo ha realizzato per gli studenti sardi. Dihaiò è interamente visibile in tutte le sue pagine ed edizioni nel sito http://www.otbnuoro.org/otb/
Il diario parla di diversi argomenti, mese per mese, colore per colore, dallo Stato inteso come comunità, territorio, regole ma anche e soprattutto persone, ai principi fondamentali che aiutano  gli individui a crescere liberi. Dal Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, con gli articoli della Convenzione sui diritti per l'infanzia, alla Polizia di stato, dai pericoli alimentari di una dieta sbagliata e dall'uso delle droghe,  che minano la salute e la mente dei giovani, dal rispetto per gli altri al rispetto per l'ambiente, fino al bullismo come fenomeno di massa e al cyberbullismo come nuovo pericolo per i ragazzi che navigano in internet, si segue un percorso piacevole ed istruttivo che dà conoscenze, spiegazioni, consigli ed istruzioni utili ed efficaci per la sicurezza e la salvaguardia di tante giovani vite in crescita
 Tanti buoni argomenti per riflettere, che, insieme con le pillole quotidiane e gli avvenimenti storici e politici giornalieri,  rendono il diario un valido strumento didattico da leggere e da gustare con gioia e curiosità Un amico prezioso che aiuta e non annoia
La felice " coincidenza", come ha detto la Preside Nobile, che diede l'avvio al Progetto nella scuola di Omegna, e la grande fortuna  di incontrare due Poliziotti preparati e disponibili a portare avanti un percorso a lungo termine, complesso e non sempre facile, con gli studenti adolescenti della nostra scuola, si è dimostrata molto utile per tutti noi, allievi ed insegnanti
E  Ahiò è stato un regalo veramente carino... da conservare con cura e da consigliare a tutti, giovani e non !
/ Anche il sito che lo pubblica in internet è estremamente utile per tutti coloro che sono interessati al bullismo  
Io invece ho parlato di bullismo e di cyberbullismo nel mio blog Pensieri in Libertà , un problema serio che spesso non si riesce a bloccare con conseguenze drammatiche /
 

lunedì 26 novembre 2012

Veronica Mars


Da alcuni mesi, dal lunedì al venerdì, alle 18 e 50 circa, su RAI 4, vedo le avventure di Veronica Mars , un'avvincente serie Usa del 2004-2007 con protagonista una giovane ragazza americana che vive nell’immaginaria cittadina di Neptune, un opulento centro residenziale della California, dove ha la possibilità di investigare sui suoi lati più oscuri, sulle sue stridenti contraddizioni sociali e sui suoi intrighi nascosti in un  perfetto stile  noir. Veronica è una teenager,  una liceale diciassettenne, interpretata dalla bionda  Kristen Bell.  L’ideatore della serie è Rob Thomas, in seguito  sviluppatore di   90210  del 2008 
Il misterioso omicidio della sua migliore amica Lilly ( Amanda Seyfried) sconvolge a tal punto la vita della protagonista da spingerla a improvvisarsi investigatrice a fianco del padre Keith (Enrico Colantoni, già noto  per la serie canadese di Flashpoint), ex-sceriffo e detective privato. L’abilità della ragazza nell’intuire i retroscena, affaristici e familiari, dell’apparentemente idilliaca Neptune la avvicina, a poco a poco, alla verità sul traumatico episodio, anche se a complicare la sua indagine c'è l’aperta ostilità del padre della vittima, il magnate Jake Kane (Kyle Secor), padrone  dell’intera città, inizialmente sospettato da Keith Mars e padre del suo ragazzo Duncan.

 
Al centro della seconda stagione ci sono invece l’indagine su un misterioso incidente stradale e la morte di un membro di una gang di motociclisti. La terza stagione, ambientata sullo sfondo immaginario del prestigioso Hearst College, verte invece sulla caccia a uno stupratore seriale.
L’australiano Teddy Dunn, molto bello, è Duncan Kane, fratello di Lilly e primo fidanzato di Veronica; l’afroamericano Percy Daggs III  è la “spalla” della protagonista, l'amico Wallace Fennel; Jason Dohring interpreta il bullo Logan Echolls,fidanzato di Lilly e figlio di un famoso, violento e ricchissimo attore dalla vita strana e ambigua,  che sarà il suo ragazzo successivo, tra tanti alti e bassi, mentre Francis Capra è il biker Eli “Weevil” Navarro, capo di una gang.


 
Ogni puntata ha un personaggio che chiede aiuto a Veronica ed in ogni puntata Veronica vive la sua vita privata, i suoi amori, le sue amicizie, nuovi incontri e il suo ruolo di figlia
Una bella serie molto interessante che purtroppo negli States è stata interrotta quando Veronica avrebbe dovuto andare a lavorare per l'FBI !




"Priscilla La Regina del Deserto"

Ieri pomeriggio sono andata a Milano agli Arcimboldi a vedere il musical "Priscilla La Regina del Deserto"

Tratto dall'omonimo film cult " Le Avventure di Priscilla La Regina del Deserto" -  (The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert)   un film australiano del 1994 diretto da Stephan Elliott, vincitore del Premio Oscar 1995 per i migliori costumi e  del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes - Priscilla è una travolgente avventura "on the road" di tre " amiche" che, a bordo di un vecchio bus rosa scassato, soprannominato Priscilla, partono da Sidney per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca di amore e amicizia
Bernadette Bassenger, Mitzi Del Bra, e Felicia sono i nomi d'arte di Ralph, Anthony "Tick" Belrose ed Adam Whitely, due drag queens e un giovane transessuale, che si esibiscono nei  bar gay di Sydney. Dopo la morte del compagno di Bernadette, i tre partono alla volta di Alice Springs, dove la moglie di Tick (dalla quale si era separato) ha organizzato per loro una tournée. Come mezzo di trasporto, i tre adottano un vecchio torpedone (in origine color argento, ma successivamente dipinto in color lavanda) che battezzano "Priscilla, la regina del deserto".
Durante il viaggio attraverso l'outback australiano, Bernadette, Tick ed Adam si sopportano per tutto il viaggio. Si fermano in mezzo al deserto per colpa di Tick e di un guasto di Priscilla. Il trio accoglie a quel punto anche Bob, un meccanico di larghe vedute che li aiuta a rimettere in sesto la sgangherata "Priscilla". Arrivati ad Alice Spring, Felicia, Bob e Bernadette scoprono che Tick ha un figlio di otto anni, Benjamin. Il bambino accetta in modo sorprendentemente maturo il modo di essere del padre, mentre Tick all'inizio ha dei problemi nel confrontarsi con il bambino. Dopo aver finito lo spettacolo, Tick decide di tornare assieme a suo figlio a Sidney mentre Bernadette e Bob prenderanno la propria strada.
E' un musical fantastico, rutilante e sfavillante, con oltre 500 magnifici costumi, una sceneggiatura divertente e una  colonna sonora  bellissima,intramontabile, che include 25 strepitosi successi internazionali, suonati dal vivo, tra cui "I Will Survive" di  Gloria Gaynor, "Finally","It's Raining Men" e "Go West" dei Village  People
Antonello Angiolillo è Tick/Mitzi, Simone Leonardi è Bernadette, Mirko Ranù è Adam/Felicia, Maurizio Arena è Bob, Loredana Fadda,Valentina Ferrari e Elena Neri sono le Divas, meravigliose e fantastiche con delle splendide voci
Il cast e la storia degli attori -cantanti e ballerini - con le loro carriere ed i loro successi precedenti  si possono leggere  nel sito www.priscillailmusical.it
Una  piccola curiosità  :  il  personaggio di Mitzi è ispirato ad una drag-queen di Sydney che esiste realmente, Cindy Pastel.

domenica 25 novembre 2012

Premio Resistenza Città di Omegna

 
E' tornato ad Omegna il prestigioso Premio letterario della  Resistenza Città di Omegna, dopo 2 anni, ed un cambio di giunta comunale. Il premio è stato presentato dall'assessore alla cultura Alessandro Buzio e dal presidente della giuria Giovanni Cerutti.La premiazione al libro di Marco Paolini  Ausmerzen : vite indegne di essere vissute, ed. Einaudi,  avverrà lunedì 3 dicembre al Teatro Sociale alle 17, 30

Il libro è stato premiato dalla giuria con la seguente motivazione : " Il libro riapre una pagina poco conosciuta sullìorrore del nazismo: l'eliminazione delle persone gravemente disabili, spacciata come miglioramento della razza e dell'uomo. Inoltre lo scrittore ha avuto la grande capacità di fare una ricerca approfondita mettendo in evidenza e facendolo capire al lettore, cosa sarebbe mai stata l'Europa, e il mondo, se avesse prevalso l'ideologia nazista "
Sui 19 libri arrivati in finale, la scelta della giuria è arrivata unanime su questo libro perchè, a parte la scorrevolezza della scrittura, sembra di sentire l'autore Paolini parlare e raccontare
 
Per saperne di più sul premio e sulla sua storia si può entrare nel sito del comune di Omegna o cercare qui nel blog un mio vecchio post . Ringrazio l'amico Michele Beltrami, facente parte della giuria del Premio resistenza, per avermi inviato la locandina. Le altre notizie sono state da me riassunte dal testo di un articolo apparso ieri su La stampa VCO