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domenica 21 aprile 2013

Indagati politici regionali Vco

" Rimborsi spese in Regione, indagati anche i quattro consiglieri del Vco.  Avvisi di garanzia consegnati anche a Cattaneo, Reschigna, De Magistris e Marinello "
E così anche i quattro consiglieri regionali del Vco si sono visti  consegnare gli avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta "Rimborsopoli" che ha visto coinvolti a vario titolo 52 su 60 consiglieri regionali, compresi i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, che ora litigano, e il Presidente Cota.
«I fatti che mi vengono contestati non riguardano in alcun modo il mio incarico di presidente del Consiglio regionale - spiega Cattaneo - bensì l'attività di consigliere, per cui ritengo di non rimettere il mandato, in questo momento delicato lasciando l'Assemblea senza guida, riservandomi di fare ulterio rivalutazioni in questo senso nel prosieguo».
«Vogliamo uscire puliti da questa vicenda spiegando il merito delle nostre spese - ha detto il capogruppo del Pd Aldo Reschigna - Il gruppo regionale del PD conferma il proprio rispetto nei confronti della magistratura. Ho poi provveduto a convocare il gruppo consiliare per mercoledì prossimo. Nel corso della riunione del gruppo rimetterò il mandato da presidente del gruppo regionale, come da tempo annunciato».
Intanto la Lega nord di Verbania esprime piena solidarietà ai consiglieri regionali Roberto De Magistris e Michele Marinello. «La magistratura farà il suo corso, ma noi siamo assolutamente certi  e convinti dell'onestà e della buona fede dei nostri due rappresentanti, sicuri che abbiano sempre operato nel rispetto della legge - dice in una nota Sara Scalia, segretaria della Lega di Verbania - Michele e Roberto, conducono vite sobrie e sicuramente non siedono tra i banchi di Palazzo Lascaris per scopi personali, ma solo per dar voce al nostro territorio, per troppo tempo dimenticato». da La Stampa vco
Molto interessante ciò che ha dichiarato l’ex parlamentare Pd Giorgio Merlo  : «L’inchiesta rischia di incrinare in modo violento il rapporto di fiducia tra la Regione e l’opinione pubblica. Servono le immediate dimissioni della giunta regionale e il voto anticipato se le accuse dovessero essere confermate». Secondo Merlo «chi volesse attardarsi a proseguire questa legislatura regionale a fronte di una inchiesta penale di questo genere e di questa ampiezza, si assumerebbe una responsabilità politica gigantesca di fronte alla pubblica opinione piemontese».  
La pensa così anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Roberto Placido: «È chiaro che a fronte di un numero così alto di avvisi di garanzia e di una magistratura equilibrata e seria non si può far finta di nulla, serve una risposta immediata e per quanto mi riguarda sono le elezioni anticipate». 
Accuse che il presidente della giunta regionale, Roberto Cota, respinge al mittente: «Non un solo euro è finito sul mio conto corrente, ed in questo senso la Procura non ha mosso alcuna contestazione. Confido che la mia posizione verrà chiarita e sarà accertata la mia totale buona fede». E aggiunge: «La Regione versa in un momento difficile, è mio dovere restare ed affrontare con senso di responsabilità istituzionale questo momento di grande disagio sociale».
Enrico Costa, segretario del Pdl piemontese, aggiunge: «Occorre evitare giudizi sommari e strumentalizzazioni, magari fondati su una parziale conoscenza dei fatti». E Agostino Ghiglia, leader piemontese di Fratelli d’Italia, aggiunge: «Le responsabilità penali sono sempre personali, non possono essere collettive e non possono essere politiche».
Siamo proprio sicuri che in casi come questi, in cui solo sei o sette parlamentari della giunta regionale piemontese non hanno ricevuto avvisi di garanzia dopo il blitz della Finanza, le responsabilità siano solo ed esclusivamente personali ??? Il malcostume politico è parecchio collettivo ultimamente, mi sembra, e non risparmia nessuno, a quanto pare ... Tutti si giustificano o minimizzano ma i rimborsi spese, anche quelli più assurdi, li hanno avuto in molti E allora perché i partiti continuano a non capire che è ora di darsi una smossa e di tornare alla sobrietà e all'umiltà???
Visto che quei soldi di cui tanto abusano a iosa sono soldi di noi cittadini, che paghiamo tasse su tasse per mantenere loro e le loro pessime abitudini

giovedì 15 luglio 2010

Fonti alternative in Germania

Nel weekend scorso sono stata in Germania, a Friburgo e nella Foresta Nera. Posti bellissimi che mi sono piaciuti molto, anche se faceva un bel caldo eccessivo anche là.
Viaggiando tra i magnifici boschi dell'antica Selva nera dei Romani, che in quei luoghi combatterono contro le tribù locali degli Alemanni, ho visto anche tanti piccoli paesi, molto pittoreschi con le loro fattorie caratteristiche dai tetti spioventi ed i verdi campi rasati,  splendidi tappeti di velluto, con le mucche al pascolo
E mi sono meravigliata molto perchè la maggior parte di quei tetti, persino quelli delle stalle, avevano pannelli fotovoltaici e qua e là in quei campi coltivati c'erano bianche pale eoliche che giravano silenziose, belle ed ordinate come tutto il resto ...



Un paese molto più a nord dell'Italia, con inverni molto freddi e lunghi, ma anche un paese che usa fonti alternative perchè è contrario al nucleare, già fin troppo usato ai suoi confini, in Francia ed in Svizzera, dove vi sono centrali da molto tempo, e che ha rieletto per altri 8 anni il sindaco ambientalista della città di Friburgo perchè la sua politica verde ha dato buoni risultati !
Peccato che qui da noi, in Piemonte, non ci sia la stessa mentalità e che si progettino invece nuove aperture di centrali nucleari, che di certo non sono pulite e sicure ma solo costose ...

lunedì 5 aprile 2010

Giorgione a Castelfranco Veneto

A metà marzo sono stata a Castelfranco Veneto per vedere la mostra dedicata al suo illustre concittadino, Giorgione, a 500 anni dalla sua morte, presso il Museo Casa Giorgione,  a Casa Barbarella, la casa del ‘400 che ospitò il Maestro al lavoro e dove sono stati riuniti  il genio, la grandezza ed il fascino delle opere giovanili del grande e misterioso pittore veneto, figura enigmatica  del Rinascimento italiano.
I capolavori del primo periodo di Giorgione sono esposti insieme con quelli dei grandi artisti con cui si rapportò durante la sua breve esistenza: da Giovanni Bellini a Lorenzo Costa, da Carpaccio a Perugino, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, da Leonardo a Raffaello e Tiziano. Ma si possono ammirare anche gli antichi volumi dei suoi biografi, da Castiglioni, Pino, Vasari, Dolce, e quelli di letterati, musici, intellettuali, da Petrarca a Bembo, che contribuirono a creare l'ambiente culturale dal quale potrebbe essersi alimentato l'artista, ed anche i bronzi dei Lombardo, del Riccio e di Severo da Ravenna e le incisioni di Teniers e di Zanetti, per ricordare i perduti Giorgione, in particolare gli affreschi del Fondaco dove Zorzi lavorò accanto a Tiziano.
La parte antica di Castelfranco è circondata da alte mura e deve il proprio nome al castello "franco",esente cioè da imposte per i suoi primi abitanti-difensori. L'imponente quadrato di  mattoni rossi  fu eretto sopra un preesistente terrapieno, tra la fine del secolo XII ed i primi decenni del XIII, dal Comune medievale di Treviso, poco a nord del villaggio della Pieve Nova, sulla sponda orientale del torrente Muson, a presidio del turbolento confine verso le terre padovane e vicentine.
Già nei primi decenni del Trecento, sul lato orientale, si sviluppò il primo nucleo dell'abitato, Bastia Vecchia, strumento di difesa, dotato di un ospizio per poveri e viandanti.
Città murata per sua stessa definizione, Castelfranco conserva quasi integralmente la cinta muraria e le sei torri che si innalzano ai quattro angoli e nei punti mediani di meridione ed oriente. La torre dell'orologio, sovrastato da un massiccio leone marciano in pietra d'Istria, si eleva sino a 43 di altezza e domina l'intero castello.
Castelfranco ha legato indissolubilmente i suoi ottocento anni di storia alla sua  posizione strategica nel Veneto centrale: fu tappa obbligata tra Venezia, la Germania e le Fiandre, tra l'Europa occidentale e le pianure dell'Est. Città di commerci fin dall'origine e sede d'un antico mercato di granaglie e bestiami, attivo sino alla metà del secolo scorso, fu anche centro, in passato, delle più svariate attività artigianali e snodo ferroviario di primo livello dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri.
La città fu sede di podestà veneziani dal 1339 al 1797, ma fu anche la patria, tra il XVII e il XVIII secolo, di uomini di scienza  come Jacopo Giordano e Vincenzo Riccati, di architetti come Francesco Maria Preti e di musicisti come Agostino Steffani, di grande fama. Ma Castelfranco Veneto è  nota ovunque per aver dato i natali a una delle figure più straordinarie ed enigmatiche della storia della pittura,Giorgione, genio misterioso della luce e del colore. La fortezza racchiude, come in uno scrigno, due capolavori preziosi tra i pochi riconosciuti al pittore: l'ermetico Fregio delle Arti liberali e meccaniche di Casa Marta-Pellizzari e la celebre Pala del Duomo di S. Liberale. Ho visitato (vedi   3 mie foto personali qui a fianco) con estremo interesse e curiosità questo piccolo capolavoro di città murata, veramente unica, e mi è piaciuto moltissimo l'interno del teatro ma anche le sue stradine antiche ed i negozietti di fiori, purtroppo chiusi fino a metà pomeriggio, quando ormai ero partita per una delle più belle ville venete
Zorzi da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto 1477/78 – Venezia 1510)  giunse a Venezia verso il 1503-1504 Non si sa quasi nulla della sua vita perché i documenti su di lui sono pochissimi e non si è mai saputo neppure il nome del suo maestro, probabilmente un pittore di Castelfranco o di Treviso. Alla prima formazione, si aggiunsero successivamente i maestri con i quali entrò in contatto a Venezia, dove si appoggiò alla bottega di Vincenzo Catena, dal quale apprese la tecnica di Giovanni Bellini mentre, attraverso un gruppo di pittori lombardi presenti in laguna, conobbe l'insegnamento di Leonardo da Vinci. Nella capitale ebbe anche modo di conoscere la pittura di Hieronymus Bosch e quella di Albrecht Dürer, di cui ho potuto ammirare nella mostra la Madonna col Bambino e una scimmia in particolare.
Completamente tagliato fuori dagli incarichi ecclesiastici, ottenne invece due commissioni pubbliche, un telero per Palazzo Ducale e gli affreschi per il Fondaco dei Tedeschi, ricevendo però contestazioni per entrambi i lavori.  Il suo ruolo a Venezia rimase dunque marginale rispetto ai vecchi protagonisti come Bellini, Carpaccio, Cima e le loro botteghe, ma anche rispetto ai nuovi emergenti come Tiziano e Sebastiano del Piombo. Nel '500 il suo successo pubblico fu strettamente legato ai generi celebrativi, la pala d'altare e il telero pubblico; Giorgione rimase invece più chiuso in una dimensione privata, con le sue figure isolate e il suo difficile allegorismo.
Profondo e poetico innovatore della pittura veneta,  nonostante la morte precoce a poco più di trent’anni, a causa della peste, l'artista influenzò fortemente l’opera di tanti altri pittori, ma resta  ancora oggi  un enigma, un mistero ed un mito.
Un enigma che ancora affascina con la potenza lirica della sua arte per il nuovo, assoluto equilibrio tra uomo e natura  delle sue opere.  
  L’opera di Giorgione, definita da Berenson “limpido specchio del rinascimento alla sua altezza suprema”, determinò infatti,  in pochi brevissimi anni, una svolta decisiva alla pittura veneta, divenendo punto di riferimento per un’intera generazione di artisti. 
I documenti della sua biografia sono irrisori, tutti  nella parte finale della sua vita. Il suo nome non è mai citato nel Cinquecento ed è sempre indicato con la provenienza geografica "da Castelfranco" oppure, in un inventario del 1528, come "Zorzon", soprannome che per Vasari deriverebbe "dalle fattezze della persona et la grandezza dell'animo" Il primo documento sicuro è l'iscrizione del 1° giugno 1506 dietro la Laura di Vienna attribuita al "maistro Zorzi da Chastelfranco", che viene dichiarato come "cholega" del pittore belliniano Vincenzo Catena. Sono invece attestati tra il 1507 e il 1508 i pagamenti da parte del Senato di Venezia per la realizzazione da parte di Giorgione di un telero, dal soggetto imprecisato, da collocare nella nuova Sala dell'Udienza del Consiglio dei Dieci in Palazzo Ducale. Altra notizia certa si ricava dal documento dell'8 novembre 1508 relativo ad un'azione legale intentata dall'artista per il mancato compenso degli affreschi del Fondaco del Tedeschi a Venezia.
Infine il rapido carteggio del 1510 tra Isabella d'Este e Taddeo Albano, suo funzionario a Venezia, che, oltre a permettere di accertare la prematura scomparsa dell'artista, "pochi giorni prima", dichiara la fama di Giorgione anche in terra estense. Isabella dimostra però di non conoscere bene l'opera del pittore e chiede al suo "agente" di prendere informazioni sul possibile acquisto di "una pictura de una nocte", molto bella e singulare rimasta nella "heredità" dell'artista, valutando se sia davvero valida. L'incertezza sulla biografia dell'artista colpisce anche Giorgio Vasari che, nelle due versioni delle sue Vite apporta per quanto concerne la biografia di Giorgione numerosi cambiamenti: nella prima versione del 1550, Giorgione è fatto nascere a Castelfranco nel 1477 e  vasari lo colloca già dalla sua prima formazione, di cui non cita la bottega, a Venezia dove entra in contatto con circoli aristocratici con i quali condivideva la passione per le cose d'amore e per la musica. "Dilettossi continovamente delle cose d'amore, et piacquegli il suono del liuto mirabilmente: anzi tanto, che egli suonava et cantava nel suo tempo tanto divinamente, che egli era spesso per quello adoperato a diverse musiche, et onoranze, et radunate di persone nobili". Ma nella versione del 1568 l'aretino corregge l'anno di nascita dell'artista collocandola nel 1578, all'epoca del "doge Giovan Mocenigo, fratel del Doge Piero".
Altro documento prezioso nel tentativo di gettare un po' di luce sulla vita e sull'opera di Giorgione attraverso le fonti è il taccuino marciano del nobile Marcantonio Michiel, giovane amante delle arti che, a partire dal 1525, annota sintetiche descrizioni, corredate da precise indicazioni di paternità, dei quadri visti nelle case dei collezionisti veneziani; è lui che ci ha lasciato testimonianza di alcune opere sicure di Giorgione come La Tempesta
Opere che nel complesso ancora sfuggono, non solo relativamente all'autografia, ma anche nel loro più vero significato. I dipinti sopravvissuti e riconosciuti come suoi testimoniano  un'attività esclusivamente laica, civile o "privata" - anche la Pala di Castelfranco è in realtà commissionata dal famoso condottiero Tuzio Costanzo - ma sono  ancora molteplici le chiavi d' interpretazione proposte per la sua pittura: esercitazioni filosofiche sul tema dell'amore di stampo neoplatonico, raffigurazioni legate alla letteratura classica o manifesti della cultura ebraica lagunare.
Vi sono anche le leggende  costruite intorno alle poche fonti. Tra queste "invenzioni" deve essere registrata anche quella della sua morte per "male d'amore", causata dalla fuga della sua amante con l'allievo Pietro Luzzo da Feltre. L'episodio fu narrato solo nel 1648 da Carlo Ridolfi  e conferma che  l'opera era già iniziata l'opera di mitizzazione  dell'artista.
Tra le opere di Giorgione esposte mi sono piaciute : Madonna col Bambino, Idillio campestre, Leda e il cigno, Fregio delle Arti liberali e meccaniche,  e in particolare : Le tre età dell’uomo, Ritratto di arciere, Doppio ritratto, Ritratto di guerriero e, naturalmente, La Tempesta, che conoscevo per averla studiata bene ai tempi della scuola superiore in storia dell'arte !
 - per saperne di più vedere il sito http://www.giorgione2010.it/ - le immagini delle opere di Giorgione provengono da pagine web trovate in internet

venerdì 19 febbraio 2010

Cats

Due sabati fa sono andata a Milano a vedere il musical Cats al teatro Allianz , ex teatro della Luna
La storia dei gatti jellicle che si ritrovano al chiaro di luna è stata uno spettacolo fantastico e bellissimo
Ero seduta nelle prime file a sinistra ed ho avuto la fortuna di vedere da vicino i ballerini- cantanti che sono scesi tra il pubblico
I loro costumi, le loro voci e la loro bravura sono veramente eccezionali
Nel web ho trovato un sito con i video dello spettacolo che vale la pena cliccare, fosse solo per ascoltare la celebre canzone Memory

domenica 3 gennaio 2010

Serata Béjart

Ieri pomeriggio sono uscita, nonostante il vento fortissimo che soffiava gelido dal nord fin dal mattino, perchè dovevo andare con l'Uni3 omegnese ( Università della terza età ) a Milano, al Teatro alla Scala, ad assistere a 3 balletti di Maurice Béjart
Con il vento il cielo era terso e luminoso, le montagne innevate si staglivano bianche contro l' azzurro intenso ed il Lago Maggiore che vedevamo dal pullman era bellissimo, di un blu profondo con le correnti più chiare e più scure che risplendevano sotto al sole. Andando verso la pianura poi c'erano prati e terreni ancora innevati e ghiacciati, uno spettacolo invernale altrettanto bello.
E poi Milano, tutta luccicante di luci, sugli alberi, sulle finestre, davanti al Castello Sforzesco sulla volta della Galleria e sull'enorme albero, un po' curvo per il vento, davanti al Duomo, tutto ripulito e roseo nello spendore del nostro marmo di Candoglia.
Era il primo giorno di saldi anche in Lombardia e la folla traboccava rendendo impossibile il muoversi in modo normale.
Poi siamo entrati nel celebre teatro e siamo saliti al quarto piano di palchi, piccoli ma centrali, con una visione perfetta del palco e dell'orchestra
La serata Béjart è stata splendida per me, che da sempre amo con grande passione il balletto e le musiche di Stravinskij, una sintesi veramente perfetta e completa fra i due
Il corpo di ballo della Scala e l'orchestra diretta dal giovane ma celebre direttore Daniel Harding hanno presentato tre capolavori della musica del ‘900, celebrando Maurice Béjart.
Chant du compagnon errant è stato il cuore della serata," un tributo al coreografo e ballerino francese che tanto ha dato al Teatro alla Scala nella sua lunga carriera. "
Sulle note di Gustav Mahler ed il canto del baritono Roderick Williams, hanno ballato Massimo Murru e Gabriele Corrado, il giovane artista che ha sostituito l'étoile Bolle, infortunato.

Il compagno errante è " simile a quei giovani apprendisti medievali che viaggiavano di città in città alla ricerca del loro destino e del loro maestro; è uno studente romantico inseguito dal suo destino e che soffre – come dice Mahler – a causa di questo coltello nel petto che è la lotta contro se stessi e la solitudine. "

Ha invece aperto la serata L’uccello di fuoco, la " fiammante fenice che risorge, come il poeta-rivoluzionario e le idee che non muoiono mai." Antonino Sutera era l'Uccello di fuoco ed Eris Nezha la Fenice.

L'Uccello di Fuoco è dunque la " Fenice che rinasce dalle sue ceneri. L’Uccello di vita e di gioia, immortale, il cui splendore e la cui forza restano indistruttibili. "

L' esaltazione della rinascita della vita è invece La Sagra della primavera, che ha chiuso il trittico ed è stata, secondo me, la migliore per le musiche, l' interpretazione e la potenza visiva di Sofia Rosolini, l'Eletta, Eris Nehza, l'Eletto, ed i giovani ballerini il corpo di ballo.


" La primavera è, per una volta, qualcosa di diverso da quell’immensa forza primitiva che è rimasta celata sotto il manto dell’inverno solo per emergere all’improvviso e salutare ancora una volta il mondo nella molteplicità delle sue forme, siano esse vegetali, animali o umane.
L’aspetto fisico dell’amore fra gli esseri umani simboleggia l’atto stesso con il quale il Creatore ha creato il Cosmo e la gioia che scaturì da questo atto.
In un periodo in cui le frontiere fra gli esseri umani stanno cominciando a poco a poco a crollare, in cui è finalmente possibile iniziare a parlare di una cultura nella quale gli elementi di provincialismo sono stati rifiutati, e si sono conservate solo le forze universali o essenziali dell’uomo, che si sono mantenute inalterate nei secoli, in tutte le condizioni e in ogni civiltà.
Questo balletto ha dunque abbandonato ogni artificio del pittoresco; è un Inno all’unione fra l’Uomo e la Donna, al livello più istintivo ed essenziale, una danza dell’unione di cielo e terra, una danza di vita e morte, eterna come la primavera
." Maurice Béjart
E' durato solo un'ora e 45 minuti, più o meno, ma l'emozione è stata fortissima e magnifica, un grande piacere che mi ha accompagnata per tutto il viaggio di ritorno ...

giovedì 24 settembre 2009

MiTo

Ho letto oggi su La Stampa di Torino questo curioso articolo:
"Ieri a MiTo hanno fatto irruzione le masse, come una specie di Rivoluzione francese in miniatura; ... ; a Milano, alcuni contestatori, poco numerosi ma molto decisi, che hanno bloccato a suon di urla il concerto al Dal Verme con il sindaco Letizia Moratti in palcoscenico nell’insolito ruolo di voce recitante per il Lincoln Portrait di Copland.
Tutto è durato pochi secondi che però sono sembrati interminabili: il sindaco aveva appena iniziato a declamare le parole del Padre della Patria americana, «Fellow citizens, we cannot escape history», «Compatrioti, non possiamo sfuggire alla storia», quando in sala ha fatto irruzione, se non la storia, almeno la cronaca, sotto forma di alcune ragazze che si sono messe a strillare a più non posso.
Oggetto del gridare, la ventilata chiusura delle Civiche scuole da parte del Comune, già motivo di una manifestazione, all’esterno del teatro.
Comunque le giovani, in possesso di buoni polmoni e di altrettanta determinazione, tanto hanno fatto da obbligare il direttore Jan Latham-Koenig, la Filarmonica del ‘900 del Teatro Regio di Torino e, di conseguenza, la signora sindaco a fermarsi. Curiosa la reazione del pubblico alquanto scarsino del Dal Verme : alcuni hanno applaudito le contestatrici, altri la contestata quando, ripristinato l’ordine, il concerto è ripreso. ... "

Lunedì anch'io sono andata a Milano, al Palasharp, ad un concerto di MiTo ( Milano- Torino )

Eravamo in 8000 ed è stato uno degli spettacoli musicali più belli a cui ho assistito, con la Filarmonica della Scala diretta dal coreano Myung Whun Chung, un piccolo signore strepitoso e fantastico

Abbiamo ascoltato rapiti per un'ora e mezza, senza intervallo, l'Ouverture da L' Italiana in Algeri e l' Ouverture dal Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, l' Intermezzo dal terzo atto della Manon Lescaut di Giacomo Puccini, l' Ouverture da La Forza del Destino di Verdi e gli splendidi Tableaux d'une exposition di Moussorgsky, con la trascrizione per orchestra di Maurice Ravel

Ho sempre amato la musica e queste manifestazioni a basso costo ma di alto valore culturale sono il miglior esempio dell'amore per la musica da parte di tantissime persone che come me apprezzano anche la lirica e la classica
La serata al Palashrp, con un'acustica ottima e con due maxischermi a fianco del palcoscenico, che ci hanno permesso di vedere da vicino solisti e strumenti, è stata veramente un evento unico ed indimenticabile

lunedì 10 agosto 2009

Pink Floyd Ballet


La mia passione per il balletto e per la musica mi ha portata, giovedì 2 luglio, alla Scala di Milano a vedere Pink Floyd Ballet.
Ne avevo sentito parlare in passato, di questo balletto moderno, quando fu veramente mitico il suo debutto, nel 1973, al Palais des Sports di Marsiglia, con quel connubio fra la danza accademica e la musica dal vivo dei Pink Floyd: un vero balletto rock che solo la mente aperta del grande coreografo Roland Petit aveva potuto concepire, conquistato dalla potenza evocatrice del pop visionario dei Pink Floyd di quegli anni.
Petit tradusse sulle punte e nei movimenti e nei corpi stessi dei ballerini l’energia di quella musica, in una caleidoscopica inondazione di luce ed effetti laser degni delle più note sperimentazioni live della band inglese.
Nel tempo i quattro movimenti iniziali si sono ampliati e il balletto, nella sua struttura più articolata, è stato rappresentato praticamente in tutto il mondo.
Qui in Italia è finalmente arrivato alla Scala per la prima volta in forma integrale a fine giugno.
E' stato uno spettacolo meraviglioso.
Novanta minuti di pura danza senza alcuna interruzione, con Svetlana Zakharova e Massimo Murru , Altankhuyag Dugaraa , Guillaume Côté, Mick Zeni , Antonino Sutera e il Corpo di Ballo
Un balletto decisamente al maschile, con le bellissime musiche dei Pink Floyd: Run Like Hell (da: The Wall) ** Money (da: The Dark Side of The Moon) ** Is There Anybody Out There? (da: The Wall) ** Nobody Home (da: The Wall) ** Hey you (da: The Wall) ** One of these days (da: Meddle) * Careful with that Axe, Eugene (da: Relics) * When you’re in (da: Obscured by Clouds) * Obscured by Clouds (da: Obscured by Clouds) * The Great Gig in the Sky (da: The Dark Side of the Moon) *** Echoes (da: Meddle) * Run Like Hell (da: Is there Anybody Out There?) *** Echoes (da: Meddle) *
Sono rimasta affascinata da questo capolavoro, il più bel balletto che abbia mai visto, e al termine mi sono spellata le mani a forza di batterle perchè avrei voluto restare ancora delle ore a vederli danzare su quelle affascinanti musiche coinvolgenti, come i movimenti dei ballerini, così unici ed indescrivibili