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venerdì 27 maggio 2011

E' passato il Giro !

Oggi pomeriggio è passato il Giro d'Italia da Crusinallo. Arrivava dal Mottarone e da Omegna, ed anche  via IV Novembre spiccava per il rosa dei palloncini e dei nastri inanellati che hanno ricoperto la città in questi ultimi giorni
Sono uscita verso le due e mezzo con il sole e in pochi minuti sono arrivata sulla strada principale, già chiusa al traffico, dove ho trovato molte altre persone in attesa del passaggio della carovana di auto, moto e ciclisti
Sono risalita, seguendo il largo marciapiede, fino al ponte sul fiume Strona, che divide Crusinallo da Omegna, tutto infiocchettato di rosa e di bandiere e bandierine bianche rosse e verdi - E' il 150° Anniversario dell'unità d'Italia ed è giusto che sventolino anche per il Giro ... -
Un bellissimo spettacolo con alle spalle il rosso della ciminiera, il simbolo della vecchia Ferriera Cobianchi, che per molti anni diede lavoro a tante persone, prima di essere chiusa e poi demolita
Ho preso due foto e poi sono tornata indietro fino all'altezza degli uffici della ditta Lagostina dove ho attraversato e mi sono fermata perchè c'era poca gente ed era un posto perfetto per fotografare
Ho aspettato fino alle tre e dieci prima di cominciare a veder arrivare le prime macchine con le bici di scorta, le macchine e le moto della polizia, gli elicotteri che volavano bassi ed i primi 5 o 6 corridori che precedevano il gruppo di alcuni minuti...

Il cielo intanto si era oscurato e dei grossi nuvoloni neri si stavano avvicinando... Dopo diversi giorni di sole e caldo addirittura eccessivo, proprio oggi il tempo ha fatto le bizze ! All'arrivo del gruppo con tanti corridori e le auto al seguito, vicinissime, che sono sfrecciati via ad una velocità impressionante, da paura, la pioggia ha iniziato a cadere fitta ...
 Sono tornata a casa in fretta ed ho seguito il resto della tappa, che si è conclusa a Maccugnaga, in Val Anzasca, una delle più belle valli dell'Ossola, in Tv...
Domattina dovrebbe esserci di nuovo il sole e la penultima tappa del Giro partirà dalla Casa della Resistenza di Fondotoce per passare di nuovo da Crusinallo ed Omegna, diretta al Lago d'Orta per concludersi a Sestriere, dopo aver attraversato mezzo Piemonte E' la prima volta che il Giro passa per due giorni di fila da qui e non posso certo perdermelo !...

giovedì 17 marzo 2011

Cavour statista europeo

Cavour era un aristocratico ma rifuggiva dal radicalismo, dal legittimismo, dal clericalismo e in particolare dall'assolutismo immobilista dei Savoia
Era consapevole delle trasformazioni in atto nella società dovute al progresso tecnologico della produzione industriale e fondava la propria fiducia nella libertà economica e nel libero scambio. Era convinto dell'importanza dell'internazionalismo, cha avrebbe dovuto essere realizzato dalla borghesia aimprenditrice, l'unica in grado di avere gli intellettuali più preparati
Questo suo pensiero dal percorso originale e lineare, coerente con le sue prime idee giovanili, lo portò rapidamente all'attività politica
Divenne corrispondente di un giornale svizzero e pubblicò in Inghilterra un'opera che ebbe una buona diffusione, un saggio sulla questione irlandese in cui espose le sue idee politiche: il rifiuto della rivoluzione e dell'intolleranza, la difesa della proprietà privata, l'anticlericalismo e l'impegno contro il fanatismo religioso del popolo sottomesso al clero, che erano per lui " la teoria del giusto mezzo "
Il moderatismo che esprimeva la sua teoria era assai diverso da quello di Cesare Balbo e di Massimo d' Azeglio perchè era influenzato dal pensiero politico ed economico dei paesi occidentali ; dimostrò sempre un'estrema ripugnanza di fronte all'assolutismo clericaleggiante ed oppressivo del governo di Carlo Alberto e all'invadenza dei Gesuiti
Il suo concetto di " Libera Chiesa in Libero Stato " fu il filo conduttore della sua politica nei confronti del papato e del clero. Egli giunse a questa posizione ideale di separatismo alla fine del suo percorso di statista ma furono sempre il suo realismo e la sua modernizzazione a segnare il cammino delle riforme che erano necessarie per costruire uno Stato democratico e laico,come la sua lotta continua contro gli ostacoli infiniti che il clero ed il mondo politico cattolico gli opposero senza tregua
L'8 febbraio 1848 il re Carlo Alberto promise, su consiglio dei suoi ministri, la concessione dello Statuto Il 22 febbraio la rivoluzione scoppiata a Parigi scacciò Luigi Filippo, che segnò la scomparsa definitiva della monarchia in Francia. Con le Cinque Giornate dal 18 al 22 marzo Milano insorta cacciò a fucilate Radetzky ed i soldati austriaci . Il 23 marzo un lungo articolo di Cavour sul Risorgimento incitò il Re a prendere le armi contro l'Austria : " L'ora suprema della monarchia sarda è suonata, l'ora delle forti deliberazioni... " Lo Statuto entrò in vigore il 5 marzo 1848 ed il re conservò un notevole potere, anche se sanciva la libertà di stampa e la pubblicità delle discussioni parlamentari. Il primo editto reale fu emanato il 17 marzo 1848: non riconosceva il suffragio universale, ammetteva tra gli elettori solo i sudditi maschi adulti che sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno 40 lire di imposta. La carica di deputato era gratuita e di conseguenza escludeva le classi lavoratrici, eccetto le ricche professioni borghesi . Il 27 aprile 1848 si svolsero le prime libere elezioni politiche del Regno di Sardegna; il 72,4 per cento degli aventi diritto espresse il proprio voto, 56.850 persone su una popolazione di quasi 3 milioni
L'8 giugno 1848 la Camera dei deputati si riunì a Torino nell'antica sala da ballo del palazzo della famiglia Carignano
L'inizio parlamentare di Cavour fu disastroso perchè, su consiglio di amici, aveva rinunciato a presentarsi nel 5° collegio elettorale di Torino per presentarsi invece in 3 collegi elettorali di provincia, dove non fu eletto e non entrò nella prima tornata parlamentare della storia italiana, a differenza dei direttori degli altri direttori di giornali politici. In effetti erano stati scelti dagli elettori uomini che avevano cospirato nel 21 e nel 33, lottato e sofferto per l'abbattimento dell'assolutismo monarchico
Cavour riuscì ad ottenere un seggio nelle elezioni suppletive del 26 giugno 48, quando sostituì un eletto della circoscrizione di Cigliano che non aveva i requisiti per entrare alla Camera, ed il 4 luglio vi tenne il suo primo discorso senza particolare successo
Dopo la sconfitta di Novara, il 23 marzo 1849, e l' abdicazione di Carlo Alberto, salì al trono Vittorio Emanuele II. Massimo d'Azeglio sostituì Balbo nella carica di Primo Ministro. Con lui il ministro Siccardi elaborò la legge che sanciva l'abolizione del Foro Ecclesiastico. Cavour fu il maggiore ispiratore ed il 7 marzo 1850 tenne un famoso discorso programmatico sui rapporti fra Stato e Vaticano, in cui mostrava la necessità di togliere ogni validità civile ai tribunali ecclesiastici
A quel punto D'Azeglio offrì il portafoglio vacante dell'agricoltura, del commercio e della marina a Cavour , che accettò diventando in seguito il vero realizzatore di tutte le importanti iniziative politiche del governo con la conclusione di importanti trattati commerciali, tra cui il ribasso dei prezzi del grano nella triste occasione del colera, e la riorganizzazione della marina piemontese, con La Spezia principale porto militare del Regno
Grazie alla sua iniziativa, nel 1952 Urbano Rattazzi fu eletto presidente della Camera. Cavour aveva infatti elaborato un'inedita strategia parlamentare, il " connubio": si trattava di una particolare alleanza parlamentare fra il centro sinistra ed il centro destra, con cui il Conte voleva disinnescare i pericoli portati alla sua politica riformatrice sia dall'estrema sinistra giacobina sia dalla estrema destra retriva e conservatrice.Di fronte ai mutamenti della scena politica internazionale, voleva in effetti che il Piemonte traesse dallo Statuto tutte le maggiori implicazioni più liberali e riformatrici
Nel 1852 Cavour riprese a viaggiare e a Londra incontrò Lord Palmerston, a Parigi Luigi Napoleone ed anche Gioberti, il filosofo amico ormai vicino alla morte
Tornato a Torino, nello stesso anno fu nominato dal re Primo Ministro e ottenne anche il ministero delle Finanze, con la possibilità di costruire la ferrovia Torino - Genova
A questo punto Cavour divenne il grande stratega politico-diplomatico che avrebbe permesso in breve tempo di raggiungere l'unità nazionale
Mentre infuriava la Guerra di Crimea, lo statista piemontese accettò la proposta franco-inglese di far intervenire il Piemonte nel conflitto e nel maggio 1855, 18.000 uomini al comando del generale Alfonso La Marmora parteciparono in Crimea alla battaglia della Cernaia. La mossa vincente fu molto importante perchè permise a Cavour, alla fine della guerra di sedere al Congresso di Parigi del '56 dove si svolsero le trattative di pace e dove denunciò la politica repressiva dell'Austria e la sua presenza nello Stato Pontificio
Il 20 luglio 1858 Cavour e Napoleone III si incontrarono segretamente a Plombières e stipularono un'alleanza contro l'Austria, che impegnava la Francia a intervenire in Piemonte nel caso questo fosse stato attaccato. In questo incontro si stabilì anche che l'Italia avrebbe avuto una nuova ripartizione con la nascita di un nuovo regno dell'alta Italia sotto Casa Savoia, comprendente anche il Lombardo-Veneto e l'Emilia, ma con la cessione alla Francia di Nizza e della Savoia
Vittori Emanuele II pronunciò il famoso discorso sul " grido di dolore " mentre si organizzavano manovre militari sul Ticino e Garibaldi veniva invitato a costituire il corpo dei Cacciatori delle Alpi
Gli Austriaci attaccarono i Piemontesi e la guerra iniziò: le vittorie di Montebello e di Palestro, l'arrivo di un esercito francese di 100.000 uomini, la successiva vittoria a Magenta portarono francesi e piemontesi a Milano l'8 giugno 1859
Con il crollo austriaco a Solferino e San Martino, si sollevarono anche la Toscana e l'Emilia Romagna, chiedendo l'annessione al Regno sabaudo
Ma Napoleone III ormai privo di interessi abbandonò le guerra e firmò l'armistzio di Villafranca con gli Austriaci; Cavour indignato dall'atteggiamento del Francese, rassegnò le dimissioni ma poi tornò a ridiscutere ed ottenne l'annessione dell'Italia centrale al regno sabaudo in cambio di Nizza e della Savoia
Nella notte tra il 5 ed il 6 maggio 1860 Garibaldi con un migliaio di volontari salpò da Quarto su due piroscafi alla volta della Sicilia, dove sbarcò a Marsala sei giorni dopo. L'impresa dei Mille non si limitò alla Sicilia, ma risalì la penisola liberando Napoli il 7 settembre
Cavour si preoccupò notevolmente e decise di allestire un esercito con a capo il re in persona che, per opporsi allo strapotere garibaldino, attraversò le Marche e l' Umbria, sconfisse l'esercito pontificio e mosse incontro a Garibaldi, che incontrò a Teano il 20 ottobre 1860
Cavour continuò a vigilare e a controllare lo scacchiere militare e politico, organizzando nuovi plebisciti e il 17 marzo 1861 il primo Parlamento nazionale ratificò l'unità d'italia, proclamò Vittorio Emanuele re d'Italia e Cavour presidente del Consiglio
Nei giorni successivi lo statista pronunciò discorsi importanti, soprattutto per chiedere al Senato di approvare la legge per Roma capitale
Il 18 aprile Garibaldi attaccò pesantemente lo statista perchè nel disarmare i volontari garibaldini, l'esercito sabaudo aveva usato misure drastiche e violente contro coloro che non volevano cedere le armi con le quali avevano sconfitto i soldati borbonici e liberato il Mezzogiorno d'Itala
I primi 3 mesi di vita del parlamento italiano rappresentarono per lui un periodo difficile e stressante di conflitti e difficoltà, anche internazionali
La sera del 29 maggio rientrò presto a casa perchè non stava bene e nei giorni successivi peggiorò sempre più; oltre ai salassi, gli somministrarono anche del chinino che però rigettò
Morì alle 7 del mattino di giovedì 6 giugno 1861, il più grande statista europeo dell' Ottocento

Il Piemonte in effetti è stato nel Risorgimento la Prussia d’Italia Nell' 800 l'Italia era una nazione divisa fra tanti piccoli stati e solo il Piemonte con il Regno dei Savoia era l’unica monarchia solida e bene armata, capace di realizzare l’unità con il suo esercito e le sue baionette. Il Piemonte unificò l’Italia qualche anno prima che la Prussia unificasse la Germania, quando le vittorie prussiane erano ancora impensabili.
Negli anni successivi all’Unità d’Italia, era la Prussia a venir paragonata a un Piemonte di Germania, e nei caffè si discuteva se Bismarck avrebbe mai potuto essere un Cavour tedesco perché la sua brutalità ed il suo disprezzo per le regole parlamentari contrastavano con il liberalismo di Cavour e con la sua maestria nell’arte anglosassone di governare incantando il parlamento .
Fu un momento magico, in cui l’Italia fu oggetto di ammirazione in Europa e nel mondo, ma purtroppo  nel 1866, con la doppia catastrofe di Custoza e di Lissa fu evidente a tutti la fragilità del nuovo Stato, proprio mentre la vittoria degli alleati prussiani sull’Austria rivelava la nascita di una nuova grande potenza, pronta a dare l’assalto al potere mondiale. Quel momento scioccante distrusse la fiducia in se stessi faticosamente riconquistata dagli Italiani e trasformò in derisione la simpatia di cui godeva l’Italia .
Quasi sconosciuto fino alla guerra di Crimea, ammirato in seguito come uno dei più grandi uomini d’Europa e pianto con sincera costernazione dopo la sua improvvisa scomparsa, Cavour continuò ancora per pochi anni dopo la morte a essere ricordato e celebrato anche fuori d’Italia come il grande maestro della Realpolitik, l’uomo che con la sua forza di volontà aveva cambiato il mondo
Poi, invece, l’elmo chiodato ed i baffoni di Bismarck sostituirono nell’immaginario collettivo gli occhialini e la barbetta del conte Camillo Benso
Nel 1853 August von Rochau aveva inventato il concetto di Realpolitik, cioè la capacità di fare politica sfruttando con spregiudicatezza le condizioni del momento, perseguendo un fine preciso ma senza illusioni né paraocchi ideologici, prendendo decisioni destinate a produrre fatti concreti, calcolandone le conseguenze e assumendone il rischio.
Questa invenzione era stata fatta prima della guerra di Crimea, ma la preveggenza di Rochau aveva già indicato nella politica del regno di Sardegna un esempio di Realpolitik carico di promesse per il futuro. Da allora, per una quindicina di anni, Cavour dominò l’orizzonte politico tedesco in un modo che oggi appare veramente impensabile Nel 1865 per esempio il grande storico Heinrich von Treitschke annunciava il progetto di scrivere una biografia di Cavour per «mostrare al nostro pubblico che cosa è una geniale Realpolitik».
Per un popolo diviso, l’obiettivo più urgente e vitale era l’unificazione del paese . «Noi tedeschi abbiamo sperimentato con amaro dolore quanta infelicità, umiliazione e vergogna nasce dalla mancanza di unità politica», scriveva nel 1858 un politico tedesco, che augurava agli Italiani ogni successo nella loro impresa. Nei due anni successivi l’impresa riuscì al di là di ogni speranza, e i liberali tedeschi additarono l’Italia coraggiosa, pragmatica ed efficace di Cavour come un modello, dubitando al contrario che la Germania potesse mai arrivare ai suoi livelli. «L’Italia non era corrosa da ostinato dottrinarismo» e per questo aveva vinto, scrivevano i tedeschi e sottolineavano che «l’unica grande splendida vittoria del liberalismo che il nostro secolo conosce è stata raggiunta in Italia».
Ancora nel fatale 1866, un eminente liberale tedesco confessava: «Come ho invidiato per anni gli italiani, per il fatto che a loro fosse riuscito quello che a noi il destino sembrava aver rimandato a un lontano futuro; come ho desiderato un Cavour tedesco e un Garibaldi come messia politico della Germania» e si dichiarava incredulo davanti alla scoperta che nonostante tutto Bismarck non era inferiore a Cavour. 
( fonti bibliografiche : Cavour di Filippo Ambrosini ed del Capricorno; Grande Dizionario Storico dell'Unità d'Italia di P.F.Listri ebBonechi e Due leader fra liberalismo e cesarismo di Gian Enrico Rusconi ed Il Mulino , riassunto di ericablogger )

Il giovane Cavour

Camillo Benso conte di Cavour nacque a Torino il 10 agosto 1810 nell' elegante palazzo barocco di famiglia dal marchese Michele ed Adèle de Sellon, discendente di un'antica famiglia di ugonotti francesi, borghesi benestanti, emigrati a Ginevra, diventata nobile nel 1768
Il Secolo dei Lumi, il Settecento, era terminato lasciando una Europa profondamente sconvolta ed il Regno di Sardegna aveva perduto, nel settembre 1792, il porto di Nizza ed il ducato di Savoia, terra di origine della dinastia piemontese, occupati ed annessi successivamente alla Francia repubblicana
Nel 1796 perse anche la guerra contro la Francia con tanti lutti, devastazioni e grande miseria, a cui seguirono congiure, insurrezioni, repressioni, la rivoluzione del 1798 e la fuga della famiglia reale e dell' aristocrazia con la successiva occupazione francese. Nel 1799 la prima Restaurazione portò nuove vendette ed orrori. I Savoia ritornarono ma la vittoria di Napoleone  a Marengo nel 1800 rese definitiva l'occupazione francese, con l'annessione del Piemonte alla Francia
Torino divenne una città francese molto importante e nell'aprile 1808 l'imperatore Bonaparte vi inviò come governatore Camillo Borghese, marito di sua sorella Paolina, un principe affabile dell'antica nobiltà romana che cercò con onori, prebende e cariche civili e militari di recuperare il consenso delle famiglie aristocratiche ritornate in città
Il padre di Camillo Benso era un uomo di grandi capacità ed un abile diplomatico, che si era accattivato la simpatia del Principe Borghese, rinunciando alla fedeltà per i spodestati Savoia al fine di ottenere gratificazioni e fiducia ma soprattutto una carica importante, la nomina di governatore dei palazzi imperiali di Torino e Stupinigi, che gli permise di crescere di importanza nella nuova nobiltà imperiale e di consolidare la posizione economica della famiglia Cavour, che era stata compromessa dai debiti paterni
Nel 1814, con il ritorno del re Vittorio Emanuele I di Savoia sul trono, la compromissione di Michele e di sua madre Filippina con la famiglia Bonaparte creò una freddezza del sovrano piemontese e l'allontanamento di Michele dalla corte, che continuò comunque a promuovere e a gestire imprese agrarie ed industriali con buon profitto economico. Dopo alcuni anni Michele riuscì a recuperare il suo prestigio a corte e, tra il luglio 1835 ed il luglio 1847, sotto il regno di Carlo Alberto, fu il capace vicario conservatore di Torino
Alla sua morte, il titolo nobiliare fu trasmesso al primogenito Gustavo mentre il secondogenito Camillo ebbe quello di conte di Santena, ma ben presto si fece chiamare conte di Cavour, titolo molto più prestigioso.
Camillo crebbe viziato ed indisciplinato nella cerchia ristretta delle famiglie nobili alla corte dei Savoia, sempre intraprendente e allegro. Parlava il francese ed aveva una buona conoscenza del dialetto torinese. Dai 10 ai 16 anni, in piena Restaurazione, in un  clima rigido e bigotto, fu allievo covittore dell' Accademia militare e fu spesso punito per le intemperanze della sua indole libera, ribelle, giocosa e beffarda, punizioni che affrontò comunque con fierezza e disinvoltura grazie anche con ai prilegi innegabili di un rampollo della alta nobiltà. Fu tenuto lontano dalla rivoluzione del 1821 e dalla successiva dura represssione, ma manifestò molto presto grande simpatia per i principi e le tendenze liberali e grande ammirazione per Santorre di Santa Rosa, cugino di suo padre, che era stato il capo del governo del breve governo costituzionale
Dal marzo all'agosto 1826 sostenne gli esami finali dei corsi con i massimi voti in quasi tutte le materie; era molto bravo in matematica ed impostava in modo logico e schematico i problemi politici e morali che lo interessavano molto Il 16 settembre 1826 a 16 anni uscì finalmente dall'Accademia con il grado di luogotenente nel regio corpo del Genio, ma era già riuscito ad inimicarsi il principe Carlo Alberto di Carignano, che lo aveva eletto paggio con servizio a corte, perchè non poteva soffrire la livrea rossa " da lacchè" e lo aveva detto a voce alta, per cui era stato cacciato avendo fatto " il giacobino", come disse il futuro sovrano
Il 29 agosto 1826 partì  per Ginevra, dove soggiornò a lungo anche nel 1829, ospite degli zii e dei cugini, con cui ebbe sempre ottimi rapporti amichevoli e con i quali discusse a lungo di libertà, morale e giustizia
Nel 1830, lontano dal padre che non approvava il suo modo di vivere, accettò l'incarico di addetto alla direzione militare del Genio a Genova, la ricca città portuale animata da fermenti repubblicani e democratici, dove era consuetudine esprimere liberamente le proprie abitudini e dove Camillo intrecciò vivaci relazioni con aristocratici ed esponenti del ceto commerciale e bancario
La rivoluzione parigina del 1830 e la successiva monarchia parlamentare di Luigi Filippo d'Orléans accese speranze nei rivoluzionari europei e un grande allarme nel re Carlo Felice e nella classe dirigente piemontese. Camillo, giovane ufficiale insofferente, di cui la polizia spiava ogni mossa, fu richiamato a Torino il 27 dicembre 1830 ma per le sue manifestazioni sulla libertà di pensiero fu dimesso nel novembre 1831 " per motivi di salute "
Liberatosi della divisa, si dedicò allo studio dei problemi sociali del tempo, ai sistemi di insegnamento ed alle terribili condizioni di vita degli operai e dei carcerati, ma soprattutto allo studio dell'economia e della filosofia politica condotto sui testi dei grandi pensatori francesi ed inglesi
Nel 1832,suo padre lo mandò a Grinzane, un piccolo paese vicino ad Alba, dove uno zio materno possedeva terre e proprietà; a 22 anni Camillo diventò amministratore terriero e sindaco, impegno che mantenne per diciassette anni, con interessanti esperienze amministrative, opere pubbliche ed innovazioni agricole importanti, come l'invenzione del vino Barolo
Fino al 1848 Cavour viaggiò in Europa. Da Ginevra a Parigi, dove conobbe e frequentò Guizot, Thiers e Lamartine, Quinet e Michelet, Saint Beuve, Hugo e Dumas, a Londra ed a Bruxelles, con il fortunato incontro con Vincenzo Gioberti, che viveva di lezioni private nella città belga
Il 28 aprile 1831 era salito al trono Carlo Alberto ma a Torino vi era un forte risveglio della borghesia e la nascita di un forte sentimento politico, che aspirava all'unità ed all'indipendenza italiana e alla conquista della democrazia politica e della libertà commerciale ed imprenditoriale
Progressista illuminato, ostile al dispotismo monarchico ma anche all'estremismo rivoluzionario, Cavour fu attirato da Francia, Svizzera ed Inghilterra, nazioni europee dove la Costituzione consentiva il progresso sociale e la libertà politica
Nel 1836 il marchese Michele lo nominò sovrintendente delle sue 4 fattorie di Leri, quasi 1200 ettari nella fertile pianura vercellese vicino a Trino, che Camillo trasformò da terreni abbandonati in conduzione agricola intensiva e remunerativa. Avviò il disboscamento dei terreni incolti ed il miglioramento della canalizzazione delle acque di irrigazione; integrò la coltivazione già esistente del riso con l'allevamento a domicilio dei bachi da seta, secondo un'antica tradizione piemontese, e migliorò la qualità delle pecore di razza merinos, la cui lana pregiata riforniva i lanifici biellesi, andando personalmente in Ungheria ad acquistare 300 merinos, dove visitò anche fabbriche e miniere . Divenne esperto anche nel commercio dei cereali e nella speculazione dei prezzi . Divenne in seguito membro attivo della Commissione Superiore di Statica, fondata nel '36 con lo scopo di raccogliere e sistemare le informazioni relative agli Stati Sardi
Nel 1939 divenne sgretario della Società per le scuole Infantili, ma si scontrò con il clero oscurantista che vedeva minacciato il suo monopolio nell'educazione dei fanciulli
Fu nel 1842 che Cavour si impegnò maggiormente nella Regia Associazione Agricola Subalpina, società fondata da privati per sviluppare e modernizzare l'agricoltura, le cui assemblee annuali, aperte ai membri di tutte le province del regno sardo e a partecipanti di altre regioni italiane, divvenero l'occasione per uno scambio di esperienze mondane e politiche
- fine della 1a parte -