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domenica 22 febbraio 2015

Gli Spadonari di Giaglione

Giaglione è un piccolo paese a circa tre chilometri da Susa, sulla strada che sale verso il Moncenisio, in provincia di Torino
E' il paese dove era nato mio papà 
Uno dei paesi NoTAV da dove spesso sono partite le manifestazioni contro il progetto Tav
A Giaglione si parla il franco provenzale Nel sito del Comune si può leggere la storia del paese, il vocabolario e le poesie di alcuni giaglionesi in lingua franco provenzale
Ma  Giaglione ha tradizioni molto antiche e alcune feste, la più importante delle quali è la  Festa Patronale di S. Vincenzo in gennaio, uniche perché ci sono gli Spadonari con i loro abiti ed i copricapi di un passato molto lontano che danzano con i lunghi spadoni dritti con impugnatura in legno decorata e borchie in metallo , le sei Priore ed il Bran, l'albero fiorito dei Celti, una struttura in legno con una base di 90 centimetri, alta oltre 2 metri, che ha un disco fissato alla base e due manici che permettono ad una giovane donna nubile di portarlo in equilibrio sulla testa durante la processione. Interamente ricoperto da una ricca decorazione di nastri, fiori e frutta, alla base il bran accoglie una particolare forma di pane a ciambella, preparato per l’occasione, che viene distribuito alla comunità giaglionese alla fine della Messa.
C'è un bellissimo video in youtube che mostra il paese, fiabesco con tutta la neve che lo imbianca, e tutto ciò che succede il giorno di San Vincenzo: arte cultura riti religiosi e riti antichi di un mondo speciale come la  marcia degli Spadonari che non procedono a passi, ma a salti e compiono evoluzioni che lasciano a bocca aperta.  
Una mezz'ora che vale la pena vedere e gustare per conoscere Giaglione ed i Giaglionesi 

venerdì 27 dicembre 2013

Unici - Roberto Bolle

Ieri sera alle 21.10 su Rai2 è andata in onda una nuova puntata di “Unici”, un programma scritto e diretto da Giorgio Verdelli, dedicata alla star mondiale della danza Roberto Bolle che   ha raccontato la sua storia e il suo percorso artistico di ballerino di danza classica, étoile dei due mondi, alternando le parole dello stesso ballerino raccolte a New York e i filmati di sue celebri performance al Teatro alla Scala di Milano e alle Terme di Caracalla a Roma a quelle di  tanti volti noti nazionali e internazionali : Fiorello, Raffaella Carrà, Stefano Accorsi, Massimo Bernardini, Fabio Capello, Andrea Bocelli, Michael Stipe, fondatore e cantante dei REM, e i registi Baz Luhrman e Bob Wilson.
Roberto Bolle è nato a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria , il 26 marzo 1975 ed è entrato a soli dodici anni alla scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, dove fu notato da Rudolf Nureyev , che lo volle nel ruolo di Tadzio nell’opera Morte a Venezia. 
"Ballo da sempre, tutto qui. A 4 anni, il sabato sera, c’era Fantastico e io ballavo davanti al televisore. A 7, ho visto quello che stava imparando una compagna a scuola di danza, e ho chiesto di essere iscritto anche io. Il primo impatto non mi è piaciuto – ero abituato a muovermi liberamente e invece lì erano regole e schematismi – ma pian piano mi sono innamorato dei movimenti, della forma mentale. Oggi, nell’era dei talent, la danza va di moda anche tra i maschi, all’epoca ero solo, ma non ci sono stati con gli amici momenti di imbarazzo alla Billy Elliot, perché quello era un momento della mia giornata che non si intersecava con gli altri: andavo a scuola, andavo ai boy scout, andavo a ballare. "
Dal 1999 è  "Ambasciatore di buona volontà" per l'UNICEF per la quale partecipa a una serie numerosa e significativa di iniziative, fino ad arrivare, nell'estate 2006, all'importante viaggio nel Sud del Sudan per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni del luogo. 
Dal 2007, inoltre,  collabora con il FAI - Fondo Ambiente Italiano e nel marzo 2009 è stato nominato "Young Global Leader 2009" dal World Economic Forum di Davos. Dopo tanti successi colti nei teatri di tutto il mondo,  nel 2012 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i meriti acquisiti verso il Paese in campo culturale.
Dal 1996 si è intensificata anche la sua carriera internazionale. 
Ha danzato con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell'Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, Il Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, l'8° e il 9° Festival Internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l'Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Firenze.
Nel giugno 2002, in occasione del Giubileo, ha danzato a Buckingham Palace al cospetto della Regina d'Inghilterra: l'evento è stato ripreso in diretta dalla BBC e trasmesso in tutti i paesi del Commonwealth.
Il 1° Aprile 2004 ha ballato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, in occasione della giornata della Gioventù.
Nel 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala "Roberto Bolle and Friends" in luoghi finora mai toccati dalla danza: il sagrato del Duomo di Milano e piazza Plebiscito di Napoli. 
Nel 2010 il Gala Roberto Bolle and Friends è arrivato in Piazza San Marco a Venezia e nel 2012  all'Arena di Verona, riunendo un pubblico di quasi 10 mila persone.
Roberto Bolle ha anche realizzato spettacoli eccezionali nella magica cornice del Colosseo di Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, nello spazio antistante il suggestivo Tempio della Concordia ed anche nella Certosa di Capri.
Dopo il clamoroso successo di pubblico e critica riscosso al suo esordio al Met di New York nel 2007, nel 2009 è entrato ufficialmente nella stagione del Metropolitan Opera House, dove si è esibito come Principal dell'ABT - American Ballet Theatre - interpretando i balletti: Il Lago dei Cigni, Sylvia, Romeo e Giulietta e Giselle. 
Una carriera eccezionale ed unica per un ballerino di danza classica italiano Molto interessante anche come persona, semplice, umile, riservato e gentile Ecco alcuni stralci di una sua intervista al settimanale Vanity Fair . it :
«Quando ho dato le dimissioni ( dal Teatro alla Scala di Milano dove era diventato primo ballerino a soli 21 anni ), tutti – familiari, amici – mi dicevano: “Ma sei sicuro? Dopo appena due anni da Primo ballerino, non te la puoi godere un attimo?”. Poteva andare male: niente copertura degli infortuni, niente tredicesima, sei solo tu e ogni volta devi dimostrare di essere all’altezza, perché a New York ti invitano oggi e magari domani non più. Tutte le aspettative su di te, la pressione emotiva pesantissima.
«Capisco Phelps quando dice: “Smetto di nuotare, voglio una vita normale”. Conosco la frustrazione di avere così poco tempo per le altre cose che ami – il cinema, una serata con gli amici –, di doverti allenare tutti i giorni della vita, perché a certi livelli di atletismo bastano due giorni di stop per accorgerti che hai perso terreno, e allora io un po’ di esercizi quotidiani li devo fare anche nell’unica pausa che mi prendo d’estate, altrimenti so già quanto sarà doloroso il rientro».
«Fuori dal palcoscenico, quando il teatro si svuota, inizia un’altra parte della mia vita, che non desidero mettere in mostra. È uno spazio esiguo ma vitale, perché è la sorgente da cui attingo energie preziose, indispensabili. All’artista e all’uomo».
La danza mi ha migliorato anche come persona. Ho sempre ballato meglio in scena che durante le prove perché il contatto con il pubblico e la “corazza” del personaggio mi permettono di lasciarmi andare, di vivere e comunicare emozioni, di non essere trattenuto e timido come per natura sono. È stato terapeutico, mi ha dato la possibilità di esprimere cose che ancora fatico a tirare fuori, ed è un lavoro in corso. Perché mi pesa dire di no o fare una critica, ho paura di ferire, e troppo spesso subisco in silenzio le situazioni a cui dovrei ribellarmi. E poi, in famiglia siamo abituati a un certo riserbo nel comunicare i sentimenti. L’affetto c’è ed è sincero, ma a volte le cose bisogna anche dirle. Fatico a dire ai miei “ti voglio bene”, so che lo sanno ma dirlo è importante. Voglio imparare a dirlo di più».
Io ho avuto la possibilità di vederlo danzare alla Scala alcuni anni fa: lo ricordo molto alto, con quel fisico scolpito e molto bravo Anche se mi erano piaciuti  molto anche i giovani étoile della Scala che erano sul palcoscenico in altre parti nelle stesse sue serate...
Il suo sito ufficiale è qui 

sabato 30 novembre 2013

Un sabato mattina

Il sabato mattina di solito è un momento speciale per me.  Sono a casa e faccio tutto quello che non posso fare dal lunedì al venerdì
Dopo una settimana di lavoro, faticoso perché con i primi freddi intensi di questa settimana non era piacevole uscire presto e perché sono iniziati i consigli di classe, a cui giovedì pomeriggio si è aggiunto anche un seminario di aggiornamento a Verbania, stamattina mi sono svegliata senza il suono della sveglia
Quel solito driiin che rimbomba nelle orecchie all'alba  mentre stai dormendo al calduccio e vorresti buttarlo via per girarti e continuare a restare dove sei Ma purtroppo non lo puoi fare e dopo qualche minuto sei obbligata a tirarti su ...
Ho iniziato la giornata leggendo un po' , perché amo leggere ma il tempo è sempre poco e tirato in settimana,  e poi ho aperto il Pc, ho letto le mail ricevute, e ne ho spedite altre, e sono passata quindi a leggere i post dei blog amici
In alcuni ho lasciato dei commenti e in uno di loro mi ha attirato il nome di una Blogger , Alchemilla, che non conoscevo
Sono passata a visitare il suo blog e ho constatato con piacere che è un blog bellissimo di una appassionata di libri Mi sono subito iscritta tra gli Amici ed ho linkato il suo blog tra i miei
Quando sono arrivata al Blog di Massimo , il blogger di origine italiana che vive a Londra, "  How am I driving ", ho scoperto invece che in uno dei suoi post aveva messo un fantastico video creato da Paul Richardson : " Restless Nights " , dedicato alla città di Londra
L'ho rivisto due volte e ne sono rimasta affascinata Ho deciso pertanto di farlo conoscere a tutti voi che mi state leggendo
 Basta cliccare su http://vimeo.com/79553265 
Buona visione e un augurio di Buon Week end

 
 

venerdì 8 novembre 2013

Felipe Rose

Lo scorso anno ho visto il musical Priscilla e in una scena ormai famosa i protagonisti della storia cantavano imitando i Village People. Per curiosità ho fatto una breve ricerca ed ho scoperto che i cantanti del famoso gruppo americano sono ancora vivi , nonostante la " leggenda metropolitana" che fossero tutti morti di Aids.
 E quello di loro che mi ha maggiormente interessato per la sua storia personale è stato Felipe Rose, l'indiano , che mi era  sempre piaciuto di più anche come cantante
Felipe Ortiz Rose, nato il 12 gennaio 1954, è stato uno dei membri fondatori dei  Village People , in cui  era il nativo americano. Sua madre è  portoricana e suo padre è un nativo americano, Lakota Sioux .
Rose  è nato a New York ed è  cresciuto a Brooklyn, dove  fin dall'infanzia ha mostrato un vivo interesse per le arti . Sua madre è stata la sua principale fonte di ispirazione perché   era stata una ballerina di Copacabana tra gli anni  40 e  50. Nel 1970, quando Rose ha 16 anni, vince una borsa di studio per studiare danza con il Ballet de Puerto Rico sotto la guida di Pascual Guzman . 
Ben presto, Rose  inizia ad avventurarsi sulle scene dei  nightclub  ma nello stesso tempo sua zia lo introduce in ben  altre influenze della danza,  raccomandandogli  di onorare anche  il patrimonio culturale di suo padre, di cui  porterà le  insegne tribali  nel suo abbigliamento  indiano.  
Rose sta  lavorando come ballerino e barista nel club gay  New York Go-Go , vestito come un indiano, quando viene scoperto dal produttore francese  Jacques Morali e dal produttore esecutivo Henri Belolo e  diventa  la prima recluta per i Village People, un gruppo di cantanti in cui ogni individuo  indossava un costume diverso ed una particolare identità.
Mentre i produttori sono occupati a reclutare e a preparare gli altri membri del gruppo, Rose è  inviato a Parigi, dove coreografa  un numero  di danza pellerossa per il Crazy Horse Saloon . Quando torna negli  Stati Uniti,   suggerisce che gli altri membri del gruppo indossino uniformi che rappresentino diverse occupazioni da " macho"  nel Greenwich Village, il famoso quartiere di New York
Nel 1977, i Village People hanno   il loro primo successo con "San Francisco",  nel Regno Unito però . Poi, nel 1978 hanno  i loro primi successi anche negli Stati Uniti con " Macho Man "e " YMCA ". 
Nel 1980, Rose  canta  e balla  per il maestro di musica latina Tito Puente e  recita anche in una produzione teatrale regionale di West Side Story . Nel 1996, Rose dà inizio al Gruppo Tomahawk, un a  casa discografica societaria che gestisce i Village People. le loro canzoni e i molti impegni del gruppo, ma in seguito  Rose sarà anche  il produttore di vari altri artisti.
Nel 2000, Rose  inizia  a lavorare da solista.
 Il suo singolo "Tracce dei Tears" è stato nominato a 3 Awards NAMMY ( Native American Music Awards ) per la miglior registrazione storica, per la canzone dell'anno e per il miglior produttore.
Nel 2002, Rose  apre il 5 ° Annual Native American Music Awards  nell'Anfiteatro Marcus di Milwaukee, Wisconsin . Nello stesso anno vince il premio  NAMMY per la registrazione storica.
Nell'agosto  2002, Rose si trasferisce a Richmond, in Virginia, e il 12 gennaio 2005  dona  il disco d'oro per la hit "YMCA" al Museo Nazionale degli Indiani Americani di Washington, DC .
Rose è apparso anche  in alcuni film,  come Non Stop the Music (1980), The Best of Village People (1993), e Piume e pelli: la storia dei Village People (1999), e in  documentari sui Village People e in  The E! True Hollywood Story
Rose e i Village People hanno raccolto milioni di dollari per molti enti di beneficenza, tra cui  il Fondo Native American College e vari altri  per l' AIDS.
Rose è un membro del Consiglio di Amministrazione del Consiglio consultivo del Native American Music Association , della   Laras- Latin Grammy , e del  Winter Music Conference
Attualmente vive a Asbury Park , nel New Jersey
Il suo bellissimo sito http://www.feliperose.com/  merita di essere visitato almeno una volta
In particolare mi è piaciuta tantissimo la pagina con le sue opere artistiche http://www.feliperose.com/Art.html