sabato 22 ottobre 2011

Giaglione e No Tav

" Si sono intensificate stamani, da parte delle forze dell’ordine, le attività di controllo del territorio e monitoraggio delle aree intorno al cantiere della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione alla Maddalena di Chiomonte, dove domani si svolgerà la manifestazione dei movimenti No Tav.
Dalla scorsa mezzanotte l’area è off limits, secondo quanto stabilito con un’ordinanza del Prefetto di Torino che prevede la chiusura di tratti di strade provinciali, vie, sentieri, prati e boschi a Chiomonte e Giaglione, i due comuni dove si svolgerà la manifestazione di domani.
Per il pomeriggio di oggi è previsto un sopralluogo nella zona della Maddalena da parte di un gruppo di leader dei movimenti No Tav per verificare il percorso del corteo di domenica che dovrebbe partire dal campo sportivo di Giaglione. Sia nell’assemblea di giovedì sera, sia nella giornata di ieri, i movimenti No Tav hanno confermato la volontà di raggiungere le reti di protezione del cantiere, ma anche quella di evitare incidenti e scontri. L’area off limits sarà protetta da un consistente numero di uomini di forze dell’ordine (si è parlato di di 1.600-2.000 unità fra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza), con idranti e anche elicotteri.
A vigilare che nessuno provi a violare la "zona rossa" ci sono centinaia di uomini e il numero delle forze dell’ordine impegnate il giorno della manifestazione sarà di circa 2.000 unità. I No Tav protestano: «L’area interdetta è stata raddoppiata, così si aumenta la tensione». C’è forte apprensione in Val di Susa, perchè non tutti sembrano disposti ad accettare l’obbligo di restare lontano dalla recinzione."  22 ottobre 2011 da La Stampa online Torino


I miei bisnonni venivano da Coazze e si stabilirono a Giaglione più di un secolo fa; mia nonna parlava il giaglionese e mio papa' anche. Io sono nata lontana dal paese di nascita di mio papà, ma lo conosco bene E  sono  contraria alla TAV, che sara' l' ultimo anello di uno scempio perpetrato dall’uomo "moderno" alla bella Val di Susa, alle sue montagne e alle sue popolazioni, da secoli fieri combattenti contro gli invasori . Giaglione in particolare ha una lunghissima storia molto interessante.
I Valsusini della Val di Susa non sono valligiani sperduti tra le montagne. In questa bellissima valle piemontese al confine con la Francia vi sono rinomate stazioni sciistiche, culture antiche e lingue ormai scomparse altrove. A tre chilometri da Susa, sulla strada a tornanti che porta al passo del Moncenisio, si trova Giaglione, diviso in borgate, sparse sulla montagna, a 800 metri circa dal livello del mare, con una bella chiesa antica al centro, che si erge isolata, e circondato dalle Alpi piemontesi, le alte montagne innevate dove passò Annibale con i suoi elefanti di storica memoria .   Di fronte al paese si erge alto ed imponente il Rocciamelone, maestoso quando è imbiancato dalle nevi dell' inverno. Giaglione è uno dei paesi No Tav
Ma è anche un paese con una storia lunga ed affascinante: alla confluenza tra due valli, si affaccia sulla Dora sottostante, proprio là dove la fine delle glaciazioni formò il profondo letto del fiume e le alte pareti rocciose delle Gorge, di difficile accesso ma estremamente affascinanti nella loro selvaggia unicità
Il torrente Clarea invece, canalizzato nel 1459 per meglio sfruttare le sue acque, fu all' origine di secolari discordie fin da epoche assai remote, spesso degenerate in scontri armati fra gli abitanti delle terre limitrofe. In epoca medievale il dissidio per il possesso dell' acqua della Clarea fu acuito da motivi religiosi per la presenza valdese e luterana in alta valle e dall' appartenenza a stati diversi delle parti in lite. L’ importanza del torrente era dovuta anche al fatto che le sue acque mettevano in moto i mulini della Comunità dei Signori feudali . Sul versante dei Colli, rivolto a Nord, alcune decine di metri sopra la statale del Moncenisio, in una zona ormai appartata, dove una volta passava una mulattiera, si trovano ancora dei possibili menhirs e nel II - III secolo dopo Cristo i Romani costruirono proprio qui, nella regione detta Favaruta, un nuovo percorso per abbreviare i movimenti fra Susa e la Valle dell' Arc.
La prima metà del X secolo segnò il periodo piu' misero per la Valle di Susa perchè, entrata nella marca di Torino, nel più vasto regno d' Italia, subì le scorrerie saracene giunte da Francia e Borgogna.
Il risveglio iniziò con la cacciata dei Saraceni da parte di Arduino III attorno al 951. Suo nipote Olderico Manfredi si distinse per le donazioni alle nuove abbazie sorte nel frattempo e la figlia Adelaide ereditò le sue ricchezze e sopravvisse a tre mariti . Uno di questi fu Odone, figlio del Conte Umberto Biancamano; iniziò così a formarsi la dominazione sabauda dei futuri Savoia . Importante per Giaglione fu sicuramente la figura di questa donna ed i suoi rapporti con le abbazie della Novalesa e di San Giusto di Susa, che per secoli mantenne la propria giurisdizione spirituale e scomunicò o inquisì i sospetti di eresia. In tempi successivi il paese vide passare i Lanzichenecchi prima, i Francesi, che nel 1537, al tempo della vendemmia, irritati per la tenace resistenza degli uomini del paese, si sparsero furenti per le borgate ed incediarono il castello superiore e delle case intorno, saccheggiando quelle rimaste, e gli Spagnoli poi .
Nel libro " Giaglione Storia di una comunità " di Baldassare Molino si racconta inoltre che i libri dei sindaci registrarono nel 1666 un contributo di uomini per fare la guardia contro gli eretici valdesi di Luserna e dell' uccisione nel 1689 degli esuli valdesi al ritorno verso le valli natie, dopo le persecuzioni di Vittorio Amedeo e dei Francesi, e di numerosi di loro sulle barricate fatte ergere in paese.
E che dire poi dell' accusa di eresia all' intera comunità nell'agosto 1541, quando venne presa di mira dall' inquisitore della Novalesa ? Alcuni abitanti furono anche in seguito, nella seconda metà del XVI secolo, vittime della mania ossessiva di vedere streghe ovunque e, processati e torturati, furono poi condannati a morte o condannati al carcere a vita e alla confisca di tutti i loro beni.
Da Giaglione nel 1600 passarono anche le epidemie di peste che falcidiavano l'alta valle e la Maurienne, e da qui passò  pure Napoleone Bonaparte
Ancora oggi a Giaglione si può assistere, in determinate feste religiose, in particolare il 22 gennaio, giorno del patrono San Vincenzo, alla Danza degli Spadonari, la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Quattro uomini, accompagnati dalla musica, eseguono un numero prestabilito di figure e di movimenti coreografici, con un particolare abbigliamento: camicia e guanti bianchi, pantaloni e scarpe blu, giubbotti con alamari, ognuno dei quattro di diverso colore, un grembiulino di foggia massonica ed un bellissimo copricapo ricoperto di fiori frutti e nastri colorati.
Le spade usate per la danza sono spadoni da torneo di 130 cm, usate a due mani, con l' impugnatura con due borchie di ottone e la lama dritta a doppio taglio.
Si pensa che l' origine di questo ballo armato debba essere ricercato nella tradizione bellica dei Celti. La festa del dio del fuoco Beldan dei primi di maggio era molto importante per i celti perchè le ragazze si incoronavano e i giovanotti ballavano agitando le spade.
 Anche il bran, collegato alla Danza degli Spadonari, nasce pure lui a Giaglione.
Il bran è una grande composizione che una ragazza del paese porta durante il corteo, tenendolo alto sul capo: è un traliccio fatto con fiori, spighe di grano e grappoli d' uva, intessuto con fiocchi e nastri colorati, che in basso ha una grossa forma di pane casereccio, a rappresentare la radice di tutto. Con il bran e gli Spadonari sfilano anche le 6 priore e le donne del paese in costume
A Giaglione si parla ancora un patois francoprovenzale e vi è un Centro di documentazione molto interessante
Il francoprovenzale è l' insieme dei dialetti galloromanzi dei dintorni di Lione, della Savoia, della Svizzera francese, della Valle d’Aosta e di una piccola parte del Piemonte: la media e bassa Val Susa, la Val Cenischia, la Val Sangone, le Valli di Lanzo, le Valli Orco e Soana.
Giaglione è una roccaforte di questo dialetto molto particolare, che fu insegnato come prima lingua ai bambini fino ai primi anni '60, se entrambi i genitori erano Giaglionesi . Conoscerlo e capirlo è l' eredità dei nostri padri, il segreto della loro vita, delle loro sofferenze e delle loro gioie ...

Io spero con tutto il cuore che domani Giaglione resti un luogo di pace e di gioia e che le manifestazioni No Tav  non debbano subire violenze e pestaggi, come è già successo altre volte, purtroppo

giovedì 20 ottobre 2011

Giustizia per gli schiavi di Hitler

Alla fine di  settembre ho ricevuto questa mail dal sito http://www.schiavidihitler.it/
" Io sostengo il punto di vista che una parte importante della realizzazione dei diritti umani sia il diritto di chiunque sia stato o sia costretto a lavorare per altri a ricevere l'adeguata ricompensa. Per il lavoratore coatto questo indennizzo deve essere dato da chi ha tratto profitto da lui”.
Simon Wiesenthal, lettera a Ricciotti Lazzero, 20 marzo 2000

Giustizia per le vittime italiane e greche del nazismo
Dal 12 al 16 settembre si terrà presso la Corte internazionale di giustizia a L’Aia il dibattimento inerente il ricorso presentato dalla Germania contro l’Italia per le sentenze della nostra Corte di Cassazione in merito alle cause giudiziarie in corso relative a:
- sfruttamento del lavoro coatto di oltre settecentomila internati militari e civili italiani deportati dopo l’8 settembre 1943,
- eccidi compiuti dall’esercito tedesco contro i civili sugli Appennini nel corso della 2a guerra mondiale
- esecutività in Italia delle sentenze dei tribunali greci relative alla strage di Distomo.
La difesa dell’immunità degli stati trova la convergenza del governo tedesco e di quello italiano, ribadita da una dichiarazione congiunta che affida al tribunale internazionale “il chiarimento su tale questione” contro la decisione della nostra massima Corte, che con chiarezza ha ribadito che gli stati non possono pretendere immunità quando commettono gravi crimini di guerra o crimini contro l'umanità.
Noi temiamo che con il processo a L’Aia si vogliano chiudere definitivamente i capitoli dolosi e dolorosi della nostra storia a cui non si è voluto per oltre sessantacinque anni rendere giustizia.
Critichiamo e condanniamo l’atteggiamento del governo tedesco, che rifiutando il riconoscimento delle responsabilità delle sue imprese e del nazismo antepone alla giustizia e alla storia degli individui gli interessi economici e le opportunità politiche. Nello stesso tempo critichiamo e condanniamo l’atteggiamento del governo italiano, che offende i suoi cittadini e la storia del Paese in nome della ragione di stato e sospende l’esecutività delle sentenze dei tribunali della Repubblica.
Ancora una volta la vicenda della deportazione per lavoro coatto e le stragi di civili sono oggetto di scambio in nome di interessi che nulla hanno a che fare con la dignità degli individui e delle nazioni.
Tutto questo è particolarmente grave nella comune dimensione europea e costituisce un’offesa a qualsiasi politica che sulla ”memoria” voglia costruire un patrimonio comune in grado di orientare e di essere di monito al presente, per preservarlo dagli errori e dalle tragedie del passato.
Ma c’è di più in questo processo che si apre a L’Aia, che va al di là dello spregio dei cittadini italiani e greci, macinati dalla guerra nazista e dalla real-politik di tutti i governi del dopoguerra, qualcosa su cui dobbiamo porre attenzione.
La corte è chiamata ad esprimere un giudizio e fare giurisprudenza sul delicato e decisivo confine fra diritto individuale e responsabilità istituzionale. In discussione a L’Aia c’è in generale il principio dell’immunità degli stati oltre“il punto di rottura dell'esercizio tollerabile della sovranità“, un principio che attiene il diritto internazionale dei popoli nel presente.
Storia della nazione e dei suoi cittadini, diritti individuali e collettivi sono in discussione in una causa ignorata dai media e coperta dal silenzio degli stati.
Riteniamo indispensabile in questa occasione fare sentire la nostra protesta e invitiamo quanti provano la nostra stessa preoccupazione ed indignazione a fare sentire la loro voce in tutte le sedi che giudicheranno più opportune.
Cernobbio 8 settembre 2011
Centro di ricerca “Schiavi di Hitler”
Claudio Sommaruga, Valter Merazzi, Maura Sala. "

Per i nostri genitori che furono IMI e schiavi del nazismo e che se ne sono andati nel silenzio, dimenticati dalle autorità che avrebbero dovuto risarcirli per tutto ciò che passarono in quei terribili anni di guerra, nei campi di concentramento tedeschi, noi, loro figli e figlie, che abbiamo vissuto con loro e con i loro silenzi ed i loro incubi ed il loro dolore per tutto  ciò che hanno subito, dobbiamo continuare a tenere viva la loro memoria e  far sì che la Germania riconosca finalmente i loro diritti di prigionieri di guerra sfruttati a 20 anni da un regime assurdo e vigliacco, che li trattò come bestie da sfruttare senza pietà
Un grazie dunque ai volontari che gestiscono il sito “Schiavi di Hitler” e che ci tengono informati con le notizie più importanti su questa farsa che dura da troppi anni ormai . Noi non vogliamo i loro soldi, sporchi del sangue di troppe vittime innocenti, ma vogliamo giustizia, la giustizia che i nostri padri non hanno mai avuto

domenica 16 ottobre 2011

Finanziamenti per il teatro di Verbania

" La giunta regionale ha approvato il Pisu, che porterà 12 milioni di euro alla città di Verbania e che permetterà di realizzare il progetto del nuovo centro eventi multifunzionale all’Arena,  firmato dall’architetto Arroyo. Lo ha ufficializzato l’assessore regionale Massimo Giordano, a Baveno per presentare progetti di sviluppo industriale del Vco, che ha annunciato: “Nei prossimi giorni sarò con Cota a Verbania per consegnare l'assegno a Marco Zacchera”. E ha aggiunto: “so che ci sono state diverse polemiche sul territorio, ma abbiamo verificato la piena legittimità di questo progetto”. ..." da VCOAzzurra News   
Il Vco è un' area di crisi ormai , con le fabbriche che chiudono e la disoccupazione che aumenta in modo esponenziale.
Non era forse meglio destinare quei 12 milioni di euro per gli Ospedali, i Ciss locali, le scuole del nostro territorio e per i giovani e meno giovani che non trovano più un lavoro?
Un teatro nuovo esiste già : è la Fabbrica di Villadossola che sta avendo un boom di abbonamenti per gli spettacoli invernali . Ben 530 solo i primi giorni di apertura  delle vendite di quest'anno .... !!!

martedì 11 ottobre 2011

Un sabato sera...

" La cronaca è quella di un’altra notte da far west, come troppo spesso accade nei fine settimana  ... I protagonisti, in questo caso, sono stati alcuni marocchini arrivati da Biella che sabato prima e dopo la mezzanotte ne hanno combinate di tutti i colori. Nel primo caso quattro giovani, secondo le testimonianze, in preda ai fumi dell'alcol e per futili motivi, hanno malmenato il proprietario di un bar in via Cavallotti, molto frequentato e pieno di ragazzi a quell’ora. I quattro si sono poi dileguati senza lasciare tracce e, per altro, potrebbero essere stati loro a rapinare un ragazzo che era appena sceso dall’autobus in piazza Beltrami, sull’ultima corsa serale. Rissa anche nelle vicinanze della discoteca Kelly, con calci, pugni e qualcuno dice anche un coltello: l'immediato intervento della volante del commissariato di Omegna che ha consentito di evitare che la situazione degenerasse. Tre marocchini sono stati fermati e portati in commissariato. Al momento sono sottoposti a custodia cautelare a Verbania... " da VcoAzzurranews
Omegna è una tranquilla città dove ci si muove sicuri, senza problemi , anche a piedi. In queste ultime giornate ben soleggiate di un anomalo autunno, ricco di caldo e di vento, come non succedeva da anni ed anni, si incontrano ancora turisti italiani e stranieri che passeggiano per le vie del centro  e tante persone del posto che approfittano del clima mite Spesso si incontrano anche le auto di polizia e carabinieri in servizio per le strade cittadine, che girano rassicuranti fin dal mattino
E poi all'improvviso si leggono sui quotidiani locali queste brutte notizie che lasciano sgomenti. Il proprietario del locale è rimasto ferito, ha il setto nasale rotto ed è sotto choc. Si può dire che è stato proprio fortunato come lo sono state le altre vittime di sabato, grazie all'aiuto delle persone presenti che sono intervenute subito ed al tempestivo arrivo delle forze dell'ordine chiamate dai testimoni delle aggressioni
Ma la prossima volta ? Cosa succederà la prossima volta quando altri violenti ( sabato vi erano anche degli italiani, comunque , insieme con gli extracomunitari ) arriveranno nella nostra città a creare lo scompiglio ???

domenica 25 settembre 2011

Servizio Civile Nazionale: bando 2011

Il 20 settembre è uscito il nuovo Bando destinato ai giovani che desiderano vivere l'esperienza di un anno di servizio civile.
La novità di quest'anno è che è stata innalzata di un anno l'età per poter presentare domanda : è sufficiente non avere ancora compiuto i 29 anni al momento della presentazione della domanda. Invariati il compenso mensile (433 euro) e il monte ore settimanale medio (30 ore).
Per dare la possibilità a tutti i giovani di fare una scelta in modo consapevole, a tutti i candidati che presenteranno la domanda di ammissione verrà proposto un colloquio di orientamento preliminare, per valutare insieme quale potrebbe essere il progetto più adatto sul quale orientarsi.
Per partecipare al bando in corso, la domanda di ammissione va presentata entro il 21 ottobre. L'avvio dei 21 giovani che saranno selezionati è previsto per gennaio 2012.

Sportelli informativi presso il quale è possibile presentare la domanda :
martedì, mercoledì, venerdì : dalle 9.15 alle 12.30 - spazio LIP c/o Forum Omegna
giovedì dalle 14.15 alle 16.30 - Informagiovani Omegna
Per maggiori dettagli sui progetti disponibili andate alla pagina http://www.aurive.it/scn_omegna.html
Informazioni telefoniche possono essere richieste all'Informagiovani di Omegna (tel. 0323 88.72.35) durante gli orari di apertura, dal martedì al sabato.

"Giuliana e il capitano"

Il regista Vanni Vallino ha ultimato la realizzazione del film "Giuliana e il capitano" dedicato al Capitano Beltrami ed a sua moglie. Il film verrà proiettato in anteprima il   12 ottobre al teatro Marassi del comune di Pieve Vergonte (VB)  e quindi il 13 ottobre a Novara al Cinema Vip di via Perazzi alle ore 21,00.

lunedì 12 settembre 2011

Superphénix e Tricastin, precedenti inquietanti

La Francia non è nuova agli  " incidenti " nucleari. Le sue centrali sono tante, troppe forse, e alcune sono fin troppo vicine ai nostri confini e al nostro territorio piemontese, purtroppo. Ricordo bene, per esempio, il Superphénix , la centrale elettrica nucleare, sul fiume Rodano presso Creys-Malville, nel comune di Creys-Mépieu, a circa 60 km dal confine svizzero e a 100 km dal confine italiano, formata da un reattore nucleare veloce autofertilizzante (FBR) sperimentale, che smise di produrre energia elettrica nel 1996 e chiuse nel 1997.
Il progetto della centrale era iniziato nel 1968, nello stesso anno in cui cominciò ache la costruzione del reattore Phénix di potenza inferiore, dopo l'abbandono dei reattori gas-grafite. La costruzione venne approvata nel 1972 e durò dal 1974 al 1981, ma la produzione di energia  iniziò solamente nel 1985. I costi salirono rapidamente durante la costruzione. L'impianto fu condotto dal consorzio NERSA, di cui la EDF deteneva il 51% ed ENEL il 33%, ma ci furono molte proteste popolari durante la costruzione; in particolare una marcia di 60.000 persone nel luglio 1977 fu dispersa dalle forze dell'ordine francesi, con la morte di Vital Michalon e il ferimento di oltre un centinaio di partecipanti.
La potenza nominale della centrale era di 1.200 MW  ma, con il passare del tempo, si generarono altri problemi  molto seri perchè il sistema di raffreddamento del sodio liquido subì corrosioni e perdite.  Finalmente risolti questi problemi, nel dicembre 1996 la potenza raggiunse il 90% della potenza nominale. Ma l'impianto fu chiuso temporaneamente nel settembre 1990 perchè due  incidenti precedenti erano culminati in un terzo, che innescò uno spegnimento automatico del reattore E tre mesi dopo, il 13 dicembre 1990, vi furono danni strutturali con il crollo del tetto della sala macchine  dopo una forte nevicata. La produzione non riprese fino al 1992
  Dei suoi undici anni di vita, 5 anni, - 63 mesi -, vennero impiegati nell'esercizio normale della centrale, la maggior parte del tempo a potenza ridotta; 2 anni, - 25 mesi -, di fermo per risolvere problemi tecnici dovuti al prototipo e altri 5 anni,- 66 mesi -, persi per questioni politiche ed amministrative !
Ma  incidenti  e misteri ancor più gravi - materiali radioattivi sfuggiti di mano, scorie dimenticate,  addirittura di bombe atomiche - appartengono al sito nucleare di Tricastin, il più grande della Francia, in Provenza, veramente a due passi dal confine con l’Italia.
La mattina dell’8 luglio 2008  fu segnalato un incidente che in realtà era successo la sera prima in uno dei laboratori dove si decontaminavano gli strumenti serviti per l’arricchimento
Il sito nucleare,  la centrale di Edf, è fatta da una serie di laboratori -  Comurhex , Eurodif,  Socatri, tutti del gruppo Areva - che lavorano l’uranio grezzo, ne ottengono un gas, lo arricchiscono per la fissione con cui si produce energia e  successivamente decontaminano gli strumenti serviti per l’arricchimento
I controlli successivi fecero scoprire falde sotterranee contaminate e contaminazioni di uranio molto lontane dal sito, precedenti a quel misterioso incidente avvenuto in uno dei capannoni di Tricastin ; alcuni giorni dopo
a un paio di chilometri di distanza dalla centrale furono trovate falde freatiche e pozzi privati con il tasso di uranio, rilevato dall’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare, l’Irsn, fino a punte di 64 microgrammi per litro, ben oltre i 15 ammessi dall’Oms per dichiarare potabile l’acqua.
Agli abitanti dei quattro Comuni - Bollène, Lapalud, Lamotte-du-Rhone, Mondragon - che vivevano all’ombra delle due grandi ciminiere di Tricastin,  nella pianura a cavallo tra la Vaucluse e la Drome, fu proibito di usare  l’acqua ( proibito bere, nuotare, mangiare il pesce, irrigare i campi...) Ordine impovviso che gettò tutti nel panico
Secondo una  commissione di ricerca indipendente sulla radioattività, la Criirad, la contaminazione di tutto il territorio sarebbe stata collegata a 700 tonnellate di scorie nucleari  sepolte  sotto un cumulo di quattro metri di terra proprio nel sito nucleare. Era il prodotto della ventennale opera della Cogema -  del gruppo Areva -che nel periodo 1970 - 1996 aveva supportato la grandeur nucleare francese al fianco della Cea, la commissione atomica: a Tricastin allora arricchivano l’uranio  al 90% ( contro il 3% dell’uranio  civile ) per costruire ordigni nucleari.   Sarebbero stati proprio i rifiuti di quei processi ad aver  arricchito  pure le acque di Bollène.

Già nel 2002  la stessa commissione indipendente aveva  rilevato tutt’intorno a Tricastin livelli di  radiazioni abnormi , che aveva denunciato il rischio per la popolazione di contrarre tumori in un  lungo periodo futuro
 E  il 23 giugno 1986 - nel periodo funesto di Chernobyl -,  a Tricastin  una fuga di esafluoruro d’uranio portò il livello di radioattività dell’aria a 130 bequerel per metro cubo,  quando il dato normale è di 0.00001!
Una ricerca dell’Alto Commissariato per l’energia atomica, il rapporto Guillemont,  riportava quest’ultimo incidente, così come altri occorsi nel 1991 -sgocciolamento di nitrato d’uranio sulla ferrovia della Sogema - e,  nel 1997, una fuga nel terreno di uranio arricchito. Mentre nel 1985 i valori di tritio e carbonio 14 rilevati furono abnormi  ...

Esplosione nucleare ?

Oggi alle 16 l’autorità per la sicurezza nucleare francese ha dichiarato conclusa l’emergenza per l’esplosione di un forno utilizzato per il riciclaggio di scorie a bassa radioattività nell’impianto Centraco di Codolet (Marcoule), nel sud della Francia, vicino ad Avignone, a 257 chilometri da Torino. L’esplosione si sarebbe verificata intorno alle 11 e 45 di questa mattina. Un tecnico è morto investito dallo scoppio, ma ci sarebbero anche quattro feriti, uno dei quali  molto grave
In Piemonte si sta monitorando e registrando l’eventuale variazione di radioattività. Al momento non si è segnalato nessun scostamento dai valori normali, ma ci vogliono almeno 24-48 ore prima di avere dei cambiamenti.
Spero che sia vero ciò che i Francesi hanno comunicato e che non vi siano problemi di radioattività qui in Piemonte, a " due passi " dall' ennesimo guaio in una centrale nucleare !!!

Oltralpe ci sono  59 centrali ma Marcoule è stata la prima centrale nucleare francese, nel Languedoc-Roussillion. La centrale possiede 3 reattori UNGG (una versione francese del Magnox inglese) da 79 MW totali. Nello stesso sito esiste anche un altro reattore , il Nø1, costruito dal 1955 al 1956 da soli 2 MW e non utilizzato per la produzione elettrica. Nel sito furono infatti costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese, ma attualmente l'impianto è stato in gran parte riconvertito a impianto di trattamento delle scorie.