domenica 26 giugno 2011

NO TAV , la Valle che resiste

In questi due ultimi mesi in Val di Susa è di nuovo ripresa la lotta di una parte della popolazione per difendere il territorio ed impedire la creazione della Tav, la linea ad alta velocità, che dovrebbe collegare l'Italia con la Francia passando da una nuova galleria, da costruire a Chiomonte
Oggi la Padania, il quotidiano della Lega, ha dedicato il titolo di apertura e due pagine all’interno del giornale alla Tav con un’intervista al ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha dichiarato :«Il cantiere si apre entro il 30, e l’opera si fa, se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue ma soprattutto ai collegamenti con l’Europa, e quindi diciamo addio al futuro», ed un'altra al  viceministro delle Infrastrutture Roberto Castelli, che riferisce dell’allerta lanciata dal Viminale sui contestatori: «Chi si oppone non credo che riuscirà a fermare il cantiere, non deve farlo». Castelli  definisce le ragioni addotte dai No-Tav «tutte balle». «Sono le solite argomentazioni trite e ritrite che i Verdi ad oltranza tirano fuori contro qualsiasi opera pubblica». In realtà, Castelli sostiene che «agli ultimi irriducibili rimasti, della Tav non frega più nulla. È diventata il pretesto per una sfida allo Stato. Partigiani contro lo stato nazista: sono ormai fuori dalla realtà».
( dal quotidiano La Stampa di Torino )
Per sgomberare il presidio No TAV di Chiomonte, in modo da dar avvio ai cantieri della Maddalena, è stato deciso  l'intervento delle forze dell'ordine 
«Una soluzione sbagliata e Controproducente». Cosi' e' stata definita questa decisione da una quindicina di esponenti della cultura, della Chiesa e del mondo sindacale, che hanno sottoscritto un appello per chiedere di sospendere l'inizio dei lavori per aprire un tavolo di confronto.

A firmare l'appello, intitolato «Fermatevi», sono stati: Paolo Beni, Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli.
Nell'appello si sottolinea che : «La costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non e' una questione (solo) locale e l'opposizione delle popolazioni interessate non è un semplice problema di ordine pubblico». «Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali» «Per questo, unendoci ai diversi appelli che si moltiplicano nel Paese, chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalità ; si sospenda l'inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale (sino ad oggi eluso) su opportunità, praticabilità e costi dell'opera e sulle eventuali alternative». In un momento di grave crisi  «riesaminare senza preconcetti decisioni assunte venti anni fa è segno non di debolezza ma di responsabilità e di intelligenza politica».
(dal quotidiano  La Stampa di Torino)
Il 10 Giugno 2011 il sindaco valsusino di Sant’Ambrogio Dario Fracchia ha inviato al quotidiano torinese una Lettera aperta al giornalista Luigi La Spina, che aveva scritto nell' articolo "Torino-Lione, il dovere dei Sindaci" :  "Dopo anni di polemiche, contestazioni, trattative, la prossima settimana dovrebbe segnare l’inizio, concreto seppur quasi simbolico, dei lavori per la nuova ferrovia Torino-Lione. Si tratta del primo pezzo, in Italia, del famoso «corridoio 5», il grande asse di comunicazione tra l’Ovest e l’Est dell’Europa, destinato a rivoluzionare il trasporto delle merci attraverso il nostro Continente. Il clima politico e sociale nel quale si aprirà il cantiere destinato a inaugurare questa opera, fondamentale per lo sviluppo economico del Nord e, in particolar modo, del Piemonte, si annuncia pessimo. Negli ultimi giorni, agli annunci di mobilitazione di coloro che si oppongono al progetto, sono seguite minacce di morte, in puro stile terrorista, nei confronti di coloro che, invece, lo sostengono. L’ipotesi di un ricorso, deliberato e provocatorio, alla violenza da parte di gruppi estremisti è purtroppo prevedibile, nell’intento di suscitare una tale esasperazione emotiva da impedire un ragionevole confronto di idee e il rispetto delle decisioni assunte sulla base della regola fondamentale in democrazia, la volontà della maggioranza.
Da circa sei anni una commissione, guidata dall’architetto Virano, ha esaminato, con le parti coinvolte nel progetto, tutti i problemi ambientali, economici, sociali che la cosiddetta Tav potrebbe procurare alla vita delle popolazioni valsusine. Perché è ovvio il consenso di chi non è toccato direttamente dai disagi che arrecheranno i lavori e ne vede solo i vantaggi futuri.
Mentre è del tutto comprensibile la preoccupazione di chi, invece, vive in prossimità della nuova linea. Così, il tracciato della ferrovia è stato profondamente cambiato, il sistema di smaltimento dei rifiuti è passato dal camion al treno, sono state assicurate le stesse garanzie di sicurezza che sono valide in tutt’Europa e che sono state accettate per i valichi del Brennero, del Gottardo, del Loetschberg. E’ stato stabilito, infine, un piano di compensazioni per la Valsusa che prevede numerose opere di riqualificazione e ammodernamento infrastrutturale. Una prima parte di questi finanziamenti è stata varata, il resto arriverà man mano che i lavori avanzeranno.
Il metodo della trattativa e del confronto, almeno con chi non lo rifiuta pregiudizialmente, si è rivelato, quindi, fruttuoso ed è servito anche a fornire risposte esaurienti ad alcune obiezioni fondamentali sulla convenienza del progetto. E’ evidente, infatti, che le stime sui volumi di traffico non si possono calcolare sulla situazione attuale, ma sulla base delle previsioni per i prossimi cinquanta o cento anni. Basta ricordare le vicende del piano autostradale varato in Italia all’inizio della seconda metà del secolo scorso: sembrava sovrabbondante, ora ne lamentiamo le insufficienze. Anche le critiche relative ai costi non sembrano giustificate, perché la Ue ha destinato i finanziamenti solo per questo progetto. Se l’Italia rinunciasse, non solo non vedrebbe un euro per qualsiasi opera alternativa, ma sarebbe costretta a pagare penali per circa due miliardi. I vantaggi, poi, per l’economia locale, tra quelli diretti e quelli indiretti, non sono trascurabili, soprattutto in un periodo di crisi occupazionale come questo. Solo per scavare i sette chilometri del tunnel della Maddalena, un centesimo dell’intera opera, si calcolano ricadute di 35-40 milioni di euro. La previsione di una fermata della ferrovia a Susa, infine, consentirà ai viaggiatori che provengono da Londra o da Parigi o da Madrid di arrivare velocemente nel cuore della Valsusa, con conseguenze turistiche facilmente intuibili. Nel tentativo di svelenire un clima che si stava facendo davvero troppo acceso, la decisione del ministro Maroni di riservare solo alle forze dell’ordine il compito di tutelare la sicurezza dei lavori, escludendo quelle militari, è apparsa davvero opportuna. Ma il clima nel quale si aprirà il cantiere di Chiomonte è affidato soprattutto alla responsabilità di coloro che rappresentano alcune istituzioni locali: i sindaci e il presidente della Comunità montana, Sandro Plano. Toccherà a loro il compito di assicurare che le frange estremiste e paraterroristiche rimangano isolate da coloro che, anche legittimamente, restano contrari al progetto e vogliono esprimere il loro dissenso in maniera pacifica. Il crinale fra la tentazione di accendere lo scontro per ingigantire il loro ruolo di mediatori e di unici potenziali pompieri della protesta «no Tav» si sta facendo troppo stretto e pericoloso. Di fronte alle minacce di morte e di violenza, non si tratta più di un invito alla coerenza politica fra la loro militanza nel Partito democratico che si batte per la realizzazione dell’opera e la loro opposta convinzione. Ma del rispetto per il compito istituzionale che devono rivestire: quello di rappresentanti di tutta la popolazione e, soprattutto, dello Stato italiano. Come ricorda, tra l’altro, la fascia tricolore che indossano."
   Sant'Ambrogio, 10 Giugno 2011
   Gentile Luigi La Spina,
sono uno di quei sindaci ai quali lei nel suo ultimo articolo si rivolge in modo particolare. So perfettamente che questa lettera così come l'opinione dei miei colleghi e del Presidente della Comunità Montana non troverà spazio alcuno sul suo giornale per non turbare il "pensiero unico", ma ci tengo comunque a manifestarle la mia opinione attraverso la mia esperienza di sindaco e cittadino della Valle di Susa. Lo ritengo un atto dovuto, non tanto per farle cambiatre opinione, ma semplicemente per dovere di informazione. Per guadagnare tempo, non utilizzerò lo stile ciceroniano ma quello anglosassone e asciutto dei numeri e dei dati, elencandole qui di seguito quelli più sugnificativi e ai più non conosciuti, lei compreso, vista la non concoscenza dei fatti e dei progetti che dimostra nel suo articolo, infarcito di informazioni errate, alcune addiritura inventate e di clamorose omissioni.
1) partiamo dal "famoso corridoio 5" Lisbiona- Kiev": il Portogallo il 6 Aprile scorso ha chiesto un prestito di 80 miliardi di euro ed è sull'orlo del fallimento. La Spagna è sulla stessa strada e si è ritirata dal progetto. Per non parlare di Kiev - Ucraina -: pochi giorni fa ha chiesto aiuto all'Europa perchè vicina alla bancarotta.
2) le merci che arrivano dall'est in Europa si muovono nel nostro continente sull'asse nord-sud sfruttando il sistema portuale: di quale "rivoluzione" dei trasporti in Europa sta parlando se non conosce neppure questo macro dato?
3) Chi si oppone all'opera è un'intera popolazione di persone per bene e pacifiche, preparate sui progetti e sui contenuti: i proiettili, le minacce di morte, la violenza, la cultura dell'inganno e della provocazione non ci appartengono, mi spiace per lei: in venti anni e più di opposizione al tav è un fatto ampiamente dimostrato
4) quella che lei chiama "commissione" è l'Osservatorio dal quale sono da due anni esclusi i comuni - VENTIQUATTRO! - interessati dal progetto TAV perchè è stata loro negata la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti di fiducia imponendo inoltre l'obbligo di aderire al progetto pena l'esclusione dai tavoli di confronto. Infatti nell'utlimo incontro di Palazzo Chigi a Roma del mese scorso, c'erano al tavolo i sindaci ad esempio di Claviere che dista circa quaranta chilometri dai cantieri e il sindaco di Giaveno che si trova addiritura in un'altra valle, mentre il sottoscritto insieme agli altri 23 sindaxci era confinato all'esterno, dietro le transenne presidiate dalla polizia
5) il piano di compensazioni: ad oggi non c'è un euro. Come stupirsi di ciò se manco ci sono i duecento milioni del Governo e i cento milioni della Regione promessi da anni per il nodo di Torino? Anche chi è favorevole all'opera, specie di questi tempi dove mancano i soldi per fare viaggiare in orario e puliti i treni dei pendolari da Susa a Torino, resterà a bocca asciutta, non si preoccupi.
6) Ha mai sentito parlare di priorità degli investimenti, di valutazione costi-benefici per le grandi opere ultimamanete evocato come necessità ineludibile anche da parte dell' autorevole voce del Governatore della Banca d'Italia Dott Draghi? Ha mai sentito parlare di infiltrazioni mafiose nelle grandi opere che fanno lievitare i costi di cinque volte? Lo sa che la Valle di Susa è fortemente abitata - settantamila abitanti - e infrastrutturata in quanto percorsa da un fiume, un'autostrada, due statali,una ferrovia a doppio binario e la si può considerare per queste caratteristiche una terza cintura di Torino con tutti i problemi conessi all'impatto di cantieri delle dimensioni e della durata prospettate? Lo sa che è soggetta a periodici eventi alluvionali e che dunque non è minimamnte paragonabile alle altri valli alpine per tutti i motivi prima elencati da un pnto di vista del'impatto ambientale di un'opera di queste dimensioni?
7) I due miliardi di penale da pagare in caso di rinuncia all'opera così come i "35-40 milioni di euro di ricaduta sulla valle per il solo tunnel esplorativo di sette chilometri della Maddalena" sono una pura invenzione giornalistica: per cortesia citi le fonti di questi dati, inventare non è serio!
8) I viaggiatori che arrivano da Londra o Parigi per venire a sciare in Valle di Susa credo, a meno che non siano scemi, preferiscano fare i dodici chilometri in treno del traforo del Frejus esistente dai tempi di Cavour ed arrivare direttamante a Bardonecchia piuttosto che da Susa, dopo 54 chilometri di tunnel, risalire la Valle in pulman, non crede? Per cortesia anche questa stupidaggine è bene che la rettifichi a tutela dell'intelligenza dei lettori e della sua personale
9) "Anche le critiche relative ai costi sembrano ingiustificate perchè la UE ha destinati i finanziamenti solo per questo progetto": altra falsità, i progetti finanziati dall'Europa per il trasporto ferroviario sono attualmente almeno cinque
10) "nel tentativo di svelenire un clima troppo acceso il Ministro Maroni......ha ha riservato il compito dell'ordine pubblico alle forze dell'ordine e non ai militari": come ho già avuto modo di dire, gli incendiari in doppio petto sono i veri avvelenatori del clima sociale: sono quelli che invocano l'uso della forza, che insultano la cittadinanza della valle di Susa associandola a frange violente, che delegittimano sistematicamente le Istituzioni disconoscendo il ruolo democraticamente sancitio di rappresentanza del territorio al Presidente della Comunità Montana, che omettono le informazioni o le distorcono o ancora peggio le inventano, che rifiutano il confronto sui contenuti e sul merito dei problemi, che prendono le tangenti addiritura sui pannolini mentre i giovani precari lavorano a cinquecento euro al mese, per non andare oltre perchè l'elenco è lunghissimo
11) Mi spiace, non tocca a noi sindaci combattere i violenti e i terroristi: per questi ci sono le forze di polizia e i tribunali. A noi sindaci spetta il difficile compito di gestire un diffuso e sempre più allarmante disagio sociale fatto di sfratti, di nuove povertà, di tagli continui ai servizi, di una popolazione che non può pensare di vivere in un enorme cantiere a cielo aperto per qundici- vent'anni, tanto dureranno i cantieri vista la mancanza di risorse economiche. Impiegando in settori prioritari per lo sviluppo anche solo una piccola parte degli euro destinati al tav si possono da subito creare un numero maggiore di posti di lavoro altamente qualificati ad esempio nei settori del turismo e delle energie alternative, senza compromettere la possibilità di una vita dignitosa in valle con la nuova Salerno-Reggio Calabria del nord e senza indebitare i nostri figli e nipoti per i prossimi cinquant'anni con un'opera inutile e dannosa.
12) Siamo tutti Sindaci altamente responsabili, consci del nostro ruolo istituzionale e delle nostre responsabilità: pretendiamo lo stesso rispetto nei nostri confronti e della popolazione che rappresentiamo anche attraverso la possibilità di uno spazio alle nostra opinioni che ci viene invece scientificamente negato. E' troppo facile costruire minacce di morte o di violenza per screditare le persone per bene: è un giochetto vecchio che non funziona più. Mi spiace, queste grossolane provocazioni le rimandiamo al mittente. Ho la consapevolezza che questo mio scritto non troverà mai spazio su un giornale importante come La Stampa, ma almeno spero in un angolo della sua coscienza.
Un cordiale saluto
Dario Fracchia, Sindaco di Sant'Ambrogio

Sono nata qui nel VCO, dove vivo da sempre, ma mio padre veniva dalla Val di Susa, da Giaglione, a due passi da Chiomonte. Conosco bene quel bellissimo territorio montano ampiamente rovinato da strade, superstrade, autostrade e ferrovia, e condivido pienamente il pensiero e le motivazioni di Dario e dei firmatari dell'appello "Fermatevi"
Spero che non si ripetano di nuovo i pestaggi violenti delle forze dell'ordine alla popolazione locale, come purtroppo successe tre anni fa, se ben ricordo, che mi lasciarono sgomenta ed infuriata perchè se la presero con madri e padri di famiglia, con anziani signori e con i bambini che manifestavano pacificamente il loro dissenso, e a cui spaccarono teste, braccia ecc ecc...
Quanto alle opinioni dei Leghisti, beh, ... e se fossero le loro, «tutte balle», quelle che ci propinano ???

per saperne di più : tav e valle che resiste 

mercoledì 15 giugno 2011

Risultati dei Referendum a Omegna

Referendum 2011. Risultati Finali
Referendum 1     Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica

Iscritti 12.657     Votanti 55,52 % (7.027)      Si 94.59% (6.541)        No 5.41% (374)

Referendum 2      Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito

Iscritti 12.657    Votanti 55,53 % (7.028)       Si 95,35% (6.616)         No 4.65% (323)

Referendum 3      Nuove centrali per la produzione di energia nucleare

Iscritti 12.657      Votanti 55,46 % (7.019)    Si 94.35% (6.540)         No 5.65% (392)

Referendum 4      Legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri

Iscritti 12.657      Votanti 55.49 % (7.023)     Si 94.56% (6.541)          No 5,44% (376)

sabato 28 maggio 2011

Omegna in rosa !

Stamattina presto  un forte vento ha spazzato via tutte le nuvole e con  il sole Omegna, tutta in rosa, in attesa del passaggio del Giro d'Italia, alla sua 20a e penultima tappa, era splendida
Le vetrine dei negozi erano tutte addobbate in modo originale ed alcune erano veramente belle !!!
Persino il porta immondizie all'inizio di via Cavallotti era stato infiocchettato di rosa ...
 I corridori sono passati alle 11 e 10 , tutti insieme, veloci,  ma così vicini nella stretta via nel cuore della città ... Uno spettacolo proprio emozionante che probabilmente non si ripeterà mai più!

venerdì 27 maggio 2011

Sole caldo e ... fragole !

Quest'anno qui al nord maggio ci ha dato giornate belle, calde, soleggiate,  con qualche temporale raro ed intenso
In giardino sono sbocciati in anticipo tanti fiori e piante e sono maturate le fragole, numerose, profumate, grosse e buonissime...
Amo le fragole e poterne mangiare tante tutti i giorni è un   piacere delizioso !

E' passato il Giro !

Oggi pomeriggio è passato il Giro d'Italia da Crusinallo. Arrivava dal Mottarone e da Omegna, ed anche  via IV Novembre spiccava per il rosa dei palloncini e dei nastri inanellati che hanno ricoperto la città in questi ultimi giorni
Sono uscita verso le due e mezzo con il sole e in pochi minuti sono arrivata sulla strada principale, già chiusa al traffico, dove ho trovato molte altre persone in attesa del passaggio della carovana di auto, moto e ciclisti
Sono risalita, seguendo il largo marciapiede, fino al ponte sul fiume Strona, che divide Crusinallo da Omegna, tutto infiocchettato di rosa e di bandiere e bandierine bianche rosse e verdi - E' il 150° Anniversario dell'unità d'Italia ed è giusto che sventolino anche per il Giro ... -
Un bellissimo spettacolo con alle spalle il rosso della ciminiera, il simbolo della vecchia Ferriera Cobianchi, che per molti anni diede lavoro a tante persone, prima di essere chiusa e poi demolita
Ho preso due foto e poi sono tornata indietro fino all'altezza degli uffici della ditta Lagostina dove ho attraversato e mi sono fermata perchè c'era poca gente ed era un posto perfetto per fotografare
Ho aspettato fino alle tre e dieci prima di cominciare a veder arrivare le prime macchine con le bici di scorta, le macchine e le moto della polizia, gli elicotteri che volavano bassi ed i primi 5 o 6 corridori che precedevano il gruppo di alcuni minuti...

Il cielo intanto si era oscurato e dei grossi nuvoloni neri si stavano avvicinando... Dopo diversi giorni di sole e caldo addirittura eccessivo, proprio oggi il tempo ha fatto le bizze ! All'arrivo del gruppo con tanti corridori e le auto al seguito, vicinissime, che sono sfrecciati via ad una velocità impressionante, da paura, la pioggia ha iniziato a cadere fitta ...
 Sono tornata a casa in fretta ed ho seguito il resto della tappa, che si è conclusa a Maccugnaga, in Val Anzasca, una delle più belle valli dell'Ossola, in Tv...
Domattina dovrebbe esserci di nuovo il sole e la penultima tappa del Giro partirà dalla Casa della Resistenza di Fondotoce per passare di nuovo da Crusinallo ed Omegna, diretta al Lago d'Orta per concludersi a Sestriere, dopo aver attraversato mezzo Piemonte E' la prima volta che il Giro passa per due giorni di fila da qui e non posso certo perdermelo !...

mercoledì 18 maggio 2011

Bianca La Rossa

Bianca Guidetti Serra è protagonista   e testimone  della storia d'Italia novecentesca nei suoi momenti cruciali: dalla Resistenza, condivisa con gli amici Primo Levi, Ada Gobetti e le migliaia di donne dei "Gruppi di difesa" istituiti insieme ad Ada a Torino, alla militanza nel Partito comunista e poi alla fuoriuscita nel 1956 in seguito ai fatti d'Ungheria. Fino alla scelta di perseguire l'impegno sociale attraverso la professione di avvocato penalista, prerogativa all'epoca di poche donne. Sono gli anni delle battaglie giudiziarie in difesa dei diritti dei lavoratori, delle donne e anche della tutela dell'infanzia. Ricalcando le tappe che hanno segnato il secolo, con i nuovi movimenti nati dal '68 sino agli anni di Piombo, l'autrice rievoca episodi clamorosi in cui ha svolto un ruolo di primo piano: dalla vicenda della Banda Cavaliere al grande processo di Torino alle Brigate Rosse. È uno sguardo inedito su quegli eventi vissuti in prima persona: la revoca del collegio dei difensori da parte dei capi storici delle Br e l'emergenza processuale, l'omicidio del presidente dell'Ordine, Fulvio Croce incontrato poche ore prima, la rivendicazione "in diretta" dell'omicidio di Moro nei proclami dei brigatisti. Pagine di storia. Come lo sono del resto anche le cronache dal vivo dei processi contro le "fabbriche della morte" a difesa dell'ambiente e della salute: dall'Ipca di Ciriè all'Eternit di Casale Monferrato.
Recensioni :
Mi è piaciuto il fare  di Guido Crainz
"Mi ha sempre interessato l’aula giudiziaria come luogo dei ‘diritti in movimento’, in cui “si ridefiniscono i confini di ciò che si intende per giusto o ingiusto”: sta forse qui una delle chiavi del “racconto di sé” di Bianca Guidetti Serra, accompagnata da Santina Mobiglia, ma il lettore è stimolato di continuo a trovarne altre, e a esserne conquistato. In riferimento al 1956 e al dibattito nel Pci dopo l’invasione dell’Ungheria, Guidetti Serra ricorda: “Mi convinsi che perseverare nella disciplina di partito fosse una forma di tradimento (…), avrei tradito quelli che come me pensavano che il comunismo non potesse essere questo”. E nel considerare l’inizio del terrorismo di sinistra annota: “Mi sono chiesta tante volte cosa non avevamo trasmesso alla generazione venuta dopo di noi rispetto alle regole di funzionamento di una democrazia tutta da costruire”. Sono solo alcuni poli di riferimento di un racconto tanto intenso quanto “sommesso”, illuminato da un’altra chiave di lettura: “Il ricordo di quegli anni è per me inseparabile dalla profonda dimensione umana di molte vicende”...

Una lezione di stile  di Andrea Casalegno
Sarebbe ipocrita, parlando di Bianca la rossa, il libro di ricordi di Bianca Guidetti Serra scritto insieme all’amica più giovane Santina Mobiglia, tacere dell’affetto e dell’ammirazione per lei; sentimenti cui nessuno che l’abbia conosciuta può sottrarsi. Nata a Torino il 19 agosto 1919 da una famiglia operaia per parte di madre, che sarà una brava sarta, orfana del padre avvocato a diciannove anni, giovane assistente sociale nelle fabbriche, antifascista per sdegno morale dal momento in cui il regime si copre d’infamia con le leggi razziali (i suoi amici più cari sono un gruppo di giovani ebrei, tra cui il futuro fidanzato e poi marito Alberto Salmoni e l’inseparabile Primo Levi: pagina memorabile la sua ultima passeggiata con lui nella primavera torinese del 1987). [...] Ogni persona descritta da Bianca è una persona vera, ogni fatto emerge con evidenza. Sono fatti importanti, ma non basta; bisogna saperli raccontare. La precisione di linguaggio, l’autenticità di tono, l’assenza della più lieve traccia di retorica, la scarsità di giudizi personali, che quando sono morali sono però sempre impliciti, sono una grande lezione di stile. Grandi scrittori ce n’è tanti, e ciascuno può scegliersi i suoi. Ma i grandi testimoni sono rari...

Premio Letterario Della Resistenza 2011


Città di Omegna  Assessorato alla Cultura

SABATO 21 maggio ore 17.30
Auditorium del Forum di Omegna
cerimonia di premiazione del  Premio Letterario Della Resistenza Città di Omegna

La giuria del Premio Letterario “Della Resistenza” Città di Omegna composta da Alba Andreini, Michele Beltrami, Giovanni Cerutti, Laura Pariani, Oreste Pivetta,  Maria Grazia Rabiolo e Anna Ruchat proclama
Vincitore dell’edizione 2010-2011

il libro “BIANCA LA ROSSA” Einaudi editore di BIANCA GUIDETTI SERRA con SANTINA MOBIGLIA

interverrà GIAN GIACOMO MIGONE
Docente di storia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino e primo direttore de L’indice dei libri del mese.

In omaggio a Omegna città di antica industrializzazione, per la quale formuliamo i migliori auguri di crescita, il rinfresco si terrà negli spazi del Museo del Forum e sarà realizzato dalla Cooperativa Sociale DIVIETO DI SOSTA-GATTABUIA

Venerdì 20 maggio 2011, alle ore 11.00
SANTINA MOBIGLIA e la giuria del Premio incontreranno i ragazzi delle scuole.

Dopo un anno di assenza torna ad Omegna il Premio Letterario della Resistenza Quest'anno è stata scelta una donna come vincitrice del premio, Bianca Guidetti Serra.  Spero che tanti e tante Omegnesi , e non solo, avranno la voglia ed il tempo di partecipare a questa importante manifestazione culturale che fa onore alla nostra città e che è sempre molto interessante ! 

Qui comincia l'avventura...

150 anni di storia d'Italia attraverso i libri per l'infanzia della Biblioteca "Pietro Ceretti"
un percorso inusuale che racconta la storia del nostro Paese attraverso le opere della letteratura per l'infanzia, da Pinocchio e Cuore fino ad arrivare agli autori contemporanei, passando attraverso Arpino, Salgari, Calvino, Rodari, Munari, Lionni e le altre decine di autori italiani famosi nel mondo
La mostra, ad ingresso gratuito, è allestita al Museo del Paesaggio (Palazzo Biumi-Innocenti) ed è visitabile fino a domenica 12 giugno, tutti i giorni dalle 15.30 alle 18.30 (lunedì chiuso).
Per conoscere tutti i dettagli dell'iniziativa e gli eventi collaterali, consultare il sito www.bibliotecheVCO.it