domenica 18 aprile 2010

Nuova giunta Regionale senza il Vco !

" ...il governatore Cota ha affidato ad semplice comunicato stampa la composizione della sua giunta. Prima novità : l’esecutivo regionale passa da 14 a 12 assessori; seconda novità più incentrata su scala locale : nessun esponente del Vco nella squadra di governo. Per Valerio Cattaneo, in ballottaggio sino ad ieri sera per un assessorato, si profila la seconda carica istituzionale: la presidenza del Consiglio regionale. " il resto dell'articolo si può leggere qui
Il VCO è passato da sinistra a destra, ma una volta ancora non ha avuto un assessore in Regione !
Cambia il colore politico, ma non cambia nulla, a quanto pare...
Ho studiato all'Università di Torino e allora, più di 30 anni fa, quasi nessuno sapeva dove fosse Omegna o dove fosse il Lago d'Orta. Incredibile ma vero! Adesso forse qualche torinese, alessandrino, cuneese o astigiano forse lo sa perchè con la superstrada che porta da Genova ad Alessandria e a Gravellona uno o due, forse tre !,  intraprendenti viaggiatori del weekend sono riusciti a scoprire anche il nostro territorio
Non che si faccia granch'è a Omegna per il turismo perchè di domenica se si passa dal centro città   ci sono troppi caffè chiusi, tutti i negozi con le serrande abbassate- quelli che sono riusciti a tirare avanti e a non chiudere definitivamente, naturalmente - e ben poca gente in giro...
Dei gran bei panorami lacustri per gli appassionati di fotografia, ma il resto ? e quali sono i ristoranti aperti , per turisti e non, di domenica ?
Nel Verbano c'è molta più vita e vivacità, ma basta per mantenere vivo un territorio che sta perdendo tutte le industrie locali, vedi Acetati, Bialetti e le altre fabbriche in crisi ,dal Cusio al Verbano all'Ossola ?
Io non ho mai amato granch'è l'idea di molti di andare con la Lombardia perchè non credo proprio che le cose cambierebbero in meglio
Basta vedere cosa sta succedendo con i treni che collegano Verbania con Milano, linea internazionale del Sempione!, molti dei quali sono stati soppressi e quelli rimasti sporchi e in ritardo il più delle volte, per non apprezzare la Lombardia ...
Dovranno essere quindi i nostri politici  locali, provinciali e comunali, di destra, sinistra o altro, a darsi da fare e a farsi sentire in Regione per migliorare con i fatti, e non solo con tante belle parole preelettorali, quella che non è certo una situazione rosea per tutti noi che viviamo qui da sempre

Rabarbaro e Piccoli Frutti

Ho trapiantato nell'orto, due autunni fa, una vecchia pianta di rabarbaro che è attecchita benissimo e si è moltiplicata con delle foglie enormi.A marzo le foglie erano già cresciute molto, nonostante il freddo pungente ancora presente di notte, ed in questi ultimi giorni di sole hanno aumentato notevolmente il loro volume. Il rabarbaro non può mancare in un giardino perchè quando i suoi gambi diventano belli rossi, si possono fare delle marmellate squisite. Originario dell'Asia orientale, giunse in Europa come pianta medicinale nel medioevo. E' necessario concimarlo con del buon letame nel tardo autunno ed impedirne la fioritura in primavera, staccando tutto lo stelo. La raccolta dei gambi termina a metà giugno e deve essere fatta scalarmente
Stanno rifiorendo anche i piccoli frutti, ribes, uva spina, mirtilli americani, lamponi e fragole.
Se non si abbasserà di nuovo la temperatura e non ci saranno gelate notturne impreviste, dai fiori nasceranno tanti buoni frutti da gustare per gran parte della fine primavera e dell' estate.
Con i piccoli frutti si fanno ottime marmellate, ma i mirtilli, il ribes e l'uva spina possono essere conservati a lungo anche in vasi di vetro, al buio ed in frigo possibilmente, dopo averli lasciati per alcuni giorni al sole estivo.

Si puliscono bene, si mettono in vaso e si ricoprono con alcuni cucchiai di miele. Si chiudono ermeticamente i vasetti che vengono poi lasciati al sole per alcuni giorni, capovolgendoli ogni tanto in modo che il miele sciolto penetri bene tra i frutti. In inverno saranno ottimi da mangiare con yoghurt o panna


Fioriture di aprile

  Ieri sono andata in giardino a trapiantare delle piante da frutta, molto in ritardo rispetto alla stagione, perchè ha fatto freddo e, quando non c'è il sole come oggi, fa ancora piuttosto freddo  Ci sono però anche molte piante ed arbusti in fiore, alcuni dei quali sono bellissimi e rendono il giardino un incanto di splendide coloriture .
Ad inizio aprile ho visto fiorire pian piano l' amelanchier, che avevo piantato nei primi anni '90, e le due piantine giovani che sono nate dai suoi semi, sparpagliati in giro dagli uccelli che popolano numerosi il giardino. L' Amelanchier appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è un albero spogliante, proveniente dall'America settentrionale, che raggiunge  6 metri di altezza e più ed ha fiori bianchi e frutti porporini o neri, eduli. E' una pianta rustica, che si adatta a quasiasi terreno, ma esige una posizione soleggiata, e sopporta bene i freddi inverni del nord.
Anche le Camelie si sono ricoperte di fiori bellissimi, dal bianco al rosa al rosso di varie sfumature e screziature, molti dei quali sono già caduti a terra, come un bellissimo tappeto colorato e variopinto.
Alcune piante sono diventate ormai degli alberi di 5-6 metri e più, mentre le piantine nate dai semi di una camelia femmina stanno crescendo pian piano un po' dapperttutto, con colori diversi a seconda di dove sono spuntate !
Le Camelie japoniche dalle belle foglie verdi lanceolate e robuste, resistenti anche all'inquinamento, sono piante originarie del Giappone, della Cina e dell'Indocina ed amano i terreni soleggiati, leggeri ma acidi ed umidi, tipici delle colline intorno ai nostri laghi piemontesi, dove spesso piove in abbondanza anche d'estate.

martedì 13 aprile 2010

La Lettera di Enrico Borghi

Lettera inviata da Enrico Borghi al direttore di VcoAzzurraTV, Maurizio Depaoli.


Caro Direttore,
ho ascoltato il tuo editoriale di sabato dedicato all’ultima candelina della Bialetti, e più in generale alla crisi industriale del nostro territorio posta in relazione con il cosiddetto “peso politico” del VCO. Vorrei provare, essendo stato chiamato giustamente in causa, ad indicare almeno quattro strade sulle quali a mio giudizio il settore pubblico può intervenire con tempi relativamente brevi per cercare di dare una risposta di carattere occupazionale al nostro territorio. Con una premessa.
Sono convinto che la crisi che sta attraversando il VCO sia l’apice di una “maturazione” di attività manifatturiere, non sostituite da un’imprenditoria dinamica e innovativa pronta a rimpiazzare il capitalismo familiare ormai defunto e anzi in qualche caso (vedi Bialetti, SitCupro, Acetati, temo presto Tessenderlo) pronta a sganciarsi dal territorio quando ha ultimato le sue finalità sostanzialmente speculative.
Questo assegna al settore pubblico un ruolo diverso rispetto al passato. Il “pubblico” nel VCO deve attribuirsi due compiti: da un lato intervenire direttamente sulla domanda aggregata, con operazioni di tipo keynesiano, per attivare politiche industriali nei settori di competenza al fine soprattutto di tenere alti i livelli occupazionali. Dall’altro creare le condizioni per le quali le imprese innovative e realmente interessate al nostro territorio investano, senza briglie burocratiche e con un contesto sociale di sostegno e di incentivo.
Sul primo versante, credo che stia nella responsabilità delle amministrazioni pubbliche innescare in tempi rapidi due filoni che potrebbero dare ricadute positive sotto il profilo dell’occupazione.
1 – una politica industriale per il ciclo idrico Il Parlamento ha recentemente abolito gli ATO acqua e rifiuti, rimandando alle Regioni il compito di ridefinire il governo del sistema entro un anno. Proposta: perché non fare un’ATO asciuttissima e senza costi, composta dalle tre nuove comunità montane e dal Comune di Verbania, che assegni direttamente ad una nuova società interamente pubblica frutto della fusione tra Idrablu, Acque Nord e Comuni Riuniti la gestione integrata del ciclo idrico del VCO?
La nuova società potrebbe utilizzare i dispositivi della legge sugli appalti attivando la procedura negoziata con imprese locali, per attivare lavori pubblici nel campo degli acquedotti e delle fognature di cui i nostri comuni hanno bisogno come il pane. Il tutto preceduto da un “patto” tra imprese, sindacati e istituzioni col quale le imprese beneficiarie si impegnerebbero ad utilizzare in questo settore maestranze – adeguatamente formate- espulse dalle aziende industriali in fase di chiusura. Si attiverebbe così una politica industriale utilizzando una risorsa naturale come l’acqua con concrete ricadute locali.
 Sarebbe un’occasione di maturità per la classe politica della zona di mettere al bando populismi e tatticismi su questo tema, e rispondere a tre problemi oggettivi: la carenza di infrastrutture, il lavoro per le imprese della zona e un possibile assorbimento di manodopera espulsa dai cicli produttivi.
2 – la bonifica area ex Enichem Sono ormai quattordici anni che parliamo della bonifica dell’area attorno allo stabilimento chimico di Pieve Vergonte.
Proposta: avvalendoci anche della presenza del board Eni del vicepresidente della Provincia, “staniamo” finalmente Ministero e Syndial, e costruiamo poi capitolati speciali d’appalto in modo tale che sia possibile coinvolgere nella grande operazione di bonifica imprese locali e assorbire manodopera locale, senza ricorrere al concetto di “general contractor” che strozza sul filo del subappalto i piccoli artigiani locali e attua una concorrenza sul costo spesso a scapito della qualità, facendo arrivare in zona oltre tutto aziende esterne che spesso di regolare hanno solo il certificato! Sul secondo versante, quello degli incentivi alla produzione locale, sono convinto di possa lavorare anche qui rapidamente su due livelli:
1 – un’Azienda Energetica delle Valli Lepontine
Barack Obama ha detto che i problemi fondamentali dell’Occidente oggi sono tre: il terrorismo, l’incremento demografico e le fonti energetiche. Sappiamo tutti qual è stato il ciclo dell’energia idroelettrica nel VCO. E sappiamo che le nostre acque saranno preziose perché oggi serve energia in quantità crescente, facilmente disponibile, a basso costo e ambientalmente sostenibile. Oggi sul tappeto ci sono i rinnovi di alcune concessioni idroelettriche, e altre arriveranno in futuro.
Proposta: perché non rifondare su basi nuove il rapporto tra i produttori idroelettrici e il territorio, facendo decollare una “Azienda Energetica delle Valli Lepontine” o una “VCO energia” pubblico-privata, partecipata dalle banche locali, dalla Regione e dagli enti locali, che si inserisca in un più vasto progetto industriale di dimensione nazionale e internazionale?
Non fermiamoci alle dimensioni: nella piccola valle svizzera di Poschiavo è stata fondata una società, la Rezia Energia, che oggi vende e distribuisce energia in mezza Europa, Italia compresa. A Olten, piccolo paese elvetico, ha sede la Atel, che in cento anni di vita è riuscita a diventare un piccolo colosso mondiale dell’energia.
I nostri imprenditori soffrono perché pagano l’energia mediamente il 30 per cento in più di altre realtà europee. Mettiamo ad un tavolo le istituzioni, gli industriali che credono al territorio e le banche della zona e buttiamo il cuore oltre l’ostacolo. Iniziando, magari, dalla costituzione di un consorzio di acquisto energetico per spuntare condizioni di fornitura più vantaggiose rispetto ai concorrenti e far cogliere alle aziende del VCO i vantaggi derivanti dalla liberalizzazione del settore elettrico.
2 – una sinergia Polo dell’Innovazione/Enti Locali Il Polo dell’Innovazione presso il Tecnoparco del Lago Maggiore sta iniziando a dare risposte. Ci sono importanti adesioni, e altre se ne annunciano.
Dobbiamo fare in modo, però, che quando le imprese avranno studiato i prototipi essi arrivino subito sul mercato. In almeno due settori (quello del mini-idroelettrico e dell’auto elettrica) essi potrebbero farlo se nei propri capitolati le amministrazioni pubbliche inserissero tali tecnologie.
Proposta: facciamo un patto tra produttori e pubbliche amministrazioni, sotto la regia del Polo dell’Innovazione, per conseguire questo obiettivo?
Sono temi complessi e che meriterebbero maggiori approfondimenti, che spero possano essere fatti anche attraverso un dibattito pubblico. Per conseguirli abbiamo bisogno di un confronto politico, istituzionale e sindacale di alto profilo, liberandoci di piccole furbizie e di tatticismi.
Su questi temi è in gioco l’esistenza del Verbano Cusio Ossola come soggettività politicoeconomica, e se saremo davvero classe dirigente all’altezza l’autonomia ce la conquisteremo sul campo. Altrimenti ci aspetta un futuro da colonia. Politica ed economica. Motivo in più per impegnarsi, ciascuno secondo le proprie responsabilità, per evitare che ciò accada.
Enrico Borghi presidente Uncem

Nuovo Presidente Cob

"L’assemblea dei sindaci del VCO ha eletto Giuseppe Monti nuovo presidente del COB unico per il VCO per la programmazione della gestione dei rifiuti, ente unico che ha unificato i due precedenti consorzi. Insieme a Monti il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da Maurizio Oldrini, Virgilio Varnelli, Giovanni Rubini e da Michele Ricci.
Il centro destra ha vinto le elezioni e sceglie i vertici di questo nuovo ente.
Peccato però che, in barba alla crisi economica e rimangiandosi le parole di una politica attenta al controllo dei costi, gli amministratori della Lega Nord e del PDL hanno proposto di aumentare (e di molto) i compensi agli amministratori del nuovo ente.
24 mila euro al Presidente, 18 mila al vice, 14.440 agli altri consiglieri del Cda e l'aggiunta di un gettone a tutti i partecipanti alle assemblee, per un totale dei costi ben superiore alla somma dei due precedenti consorzi.
”Costi che pagheranno i cittadini in bolletta – afferma il segretario provinciale del PD Lilliana Graziobelli -. Un consorzio nato per rendere più semplice la gestione dei rifiuti e per risparmiare, con le proposte del centro destra e della Lega Nord, vede aumentare i costi e non diminuirli.
A bloccare questa scelta, per fortuna, ieri sono intervenuti gli amministratori vicini al Partito Democratico e al centro sinistra che, in assemblea, si sono fatti sentire e hanno ribadito la loro forte contrarietà a queste proposte.”
Il centro destra ha così dovuto ritirare questo punto all’ordine del giorno, per formulare una nuova proposta alla prossima assemblea.
“Vigileremo - continua Graziobelli - come Partito Democratico che non facciano i furbi e che le indennità siano consone al ruolo di questo Cda e non superino la somma di quelli precedenti.
Bisogna rispettare un sentire comune dei cittadini che, in questo periodo di forte crisi economica, chiedono alle forze politiche e agli amministratori più sobrietà.”
Rimane da sottolineare come le parole e gli slogan di cambiamento della politica della Lega Nord risuonino, dopo queste scelte, ancora una volta vuote ed una presa in giro dei suoi elettori."
Dalla newsletter del PD Vco
Riflessione personale: si va in politica per il bene dei concittadini o si va in politica con la speranza di vincere per poi salire su quel famoso " cadreghino" e, qualunque sia il colore pre...scelto, riempirsi abbondantemente le saccocce personali, per il bene di se stessi, alla faccia di tutti quei fessi che hanno abboccato ed hanno votato convinti di aver scelto quelli più onesti ???
Ai posteri l'ardua sentenza ... ma se è vero quello che ho letto qui sopra, abbiamo cominciato proprio bene il dopo elezioni!

sabato 10 aprile 2010

Bialetti chiude

Era da settimane ormai che leggevo articoli sulla stampa locale del Vco in cui non vi era nessun ottimismo per la situazione che si stava creando alla ditta Bialetti, celebre per le sue caffettiere moka con l'omino con i baffi
Purtroppo l'uovo di Pasqua ha portato una sgradita ed amara sorpresa per tutti noi che qui a Crusinallo abbiamo  sempre creduto nelle nostre industrie del casalingo, nate da  concittadini ingegnosi, come appunto i Bialetti padre e figlio, anche se ormai da tempo erano subentrati altri, che  avevano anche spostato la fabbrica da via IV Novembre alla frazione Verta
Nel vertice del 7 aprile, tra la dirigenza dell'azienda ed i rappresentanti dei sindacati per la discussione sul piano industriale, purtroppo la proprietà ha annunciato la messa in mobilità della quasi totalità dei 120 dipendenti. Uno shock per gli operai ma anche per tutta la città
E' stato deciso di chiudere lo stabilimento per spostare la produzione da Omegna ad un paese dell' Europa dell'est, dove naturalmente la mnodopera costa molto meno. Le moka poi saranno rivendute qui in Italia, anche se si è sottolineato che ormai non sono più molto di moda, perchè gli Italiani preferiscono le cialde !!!
I lavoratori si sono subito riuniti in assemblea permanente nello stabilimento di Crusinallo ma è forte la preoccupazione per l’annuncio di chiusura dello stabilimento perchè, oltre  ai 120 dipendenti della storica impresa cusiana, viene minaccia pesantemente anche l’attività e la sopravvivenza di numerose imprese artigiane dell’indotto, con i relativi addetti,  già seriamente penalizzati dalla difficile congiuntura economica. Sono infatti circa un centinaio le piccole aziende che "gravitano" intorno alla Bialetti,  i cui titolari con le loro famiglie ed almeno 300 addetti  rischiano di essere coinvolti dalla crisi del settore casalinghi.
La CNA del Vco ha dichiarato che  “Questa ennesima brutta notizia che si aggiunge ad altre pesanti situazioni aperte, è la dimostrazione che siamo di fronte ad una crisi che riguarda ormai l’intero sistema produttivo del VCO. E’ necessario attivare al più presto un’azione congiunta ed unitaria di tutte le forze politiche, sociali ed economiche locali per obbligare la Regione Piemonte e il Governo ad assumere interventi per rilanciare lo sviluppo economico del VCO. Concordiamo con chi sostiene che la crisi del VCO è un problema nazionale e non solo locale”.
Della vertenza Bialetti  ne parleranno  lunedì pomeriggio a Torino   il presidente della provincia Massimo Nobili, il suo vice Paolo Marchioni ed il sindaco di Omegna Antonio Quaretta, che incontreranno il nuovo presidente della Regione Roberto Cota.
Nobili  ha dichiarato : «Al presidente faremo notare come la nostra provincia stia attraversando un momento difficile; la vertenza Bialetti è solo la punta dell’iceberg, la crisi riguarda l'intero territorio provinciale e non una singola azienda. E' necessario portare a livello nazionale la «vertenza Vco» perché sul piano regionale penso si non si possa fare moltissimo mentre qui ci vogliono misure eccezionali».
Il sindaco di Omegna ha detto invece: "Abbiamo fiducia nel presidente Roberto Cota che si è dimostrato sensibile a quanto sta avvenendo; alla Regione chiederemo interventi straordinari non solo per la Bialetti, ma per l'intera provincia "
Nel frattempo i lavoratori della Bialetti hanno scritto una lettera aperta ai cittadini omegnesi chiedendo il loro sostegno. La lettera verrà distribuita giovedì mattina durante il mercato del giovedì ad Omegna e portata in tutte le case.
Sempre giovedì 15 i sindacati hanno indetto uno sciopero generale dei metalmeccanici che sono stati invitati a dare vita ad una manifestazione ad Omegna alle 17 davanti allo stabilimento di Crusinallo.
E alle 17 e 30 presso la Sede istituzionale del FORUM, al Parco Maulini, ci sarà un Consiglio Comunale Straordinario sulla Situazione occupazionale della Ditta Bialetti

lunedì 5 aprile 2010

Preghiere dal Silenzio


Noi siamo argilla, Signore,
vasi di argilla che un piccolo tocco
manda in frantumi...

Taccia, o Signore, dinanzi a te
la veemenza delle nostre passioni,
che ci spingono all'empietà e alla violenza;
taccia la nostra sete di prestigio...
Taccia l'uomo di fango che è in noi
e avanzi l'uomo nato dal cielo
e al cielo unicamente proteso.
Immersi nel silenzio della tua presenza...
Madre Anna Maria Canopi   Preghiere dal Silenzio

Madre Canopi è badessa del Monastero benedettino Mater Ecclesiae delle suore di clausura sull'isola di San Giulio, Lago d'Orta. Ha collaborato all'edizione della Bibbia Cei e alle edizioni dei nuovi Messali e Lezionari. Presso Piemme ha pubblicato Preghiere del Silenzio ed altri libri di fede e spiritualità
Il silenzio dell' isola e la bellezza della natura che la circonda accompagnano sempre il viaggiatore che giunge a questo meraviglioso luogo, in mezzo al Lago d' Orta

Risultati elettorali a Omegna

da La Stampa To, ecco i risultati delle elezioni regionali della scorsa settimana di alcuni partiti
Comune di OMEGNA   percentuale votanti: 60,50 %   elettori: 13429    votanti: 8125  schede bianche: 88   schede nulle: 297  schede contestate: 2

Roberto COTA    voti personali  3776    48,79 %
Liste Seggi     :  IL POPOLO DELLA LIBERTA'   2115 voti   30,51 %  ;  LEGA NORD  966 voti  13,93 %

Mercedes  BRESSO    voti personali  3626   46,85 %
Liste Seggi    : PARTITO DEMOCRATICO   1975 voti   28,49 %  ;  DI PIETRO ITALIA DEI VALORI   377 voti  5,43 % ;  RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI   299 voti  4,31 %  ;  UNIONE DI CENTRO 167  voti   2,40 %

Davide  BONO  voti personali  291  3,76 %
Lista Seggi  :  MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT  242 voti    3,49 %

Un breve sgardo a questi risultati mette in evidenza 2 fatti fondamentali: Cota e la destra hanno sorpassato la Bresso e la sinistra, che comunque hanno tenuto abbastanza bene rispetto ad altri comuni del VCO  il movimento di Grillo ha ottenuto più voti dell' Udc